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Antonia Arslan

    1. Januar 1938

    Antonia Arslan is an Italian writer and academic of Armenian origin. Her work explores themes related to her heritage and identity.

    BUR Contemporanea: Il libro di Mush
    Piemme voci: Il calendario dell'Avvento
    Lettera a una ragazza in Turchia
    Il bacio di una morta
    Ishtar 2
    Skylark Farm
    • La bellezza sia con te

      • 254 pages
      • 9 hours of reading

      Nel cuore dell'uomo, la speranza è fondamentale e uno dei più grandi peccati contro lo spirito è quando viene spenta. Ci vuole coraggio per vedere il bicchiere mezzo pieno e per cercare il cane che salva l'uomo, non quello che lo azzanna. Antonia auspica che la fiammella della speranza non si estingua mai. In tempi bui, la bellezza segreta dell'altro è l'unica fonte di salvezza, l'unica luce che ci libera dall'intolleranza. Non esiste crescita interiore senza condivisione, né cammino senza incontro, né amore per il Paese senza memoria delle origini. La testimone diretta di questo scambio attendeva a Padova i parenti divisi dalla diaspora, affascinata dai racconti dei cibi armeni e delle miniature. Scopriva che il nonno Yerwant aveva dato ai suoi figli nomi armeni, nonostante avesse compreso che l'antica patria era perduta per sempre e avesse deciso di dedicarsi alla nuova con energia inesauribile. Dopo esili e diaspore che hanno segnato il destino di Oriente e Occidente, navigare verso la tregua è l'unica direzione accettabile. Attraverso queste pagine, la scrittrice ci guida verso l'equilibrio degli affetti e la scoperta dell'altro.

      La bellezza sia con te2018
    • Lettera a una ragazza in Turchia

      • 143 pages
      • 6 hours of reading

      “Tu devi avere un coraggio nuovo, mia ragazza di Turchia. Ti vogliono rimandare indietro a tempi lontani, mentre a te piacciono capelli al vento e gonne leggere, ascoltare musiche forti, andare a zonzo con gli amici e sentirti uguale a loro. Vorresti lottare a viso scoperto. E invece dovrai scoprire di nuovo il coraggio sotterraneo dei deboli, l’audacia che si muove nell’ombra, e cercare nella tua storia antica le ragioni e la forza per sopravvivere.”Queste le parole di Antonia Arslan nella sua lettera immaginata a una ragazza turca. Con la maestria che è solo dei grandi narratori, Antonia Arslan ripercorre le vicende delle sue antenate armene, tessendo un racconto che si dipana attraverso un filo teso dai tempi antichi per arrivare fino ai giorni nostri. Perché la paura subdola che ci colpisce ogni giorno, le oscure premonizioni che si propagano da Oriente a Occidente, da Istanbul a Bruxelles, sono le stesse delle donne armene che si sono sacrificate in nome della libertà. L’antidoto contro la paura è la memoria, è il tappeto di storie di chi ha subìto un ribaltamento del suo mondo all’improvviso. L’autrice della Masseria ci regala un libro intimo, attualissimo, un viaggio straordinario in cui ridà vita alle vicende di donne che combattono per il proprio futuro e per restare se stesse.

      Lettera a una ragazza in Turchia2016
    • Il rumore delle perle di legno

      • 177 pages
      • 7 hours of reading

      “I ricordi, usciti dalle loro scatole, dilagano nel cuore e prendono possesso della mente.” Così, guardando il cortile dalla finestra, una donna torna bambina. Lì, a Padova, dentro e fuori da quella casa, Antonia per la prima volta ha ascoltato il nonno Yerwant raccontare le storie vitali e poi tragiche dei suoi fratelli armeni. Lì, ha vissuto gli anni della guerra, con le bombe dell’aereo Pippo e i tedeschi in città, ma sempre insieme alla mamma Vittoria, lunatica e bellissima, che infilò un maialino sotto il cappotto, fingendosi incinta per nasconderlo ai nazisti, e al nonno, che la tenne con sé a chiacchierare al buio, durante l’ultimo bombardamento nel 1945. I ricordi della Bambina invecchiata si spalancano, avventurosi e intimi, e ci conducono verso altri luoghi dell’infanzia, costellati da figure umanissime. Ma ci portano anche al cuore di un periodo cruciale per l’Italia tutta. La guerra, la sua fine, gli anni Cinquanta e Sessanta. E poi gli amori della protagonista e i suoi viaggi in Grecia, i racconti di un’Armenia che ha messo radici in lei ma soprattutto la scoperta dei libri e del loro prodigioso potere… Dopo La masseria delle allodole e La strada di Smirne, queste sono le note, modulate dalla penna sapiente di Antonia Arslan, di un libro che è una sinfonia sulla memoria e sulla passione per le storie, “porte sempre aperte verso il quotidiano degli altri, con colori infiniti e trame sempre uguali”.

