Al centro del mondo
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Damiano Bacciardi vive con Nonna Adele, il nonno in silenzio e Zio Vince, a Villa la Croce, ribattezzata “Villa dei Matti”. Il miele della famiglia, noto come “la manna”, è leggendario per la sua capacità di far ingravidare le donne, così come la quercia dove si è impiccato il padre di Damiano, tornata a vivere dopo dieci anni. Damiano è un ragazzo tormentato da malessere e ansia: percepisce la natura, il volo delle rondini, il brusio delle api e riconosce il male degli uomini. Zio Vince trama per vendere la villa a gente lontana, immaginandoli con volti demoniaci. Damiano sente di dover proteggere Villa la Croce, la memoria della sua famiglia e la bellezza selvaggia della natura che lo circonda, nonostante gli incubi e le dolcezze contrastanti. Con la morte di Nonna Adele, la vendita diventa concreta e, quando arrivano “gli olandesi” per impadronirsi della villa, Damiano avverte un forte impulso di riscatto. Ultimo di una dinastia di “idioti”, Damiano si colloca in un orizzonte letterario che va da Volponi e Tozzi all’America di Faulkner e McCarthy, combattendo una battaglia che trasforma un angolo di provincia in un’allegoria del mondo, minacciato ma determinato a resistere.


