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Vamba Sherif

    This author is known for the pseudonym under which his works were published. His writing is characterized by a distinctive style and a unique perspective on the world. Readers appreciate his ability to draw them into the narrative and leave a lasting impression. His literary contribution lies in the originality and artistic merit of his texts.

    Ciondolino
    Il giornalino di Gianburrasca
    La Biblioteca dei Ragazzi: Il giornalino di Gian Burrasca. Ediz. integrale
    Il giornalino di Gian Burrasca
    Il giornalino di Gian Burrasca
    • Le avventure travolgenti di Giannino Stoppani, il ragazzaccio più famoso d’Italia, protagonista di scherzi e guai a non finire, capace di mettere in luce le bugie e le contraddizioni degli adulti: un classico della letteratura per ragazzi che ancora oggi entusiasma i piccoli e i grandi lettori con pagine di straordinaria vivacità.

      Il giornalino di Gian Burrasca
    • Il giornalino di Gian Burrasca

      • 256 pages
      • 9 hours of reading

      Un soprannome diventato ormai proverbiale, sinonimo di piccola peste: Gian Burrasca. Così in famiglia è chiamato il piccolo Giannino Stoppani. Lui, nove anni e una vivacità incontenibile, si diverte a creare scompiglio, a combinare un guaio dopo l’altro, a mettere a soqquadro il collegio Pierpaoli, e riporta nel suo diario ogni marachella e ogni castigo. Ingenuo, spensierato e fin troppo sincero, Gian ha una naturale predisposizione a sovvertire, a contestare l’autorità degli adulti, a irriderne le regole noiose. Pubblicato a puntate su «Il giornalino della domenica» tra il febbraio 1907 e il maggio 1908, Il giornalino di Gian Burrasca uscì poi in volume nel 1912. È ormai passata alla storia l’interpretazione di Giannino che fece Rita Pavone per uno sceneggiato RAI del 1964, diretto da Lina Wertmüller. «Anche nelle storie delle nazioni ci sono i popoli che ogni tanto si stancano d’aver sempre minestra di riso, e allora avvengono le congiure, i complotti, e saltan fuori i Michelozzi e gli Stoppani che affrontano i pericoli finché per la loro abnegazione, non si passa alla pappa al pomodoro...»

      Il giornalino di Gian Burrasca