      Il rumore delle perle di legno2015
    • Piemme voci: Il calendario dell'Avvento

      • 149 pages
      • 6 hours of reading

      Dicembre è lo scrigno di ogni festa futura. Se ne contano i giorni, uno per uno. Quattro sono le settimane dell'Avvento, quattro le candele che si devono accendere sul davanzale della finestra, una per ogni domenica. Mentre l'anno e la luce del giorno precipitano verso il buio, quelle piccole luci coraggiosamente dichiarano una speranza. Alfa e Omega, principio e fine, nascita e morte. E in mezzo il respiro di un'attesa. La parabola esistenziale di ciascuno di noi è fatta di piccole e grandi sospensioni: la trepidazione per una nascita, la fiducia in una nuova stagione, la realizzazione di un progetto, la preghiera per una guarigione, il desiderio di un ritorno. Aspettare non è mai atto passivo. Come per i bambini, che a Natale non riescono a star fermi, l'attesa è movimento, creazione, passione. Questo vogliono rappresentare le storie di questo piccolo libro, familiari e fantastiche, che attingono a tradizioni diverse, occidentali e orientali, seguendo un ritmo musicale, sensibile, per declinare quel senso della vita che tutti cerchiamo e che risuona nella voce del verbo "attendere".

      Piemme voci: Il calendario dell'Avvento2013
    • Narrativa Skira: Il libro di Mush

      • 129 pages
      • 5 hours of reading

      In una tiepida notte di giugno 1915, cinque fuggiaschi si allontanano dalle rovine del loro paese nella valle di Mush, distrutto dai Turchi della terza armata con i suoi abitanti e le millenarie tradizioni del popolo armeno. Hanno perso tutto, casa e famiglia, ma hanno salvato un tesoro di inestimabile valore e sono determinati a portarlo ad ogni costo in salvo. Questa è l'ultima storia dell'antichissimo Libro di Mush.

      Narrativa Skira: Il libro di Mush2012
    • Somalia, Eritrea, Etiopia: da questi Paesi proviene la maggior parte delle persone che oggi salpano dalla Libia per cercare asilo in Italia. Sono spesso volti senza nome che si susseguono nei servizi dei telegiornali, capaci di suscitare pietà ma soprattutto paura. Il Centro Astalli ha voluto dar voce a questi uomini e queste donne, persone normali costrette loro malgrado a vivere esperienze straordinarie, a lasciare la loro casa, il loro Paese, la loro famiglia per ricominciare da zero in una terra straniera. Dieci di loro hanno avuto la forza e il coraggio di confidarci la propria storia, i viaggi disperati, le minacce e le torture subite. Ci hanno raccontato com’era la loro vita prima della fuga e cosa hanno trovato qui in Italia. Ciascuna testimonianza è accompagnata dall'introduzione di uno scrittore italiano (Lerner, Camilleri, Bianchi, De Luca, Arslan, Bellu, Albanese, Lakhous, Mazzucco, Celestini) in una sorta di dialogo a distanza che diventa simbolo di scambio e arricchimento reciproco.

      Terre senza promesse. Storie di rifugiati in Italia2011
    • Ishtar 2

      cronache dal mio risveglio

      • 126 pages
      • 5 hours of reading

      Ishtar 2 è un reparto di Rianimazione, dove Antonia Arslan, inghiottita dal coma all'improvviso, è stata ricoverata per 20 giorni, angoscianti per chi le voleva bene e spaventosi per lei, che forse non era così assente. Eppure in quella nuova dimensione la sua vita si è accesa come per incanto, l'ospedale si è fatto ora castello in cui si aggirano dolci presenze capaci di fugare paure e solitudine, ora giardino dove l'erba è un tappeto morbido. Il lento recupero ha avuto il sapore di una rinascita. La gola, come carta vetrata subito dopo il risveglio, ha ritrovato il respiro e restituito la voce a una generosa e affascinante cantastorie. Le sue dita si sono messe a correre sulla pagina trasformando quell'esperienza in racconto. Ne sono nate queste pagine toccanti e allegre perché, persino tra le pareti di quella stanza d'ospedale, Antonia Arslan è rimasta una bambina capace di osservare il mondo con lo sguardo rapito di chi ancora non sa. Quello sguardo che le ha permesso di commuovere i suoi lettori narrando l'eccidio armeno e l'incendio di Smirne. E di dirci oggi ciò che ha visto dalle finestre di quel castello sul mare.

      Ishtar 22010
    • Il bacio di una morta

      • 291 pages
      • 11 hours of reading

      Il romanzo più celebre di una scrittrice «dalla fama sicura», come scrive nella prefazione al libro Antonia Arslan, «inossidabile, anche se eccentrica». Un testo che in più di cento anni, «ha sopportato, praticamente senza difese, ogni genere di dotta dissezione, è stato imitato e tradotto, mille volte ristampato, perfino messo in scena con ironia... L'organizzatissima struttura mentale e il robusto ingegno di sceneggiatrice della Invernizio, hanno creato trame che sfidano le mode, e toccano qualcosa nel nostro profondo, un bisogno che non sappiamo di avere».

      Il bacio di una morta2008
    • A beautiful, wrenching debut chronicling the life of a family struggling for survival during the Armenian genocide in Turkey, in 1915. After forty years in Venice, Yerwant is planning a long-awaited reunion with his family at their homestead in the Anatolian hills of Turkey. But as joyful preparations begin, Italy enters the Great War and closes its borders. At the same time, in Turkey, the Young Turks, determined to rid their nation of minorities, force his family on a brutal march of hunger and humiliation. We follow Yerwant's relatives as they strain to stay alive and as four children set out on a daring course to reach Yerwant—and safety—in Italy. A novel as lyrical and poignant as a fable.

      Skylark Farm2005
      3.9