Jede Geschichte ein Schlag in den Magen. Jede Geschichte ein Stück Neapel. Jede Geschichte eine literarische Sensation Andrej Longos brillante, wuchtige Erzählungen handeln von den Menschen der schönsten Stadt der Welt - und dem Griff der Camorra, der sie umklammert. Zehn Geschichten sind es, jede ist ironisch überschrieben mit einem der Zehn Gebote. Sie spielen in den Gassen Neapels, vor schmuddeligen Diskotheken, in engen Behausungen, und sie verwandeln menschliches Scheitern in große Literatur. Schnörkellos und schlaglichtartig, in authentischer und zugleich poetischer Sprache erzählt Longo von den Mechanismen, die Neapel regieren, von der Krankheit, die diese Stadt befallen hat - und von Menschen, die Gott und die Hoffnung längst verloren haben. Der Teenager, der aus Spaß einen alten Mann niedersticht. Der Vater, der weiß, dass die Camorristi ihn töten werden, aber dennoch mit seinem Sohn einen Vergnügungspark besucht. Der Sänger, der vor.
Sie begegnen sich auf dem Fest des Bürgermeisters: Lorenzo, der Schusterjunge, und die schöne Caterina. Als Lorenzo das Tamburin schlägt, pocht Caterinas Herz im selben Rhythmus, sie vergisst alles um sich herum. Sie treffen sich heimlich am Meer, es ist Sommer, und eines Tages küsst er sie. Es ist eine erste, zarte Liebe, doch sie ist bedroht: Rancio Fellone, der Sohn des mächtigsten Mannes im Dorf, stellt Caterina nach – und er ist es gewohnt, dass ihm kein Wunsch versagt bleibt. Am Festtag des Heiligen San Vito Liberatore findet er heraus, dass die Liebenden sich im Sonnenblumenfeld treffen wollen. Die Sonne brennt erbarmungslos, und während sich das gesamte Dorf auf der Piazza versammelt, um die Pizzica zu tanzen, macht er sich auf den Weg, um Rache zu nehmen. Es ist eine Geschichte, so alt wie die Menschheit, und Andrej Longo erzählt sie packend und voller Sinnlichkeit. Eine Geschichte von Arm und Reich, von Neid und Begehren, von Liebe und Mut. Immer schneller, wie beim Wirbel der Pizzica, treibt sie auf ihren Höhepunkt zu.
Genny ha sedici anni e lavora in un bar dalle parti di via Toledo; gli piace giocare a pallone e fare il buffone sul motorino. Perché, dicono gli amici, come lo porta lui, il mezzo, non lo porta nessuno. Tania di anni ne ha quindici, va ancora a scuola e dorme in una stanza che «tiene il soffitto pittato di stelle»; le piacciono le scarpe da ginnastica rosa e i bastoncini di merluzzo. La madre di Genny «ha quarant'anni, forse pure qualcuno in meno, ma il viso è segnato da certe occhiaie scure che la fanno sembrare più vecchia»; passa le giornate a fare gli orli ai jeans: venti orli ottanta euro; ogni tanto si interrompe, prende le carte e fa i tarocchi; e ogni tanto, quando non riesce a respirare, si attacca all'ossigeno. La madre di Tania fa la poliziotta, ha un corpo asciutto, muscoloso, e vicino all'ombelico «la cicatrice tonda di quando l'hanno sparata»; ed è una che se qualcosa va storto non esita a tirare fuori la pistola. Un sabato pomeriggio, in una strada del Vomero, le vite di Genny e di Tania si incrociano in modo tragico: e una madre decide di fare giustizia. A modo suo. Come già in Dieci, con quella scrittura spigolosa e incalzante che riesce, è stato scritto, «a riattivare ciò che giace inerte nel linguaggio collettivo e privato», Andrej Longo ci racconta una certa Napoli, e gli uomini e le donne che la abitano: protervi e feriti, crudeli e generosi.
Un pomeriggio di agosto negli anni Novanta, una voce chiede aiuto nell'androne di una palazzina di Posillipo. Dopo ripetuti gridi, il silenzio torna a regnare. Nessuno risponde, e un giovane poliziotto, proveniente dalla periferia orientale della città, trova il corpo di una ragazza della sua età. È la sua prima esperienza con un cadavere, e la normalità di quella giovane vita spezzata lo colpisce profondamente. In una Napoli deserta, dove chi può è in vacanza, il poliziotto si interroga su chi fosse quella ragazza, chi l'ha uccisa e perché. Inizia a interrogare i vicini e a cercare gli uomini che l'hanno amata, scoprendo una verità inquietante e imprevedibile. Questo processo lo porta a vedere con occhi diversi una parte della città abitata da persone che, pur non essendo camorristi o criminali, nascondono segreti e viltà. La sua indagine non solo lo costringe a confrontarsi con l'ipocrisia di una società che si considera "perbene", ma gli fa anche comprendere che si può ribellare all'indifferenza e all'egoismo, e che la paura non deve essere un limite.
La settimana dei nostri investigatori si divide tra misteri da risolvere e i problemi e le soddisfazioni della vita privata. Una doppia traccia, tra crimine e quotidianità, che contrassegna le storie di questa nuova antologia gialla. I protagonisti in gran parte sono arcinoti, in molti casi dalle loro avventure sono state tratte delle serie televisive.C’è l’ispettrice Petra Delicado della polizia di Barcellona che vorrebbe per una volta occuparsi di «un delitto glamour», e finisce invece in una storia «deprimente e squallida». Al glamour ci pensa il trio di Alessandro Robecchi: Carlo Monterossi, Oscar Falcone e Agatina Cirrielli, i quali tempo una settimana devono riuscire a ripescare da dove è affondato l’erede ignoto di un multimilionario. Il flâneur dei piaceri e dei misteri di Palermo, il La Marca di Santo Piazzese, intenta una beffa per salvare un amico da una grottesca situazione mafiosa. Lo psicobibliologo Vince Corso è condotto, dal suo creatore Fabio Stassi, sulle tracce di una strage fantastica: sono scomparsi gli eroi dei grandi romanzi. Lamanna e Piccionello sono nati dalla penna di Gaetano Savatteri e vivono nella ridente Màkari, ai due «non va giù quando i salvatori degli ultimi dimenticano i penultimi». Dove va a finire Alice Martelli, vicequestore e compagna di Massimo del BarLume, per svelare un buffo omicidio? Nell’Orrido di Botri, in Garfagnana, lì dove nidifica l’aquila reale. Gelosia, avidità, elusività, inganno: sono categorie psicologiche in cui Dario Corbo, l’acuto e nevrotico ex giornalista di Giampaolo Simi, si muove per tirare le fila di un caso freddo. Nella Casa di Ringhiera, il palcoscenico degli equivoci inventato da Francesco Recami, una spirale infernale travolge i brutti sporchi e cattivi di quel condominio: le scommesse clandestine. Il vicequestore più famoso d’Italia, Rocco Schiavone, trova un cadavere sul Monte Bianco, frontiera franco-italiana: vorrebbe appiopparlo alla collega transalpina ma...In questa antologia compaiono anche per la prima volta, dopo l’esordio in romanzi, personaggi nuovi ben adatti a un brillante primo piano. Sono: Viola, la giornalista curiosa di Simona Tanzini, che nell’esplorazione di verità scabrose si aiuta con la facoltà non voluta di associare i colori alle persone; e Acanfora, il poliziotto soggetto delle trame di Andrej Longo: la sua indagine, su un assassinio da tinello, fende un’atmosfera che affianca ferocia e pietà, che un po’ ci ricorda Scerbanenco.