Mario Rigoni Stern's literary works are deeply rooted in his personal experiences, particularly those from his time as a soldier. His writing is characterized by a profound understanding of human nature and the natural world, often set against rustic backdrops. Stern masterfully captures the fleeting nature of life and the resilience of the human spirit in the face of adversity. His prose is concise, precise, and deeply evocative, leaving a lasting impression on the reader.
Set against the backdrop of the Veneto mountains during the tumultuous era of the Austro-Hungarian Empire, Tonle Bintarn's journey unfolds as he navigates the challenges of smuggling and evading revenue agents. His clandestine returns to his family highlight his deep-rooted loyalty, even amidst the chaos of World War I, which brings devastation to his village and leads to his internment in an Austrian camp. Through perseverance and dedication to his role as a shepherd, Tonle embodies resilience and quiet heroism in the face of adversity.
Rediscovered, re-translated, and with a new foreword by award-winning
historian Mark Thompson, A Soldier on the Southern Front, is an Italian WWI
classic
«Erano belle le sere estive con la luna sopra i tetti. Mi pareva di sentire le stelle e invece erano i grilli sui prati. Allora le voci del paese e della natura intorno, gli odori, i rumori, le nuvole e le luci avevano chiaro riferimento con la vita e seguivano le stagioni dei nostri giuochi e del lavoro degli uomini». Questo libro ripercorre una vita, nata da un profondo rispetto per la natura e il suo equilibrio. Rievoca eventi storici e vicende personali in un flusso scandito dalle stagioni. Nella memoria dell'autore, ogni cosa ha dignità e collocazione, creando un quadro vivace. Accanto alla campagna di Russia e alla drammatica esperienza del Lager, emergono episodi marginali ma significativi, dai giochi d'infanzia alle prime battute di caccia, fino a una visita alla Reggia di Versailles e al «bel gallo» regalato all'amico Vittorini, che si rivela «selvatico e coriaceo». Antichi riti, tradizioni, uomini e affetti di epoche passate, alberi e animali annunciano il nuovo clima e la nuova stagione. Luoghi e paesaggi, forse dimenticati, sono carichi di storia e ricordi, osservati con uno sguardo che oscilla tra divertimento e malinconia, testimone di un tempo e di un passato che riaffiora.
Nella periferia di una grande città della Siberia ogni pomeriggio i ragazzi del quartiere si ritrovano a giocare nei giardini che confinano con una grande foresta di pini e betulle. Giocano con le slitte, costruiscono pupazzi, fanno gare di corsa con gli sci e battaglie a palle di neve. Che cosa succederà quando si avvicinerà incuriosito un orsetto? Che cosa farà la sua mamma, un grosso bestione immobile nella neve al limitare della vicina foresta? E che cosa succederà quando, qualche tempo dopo, un bambino rivedrà l'orso dalla finestra di casa sua e morirà dalla voglia di giocare con lui? Il libro racconta la storia vera di un indimenticabile pomeriggio di giochi tra un gruppo di bambini e un orso bruno, e del magico rapporto che si crea tra di loro. Mario Rigoni Stern si conferma attento osservatore e conoscitore del mondo degli animali, che sa descrivere con grande sensibilità. Età di da 7 anni.
Una piccola comunità dell'altipiano di Asiago, nel Veneto, è uscita stremata dalla Grande Guerra: ovunque macerie, povertà, disoccupazione. Chi non emigra all'estero ha davanti a sé come unico lavoro possibile quello del «recuperante»: battere la montagna alla ricerca dei residui bellici da rivendere ai grossisti di metalli per pochi centesimi. Giacomo, il protagonista del romanzo, apprende il mestiere fin da bambino, quando una giornata di recupero significava un concreto aiuto al magro bilancio familiare, o un piccolo svago domenicale: al seguito del padre e nel silenzio dei monti, Giacomo impara a dialogare con i soldati scomparsi, ma anche a conoscere la natura e a decifrarne il linguaggio segreto, ad amare piante e animali. Quello che Rigoni Stern racconta è un mondo ancora integro, dominato da un forte senso della comunità, sapiente nella sua conoscenza e nel rispetto della natura e dei suoi ritmi: una civiltà armoniosa che oggi appare come travolta da un degrado irreversibile. L'autore ce la restituisce con poetica semplicità in un libro che è insieme testimonianza appassionata, narrazione di memoria e «foto di gruppo» di profonda verità umana.
I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall'alpino Rigoni Stern nell'inverno del 1944 vennero pubblicati da Einaudi nel 1953 nei 'Gettoni' diretti da Vittorini sotto il titolo 'Il sergente nella neve'. Apprezzato inizialmente soprattutto per il valore della testimonianza, il romanzo ha mostrato le sue grandi qualità espressive con la progressiva distanza temporale dai drammatici avvenimenti narrati. E ormai è giustamente considerato un classico del Novecento - per la lingua intensa e sempre concretissima, per l'alta moralità di fronte a esperienze estreme, per la totale mancanza di qualsiasi enfasi retorica, per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell'uomo per conservare la propria umanità.
"Vom Trost der Bäume" präsentiert zwanzig botanisch-literarische Porträts von Bäumen aus dem Garten und der Heimat des Autors. Paolo Cognetti beschreibt es als Rigoni Sterns poetischstes und wissenschaftlichstes Werk, das als leuchtendes und geheimnisvolles Buch in der italienischen Literatur gilt.