Ermuntert von einem jungen Anti-Camorra-Pfarrer und einem Lehrer erzählen
Kinder und Jugendliche aus Neapel von ihrem Alltag und ihren Erfahrungen mit
der Mafia, von ihren Hoffnungen und Träumen. Ihre Texte zu den drastischen
Zuständen in ihrer Stadt verblüffen und berühren umso mehr, als sie so
authentisch und fröhlich daherkommen.
Wie reagieren Kinder, die einerseits von den Massenmedien mit Sex bombardiert werden, andererseits von Familie und Schule zu Anstand und Wohlerzogenheit angehalten werden, auf die Themen Liebe und Sex? Wie verkraften sie die neue Offenherzigkeit?§Der Herausgeber und ehemalige Lehrer Marcello D'Orta wollte keinesfalls nur einen witzigen Stilblütenband herausgeben, der nur so sprüht vor Vitalität und ungewöhnlichen Einfällen aus neapolitanischem Kindermund. Der Band regt auch zum Nachdenken an über eine immer noch unbefriedigende Sexualaufklärung.
Pubblicato per la prima volta nel 1886 "Cuore" ottenne subito un grande successo. Il libro è basato sulla vita di tutti i giorni di una classe di alunni fra gli otto e i dieci anni in una scuola di Torino e degli adulti che li circondano. Il periodo storico riveste un'importanza fondamentale nel fare da sfondo alle vicende narrate e nel fornire il pretesto alle intenzioni dell'autore. Siamo infatti all'indomani dell'Unità d'Italia e De Amicis si prefigge come obiettivo principale quello di insegnare ai nuovi cittadini del Regno le cosiddette "virtù civili": l'amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio e l'eroismo, la carità e la pietà, l'obbedienza e la pazienza nelle tribolazioni.
Oft saukomisch und immer unverblümt: Neapolitanische Kinder schreiben über Tiere, Bestien und alles, was da kreucht und fleucht, und räsonieren dabei über Mensch und Natur, Neapel und den Planeten.
Wo kann sich Kinderphantasie besser entfalten als beim Thema Religion? Bei Themen wie Erschaffung der Welt, Gott, Engel, Hölle und Teufel. Schließlich besteht die Bibel aus den eindrücklichsten Geschichten, enthält zugleich aber auch viele »Ungereimtheiten«, die den Erwachsenen nur nicht mehr bewußt sind. Und natürlich packen die Kinder in die biblischen Geschichten auch wieder all ihre Freuden und Sorgen hinein.
Il "maestro sgarrupato" di Napoli - così amava definirsi Marcello D'Orta, autore bestseller da due milioni di copie con Io speriamo che me la cavo - è tornato in quest'ultimo libro a mettersi in ascolto dell'immaginario dei bambini per capire cosa pensano di Gesù, di Dio e della religione. Colorati, spumeggianti, a volte sgrammaticati, tutti scoppiettanti di humour involontario, gli scritti e i pensieri raccolti - nelle scuole elementari di Napoli e in molte altre del nostro Paese - rappresentano, meglio di tanti trattati, il sentire religioso dell'infanzia italiana del terzo millennio. I bambini riescono a esprimere quello di cui gli adulti hanno paura o pudore. Ed è senza malizia che - insieme a una lettera indirizzata a papa Francesco - i piccoli autori di questi testi confidano, con scandalosa innocenza, i loro dubbi di fede, le loro curiosità sulle storie e i personaggi del Vangelo, lo stupore di fronte al mistero della vita, lasciando trasparire desideri, speranze e paure. Un libro che mette insieme leggerezza e profondità. Un caleidoscopio vivace, che diverte e fa pensare, scuotendo la coscienza degli adulti e riportandoli a una responsabilità educativa da tempo dimenticata: dare il buon esempio.
Quanti temi avrò letto nei miei dieci e più anni come maestro elementare di Arzano? Non lo so, ne ho perso il conto. Ma non li ricordo perchè ordinati o disordinati, tristi, giocosi, e persino polemici, tutti hanno sempre detto e a volte dato qualcosa. Tanto che alcuni li ho conservati, e ora ho voluto raccoglierne una sessantina tra i più ameni e sorprendenti. Credo che valga la pena di conoscerli. Colorati, vitalissimi, spesso prodigiosamente sgrammaticati, di primo acchito possono far pensare ad una travolgente "antologia di perle". Ma, per chi sa guardare, sotto c'è qualcosa di diverso,e di più. Una saggezza ed una rassegnazione antica, un'allegria scanzonata e struggente nel suo candore sottoproletario, una cronaca quotidiana ilare e spietata che sfocia in uno spaccato inquietante delle condizioni del nostro Sud.