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Un caso internazionale racconta la lotta per la libertà di Amina Sboui, una ragazza tunisina di 18 anni, che con un'immagine provocatoria e un messaggio tatuato sul corpo, ''Il mio corpo mi appartiene'', diventa simbolo della sua generazione durante la Primavera araba. Il 1 marzo 2013, Amina condivide la sua foto, esprimendo il desiderio di maggiore libertà in un paese dominato dagli integralisti islamici. Questo gesto le costa caro: viene segregata dai genitori, preoccupati per le conseguenze, e poi arrestata dopo aver aderito al movimento delle Femen. Anche in prigione, Amina continua a lottare per i diritti delle detenute e la libertà di espressione. Tuttavia, una volta liberata, la sua notorietà la costringe a lasciare la Tunisia, dove non può più studiare e la sua famiglia teme ritorsioni. Si rifugia a Parigi, dove decide di raccontare la sua storia, diventando simbolo della protesta contro ogni forma di dittatura. La sua vicenda rappresenta anche un sogno infranto, quello di chi ha sperato che la Primavera araba portasse una vera democrazia.
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Il mio corpo mi appartiene, Amina Sboui
- Language
- Released
- 2014
- Binding
- (Paperback)
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- Title
- Il mio corpo mi appartiene
- Language
- Italian
- Authors
- Amina Sboui
- Publisher
- Giunti
- Released
- 2014
- Format
- Paperback
- Pages
- 160
- ISBN10
- 8809796535
- ISBN13
- 9788809796539
- Series
- Categories
- Tags
- Tunisia
- Description
- Un caso internazionale racconta la lotta per la libertà di Amina Sboui, una ragazza tunisina di 18 anni, che con un'immagine provocatoria e un messaggio tatuato sul corpo, ''Il mio corpo mi appartiene'', diventa simbolo della sua generazione durante la Primavera araba. Il 1 marzo 2013, Amina condivide la sua foto, esprimendo il desiderio di maggiore libertà in un paese dominato dagli integralisti islamici. Questo gesto le costa caro: viene segregata dai genitori, preoccupati per le conseguenze, e poi arrestata dopo aver aderito al movimento delle Femen. Anche in prigione, Amina continua a lottare per i diritti delle detenute e la libertà di espressione. Tuttavia, una volta liberata, la sua notorietà la costringe a lasciare la Tunisia, dove non può più studiare e la sua famiglia teme ritorsioni. Si rifugia a Parigi, dove decide di raccontare la sua storia, diventando simbolo della protesta contro ogni forma di dittatura. La sua vicenda rappresenta anche un sogno infranto, quello di chi ha sperato che la Primavera araba portasse una vera democrazia.