Stalin
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La tragedia dell'aeronautica italiana nella Seconda guerra mondiale
Questo libro racconta l’avventura dell’Aeronautica italiana, dai primati sportivi degli anni Venti fino alla catastrofe del secondo conflitto mondiale. Basandosi sull’analisi minuziosa dei dati, ricostruendo le operazioni di guerra e combinando la storia militare con quella politica e sociale, Rocca mostra l’inadeguatezza della macchina bellica che si nascondeva dietro la propaganda trionfalistica del regime. Nell’abissale distanza tecnologica e strategica che separava le forze aeree italiane da quelle degli altri Paesi europei, l’unica risorsa era il coraggio dei piloti, i «disperati» a cui l’autore rende un sincero omaggio. Un libro scritto con rigore e passione, un documento prezioso per conoscere una parte fondamentale della nostra storia recente.
La tragedia della Marina italiana nella seconda Guerra Mondiale
Quasi mezzo secolo ci separa dal giorno in cui Mussolini, contando su una campagna di poche settimane, gettò l'Italia « fascista » nel tormento della seconda guerra mondiale. Un evento inevitabile dopo che il duce aveva scelto Hitler come alleato e le democrazie occidentali come nemici. Un paese impreparato dal punto di vista militare, economico e psicologico, dovette affrontare prove tremende che misero in luce tutti i difetti e i ritardi, vanamente coperti per oltre vent'anni da una propaganda mistificatrice. La flotta italiana, quinta al mondo, scoprì amaramente la propria inesperienza e inadeguatezza. Le unità, più adatte a parate militari che a confronti con la potente Mediterranean Fleet inglese, non riuscirono a cambiare la realtà. L'arretratezza concettuale di Supermarina e dei grandi ammiragli, insieme alla povertà dei mezzi, portarono a pesanti sconfitte e umiliazioni. La battaglia di Capo Matapan rappresenta un momento simbolico di questa crisi. Gianni Rocca ripercorre le amare pagine della Marina italiana attraverso scontri navali, missioni pericolose, naufragi, eroismi, e conflitti interni tra il nostro apparato militare e il potere politico, fino alla resa dei conti dell'8 settembre. Rivive l'odissea di comandanti e marò che combatterono nelle infide acque del Mediterraneo, culminando con il tragico destino degli ammiragli fucilati da Mussolini nel vano tentativo di distogliere le colpe di una guerra perduta.