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Pif

    Pif, born Pierfrancesco Diliberto, is an Italian storyteller whose work dissects the complexities of modern society with a deft touch of humor and keen insight. His creative journey, spanning from filmmaking to television and literature, is marked by a unique ability to weave serious themes with an accessible lightness. Through his narratives, whether visual or written, Pif offers audiences a perspective on human nature and societal dynamics, often with surprising turns and an undercurrent of irony. His approach is characterized by a boldness in capturing reality while maintaining a strong narrative sensibility.

    Il Vurricatore. Storie di uomini e di mafia
    Universale Economica: ... che Dio perdona a tutti
    La disperata ricerca d'amore di un povero idiota
    ... che Dio perdona a tutti
    Io posso. Due donne sole contro la mafia
    • Immaginate di tornare a casa e trovare un costruttore mafioso che afferma che quella non è più la vostra casa. Dopo anni di battaglie legali, un tribunale vi dà ragione, ma il compenso per i danni non vi sarà mai pagato, poiché il costruttore è stato condannato e tutto ciò che possedeva è stato sequestrato. Inoltre, l'Agenzia delle entrate vi chiede il 3% di quella somma che non riceverete mai. Questa è la storia di Maria Rosa e Savina Pilliu, che in trent'anni hanno affrontato molto di più. Attorno al palazzo abusivo si muovono mafiosi, politici corrotti, avvocati, istituzioni pavide e vittime di intimidazioni. Gli autori, venuti a conoscenza della vicenda, hanno deciso di scrivere questo libro con l'intento di cambiare il finale della storia. Si pongono tre obiettivi: raccogliere fondi per pagare il 3% all'Agenzia delle entrate, ottenere lo status di 'vittime di mafia' per le sorelle Pilliu e ristrutturare le palazzine semidistrutte per un'associazione antimafia. A Palermo, il mantra "Io posso" rappresenta l'arroganza di chi si sente al di sopra delle regole. Gli autori vogliono ribaltare questa frase, affermando: "Io posso e tu no perché io sono lo Stato e tu no".

      Io posso. Due donne sole contro la mafia2021
      4.0
    • Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s'innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi. Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti coloro che li conoscono, amici e colleghi compresi, una verità molto scomoda. Pif esordisce nel romanzo con un'opera che ci costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità.

      Universale Economica: ... che Dio perdona a tutti2020
    • È una storia come tante, quella narrata ne Il vurricatore: Lillino Palazzolo è giovane siciliano, entrato a far parte di Cosa nostra senza un vero perché. Da picciotto, diventa col tempo il seppellitore ufficiale della famiglia mafiosa cui si è affiliato. Una parabola ascendente che si incrina nel periodo turbolento della latitanza e che termina bruscamente nella laboriosa rete tesa dagli uomini della Catturandi.Lillino Palazzolo è un personaggio liberamente ispirato alla figura di Gaspare Pulizzi, mafioso legato alla famiglia di Carini, oggi collaboratore di giustizia. Sebbene i nomi, i fatti e le circostanze narrate siano in parte frutto della fantasia dell’autore, egli stesso ci ricorda, pagina dopo pagina, che “sono ispirati da una realtà ancor più dura e cruenta di quella descritta sulla carta”.

      Il Vurricatore. Storie di uomini e di mafia2013