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La crisi economica mondiale

Dieci considerazioni

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  • 64 pages
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Quali sono le cause della crisi economica mondiale? È iniziata dall’industria o dalla finanza? Quanto hanno influito i comportamenti irresponsabili delle oligarchie manageriali? È corretto richiedere una regolazione esterna per imprese e mercati che hanno fallito? Si sta riaffacciando un capitalismo di Stato? Il ruolo degli USA nell’economia globale è davvero esaurito? L’economista Giulio Sapelli affronta queste domande, analizzando cause e effetti a lungo termine, avvertendo contro soluzioni neoprotezioniste e sottolineando la necessità di una nuova etica della competizione. Negli ultimi vent’anni, il trasferimento di ricchezza dal profitto alla rendita finanziaria ha distorto gravemente l’economia globale. È fondamentale riequilibrare risparmio e investimento. Solo il rischio d’impresa, fonte di innovazione in un mercato globale autoregolato, può rivitalizzare un’economia attualmente vulnerabile a una concezione distorta del rischio. Questa deriva è alimentata dalla speculazione di chi ha manovrato capitali per aumentare il valore delle proprie stock options, causando rialzi borsistici irrazionali e vendendo debiti attraverso veicoli finanziari opachi. La lotta alla corruzione e un nuovo modello di rischio sono oggi inseparabili.

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La crisi economica mondiale, Giulio Sapelli, Giuseppe De Lucia Lumeno

Language
Released
2008
Binding
(Paperback)
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Title
La crisi economica mondiale
Subtitle
Dieci considerazioni
Language
Italian
Publisher
Temi
Released
2008
Format
Paperback
Pages
64
ISBN10
8833919668
ISBN13
9788833919669
Series
Rating
3 out of 5
Description
Quali sono le cause della crisi economica mondiale? È iniziata dall’industria o dalla finanza? Quanto hanno influito i comportamenti irresponsabili delle oligarchie manageriali? È corretto richiedere una regolazione esterna per imprese e mercati che hanno fallito? Si sta riaffacciando un capitalismo di Stato? Il ruolo degli USA nell’economia globale è davvero esaurito? L’economista Giulio Sapelli affronta queste domande, analizzando cause e effetti a lungo termine, avvertendo contro soluzioni neoprotezioniste e sottolineando la necessità di una nuova etica della competizione. Negli ultimi vent’anni, il trasferimento di ricchezza dal profitto alla rendita finanziaria ha distorto gravemente l’economia globale. È fondamentale riequilibrare risparmio e investimento. Solo il rischio d’impresa, fonte di innovazione in un mercato globale autoregolato, può rivitalizzare un’economia attualmente vulnerabile a una concezione distorta del rischio. Questa deriva è alimentata dalla speculazione di chi ha manovrato capitali per aumentare il valore delle proprie stock options, causando rialzi borsistici irrazionali e vendendo debiti attraverso veicoli finanziari opachi. La lotta alla corruzione e un nuovo modello di rischio sono oggi inseparabili.