Edoardo Nesi is an Italian author whose literary contributions are marked by a profound exploration of the human condition. His narrative style is characterized by its strength and psychological depth, drawing readers into compelling explorations of character and existence. Nesi's versatile artistic background informs a distinctive voice that resonates with thoughtful prose.
Somewhere in the not-so-distant future the residents of Ennet House, a Boston halfway house for recovering addicts, and students at the nearby Enfield Tennis Academy are ensnared in the search for the master copy of INFINITE JEST, a movie said to be so dangerously entertaining its viewers become entranced and expire in a state of catatonic bliss . . . 'Wallace's exuberance and intellectual impishness are a delight, and he has deep things to say about the hollowness of contemporary American pleasure . . . sentences and whole pages are marvels of cosmic concentration . . . Wallace is a superb comedian of culture' James Wood, GUARDIAN
Italia, estate del 1972. Ivo il Barrocciai convince il padre Ardengo a finanziare l’acquisto di un terreno per costruire una fabbrica di tessuti ambiziosa. Cesare Vezzosi, piccolo impresario edile, è sposato con la bellissima Arianna e costruisce appartamenti popolari per accogliere l’immigrazione dal Sud. Pasquale Citarella, giunto dall’Irpinia con la famiglia, dipinge incessantemente le nuove costruzioni che sorgono ovunque. Siamo all’alba di un nuovo mondo, dove i destini si intrecciano: Barrocciai affida a Vezzosi la costruzione della fabbrica, mentre lui si lancia nel mercato tessile d’Europa e America. Vezzosi, a sua volta, incarica Citarella, una commissione che potrebbe cambiare il futuro di tutti. Mentre la fabbrica cresce, generando benessere e prosperità, le vite dei protagonisti iniziano a scricchiolare, travolte da un'esistenza frenetica e in continua espansione. Edoardo Nesi torna al romanzo con una saga familiare che segue cinque personaggi indimenticabili, dipingendo un affresco di una nazione giovane e ambiziosa, in cui l’amore è fonte di sofferenza e gioia. L’estate infinita ci riporta a un passato recente, colmo di promesse e passioni, in un’Italia laboriosa e vibrante, la migliore di sempre.
Quando sembra calare il sipario sullo splendore di un Paese, sulle sue passate ricchezze, si aprono due possibilità. Abbandonarsi al tramonto, oppure cogliere, nel presente, i segni del futuro. Le nostre vite senza ieri sceglie questa seconda strada e, non senza un bagliore di struggente nostalgia per gli anni della crescita spontanea dell'economia nazionale e mondiale, volge lo sguardo ai figli, ai ragazzi di oggi: a coloro che dovranno risollevare le sorti dell'Italia e del mondo; a coloro che hanno ereditato dai propri genitori – per la prima volta dopo tante generazioni – un mondo più povero e meno accogliente; a coloro che dovranno misurarsi, senza regole certe, con coetanei agguerriti da tutto il mondo e non solo dal paese accanto; a coloro che dovranno dimenticare il proprio "ieri" per aggredire il "domani"; che dovranno avere, e tradurre in realtà, idee che i propri genitori non potranno e non dovranno capire, altrimenti sarebbero idee già vecchie e inutili; a coloro che chiedono fiducia, almeno fiducia. Il nuovo libro di Edoardo Nesi – Premio Strega 2011 per Storia della mia gente – è un messaggio nella bottiglia, un intreccio inestricabile e misuratissimo di nostalgia, entusiasmo per la vita, il lavoro; è una lama che entra – con la precisione che solo la Letteratura ha – negli aspetti più vivi e dolenti ed essenziali della realtà che ci circonda.
Alice è una ventenne figlia di genitori separati. Si veste secondo la moda punk, è daltonica, ha sette tatuaggi, il settimo con la scritta "per sempre". Lavora in un call center, ha un ex fidanzato, la malattia del sonno e fa strani sogni in cui folle umane disperate chiedono il suo aiuto per essere salvate. Alice è una medium? Qualcosa di più. Questa ragazzina sventata ma dall'animo innocente è stata forse investita di una missione epocale dallo stesso Gesù, che lei vede in sogno e che sembra volere qualcosa da lei. E la sua vita improvvisamente cambia, così come cambiano le persone intorno a lei: amici, parenti, estranei, tutti coinvolti in una ragnatela di segni inquietanti. Nel suo nuovo romanzo, Nesi narra una vicenda che è insieme un giallo, un fantasy e un affresco di una società, la nostra, sull'orlo del baratro morale.
La rabbia e l'amore della mia vita da industriale di provincia
168 pages
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“Il rumore di una tessitura ti fa socchiudere gli occhi e sorridere, come quando si corre mentre nevica. Il rumore della tessitura non si ferma mai, ed è il canto più antico della nostra città, e ai bambini pratesi fa da ninna nanna.” “Questa è la mia gente. La mia gente che in tutta la vita non ha fatto altro che lavorare.” Storia della mia gente racconta dell’illusione perduta del benessere diffuso in Italia. Di come sia potuto accadere che i successi della nostra vitalissima piccola industria di provincia, pur capitanata da personaggi incolti e ruspanti sempre sbeffeggiati dal miglior cinema e dalla miglior letteratura, appaiano oggi poco più di un ricordo lontano. Oggi che, sullo sfondo di una decadenza economica forse ormai inevitabile, ai posti di comando si agitano mezze figure d’economisti ispirate solo dall’arroganza intellettuale e politici tremebondi di ogni schieramento, poco più che aspiranti stregoni alle prese con l’immane tornado della globalizzazione. Edoardo Nesi torna con un libro avvincente e appassionato, a metà tra il romanzo e il saggio, l’autobiografia e il trattato economico, e ci racconta, dal centro dell’uragano globale, la sua Prato invasa dai cinesi, cosa si prova a diventare parte della prima generazione di italiani che, da secoli, si ritroveranno a essere più poveri dei propri genitori.
Dieci anni dopo Storia della mia gente, premio Strega 2011, Edoardo Nesi torna a parlare allo stesso pubblico: gli italiani colpiti da un nuovo stravolgersi delle loro vite. Economia sentimentale è la cronaca dal vagare di un’anima in questi mesi assurdi, e se il virus e la quarantena rimangono sullo sfondo poiché irraccontabili e già vissuti, l’attenzione dell’autore si punta sui mutamenti tellurici dell’economia, e sull’impatto che hanno, hanno avuto e avranno sulle nostre vite di sopravvissuti. “In questi giorni sospesi l’economia mi appare sempre più una scienza viva e umanissima, certamente la più adatta di tutte le discipline a raccontare la sostanza delle nostre vite e il fervore dei nostri sogni e la miseria delle nostre paure, una stupefacente generatrice di storie e di speranze, lontana anni luce dal gelo tagliente dei numeri coi quali si usa raccontarla.” Nesi ci fa ascoltare le parole di imprenditori tessili piccolissimi, luminari della sostenibilità, baristi, industriali dell’intimo, partite IVA, disoccupati, dando voce a tutte le anime di una società smarrita e impaurita, di un popolo che ancora non si fida a sortire di casa. È un viaggio straordinario e affascinante, narrato coi toni e lo stile d’un romanzo, in cui le cose continuano a succedere e le mutazioni ad avvenire. È la cronaca delle nostre vite, raccontata da un autore che somiglia molto a ognuno di noi, perpetuamente sballottato da pietà e rabbia e amore, che sembra però intuire una via d’uscita, e mostrarcela, e come sempre in Nesi, la speranza si comunica coi libri, col leggere, con la bellezza.
Un amore lancinante, quello di Federico per Cristina l'indifferente, un amore la cui vanità è insieme motivo e risultato del suo essere sentimento ossessivo, puro e irrinunciabile. La risposta, che non trova in lei, la cerca allora in un simulacro di vendetta fatto di azione pura, scadente e umanissima: travestiti, filmetti porno, sbronze di mescal, risse in discoteca, donne migliori di lei, ma peggiori perché disponibili. E poi l'odio per il sistema, i piani per aggredirlo, colpirlo, ferirlo; ma anche qui ogni tensione è innescata solo dall'ansia di farsi prendere in considerazione e di qualificare l'attualità, e quindi destinata a esiti impacciati e ridicoli. Da questo romanzo il film diretto da Edoardo Nesi.