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Ena Marchi

    Biblioteca Adelphi - 292: I testamenti traditi
    Balzac and the little Chinese seamstress
    Slowness
    Il dio del massacro
    • 2011

      Il dio del massacro

      • 91 pages
      • 4 hours of reading
      3.8(3972)Add rating

      Fin dalle primissime battute di questa commedia al tempo stesso esilarante e feroce appare chiaro perché Roman Polanski abbia deciso di portarla sullo schermo – e perché attori come Isabelle Huppert, Ralph Fiennes e James Gandolfini abbiano voluto interpretarla a teatro. Poche volte, infatti, un autore è stato capace di squarciare con altrettanto soave crudeltà i veli destinati a ricoprire la costitutiva barbarie della creatura umana. Nel lindo, assennato salotto borghese in cui due coppie di genitori si incontrano per cercare di risolvere, da persone adulte e civili quali essi ritengono di essere, una questione in fondo di poco conto (una lite scoppiata ai giardinetti tra i rispettivi figli), vediamo sgretolarsi a poco a poco le maschere di benevolenza, tolleranza, buona creanza, e di correttezza politica, apertura mentale, dirittura morale; e sotto quelle maschere apparire il ghigno del nume efferato e oscuro che ci governa sin dalla notte dei tempi: il dio del massacro, appunto. Con uno humour corrosivo e una sorta di noncurante cinismo (e senza mai assumere il tono del moralista), in una lingua volutamente media, che sfodera tutto il suo micidiale potere, Yasmina Reza costruisce un brillante psicodramma, porgendo allo spettatore (e al lettore) uno specchio deformante nel quale scoprirà, non senza un acido imbarazzo, qualcosa che lo riguarda molto da vicino.

      Il dio del massacro
    • 2004

      New York Times Bestseller Balzac and the Little Chinese Seamstress is an enchanting tale that captures the magic of reading and the wonder of romantic awakening. An immediate international bestseller, it tells the story of two hapless city boys exiled to a remote mountain village for re-education during China’s infamous Cultural Revolution. There the two friends meet the daughter of the local tailor and discover a hidden stash of Western classics in Chinese translation. As they flirt with the seamstress and secretly devour these banned works, the two friends find transit from their grim surroundings to worlds they never imagined.

      Balzac and the little Chinese seamstress
    • 1995

      Readers are taken through a midsummer's night in which two tales of seduction, separated by more than 200 years, interweave and oscillate between the sublime and the ridiculous. They provide merely a narrative framework for Kundera's novel, within which is condensed existential analysis.

      Slowness
    • 1994

      Questo saggio può essere letto come un romanzo che ha per protagonista il romanzo stesso. Vi troveremo così alcuni dei pensieri estremi e segreti di Kundera. Ma Kundera sembra non poter fare a meno – per nostra fortuna – di trattare anche le idee come personaggi. Perciò quella che leggeremo è una storia polifonica, piena di figure, di passioni e di delitti. I personaggi saranno Stravinskij e Kafka con i loro singolari amici Ansermet e Max Brod; o Hemingway perseguitato da un suo biografo; o Céline e Majakovskij messi sotto processo dalla loro epoca; o la «storia di famiglia» del romanzo, a partire dal capostipite Rabelais. Ma, soprattutto, onnipresente protagonista sarà il romanzo stesso – o meglio quella «sapienza del romanzo», quella forma di conoscenza che soltanto il romanzo può dare e che sembra irritare sommamente tutti quelli che la ignorano («Lei è comunista, signor Kundera?». «No, sono un romanziere». «Lei è dissidente?». «No, sono un romanziere». «Lei è di sinistra o di destra?». «Né l’uno né l’altro. Sono un romanziere»). È una sapienza imprescindibile, ma al tempo stesso quanto mai fragile. L’autore e l’opera d’arte, infatti, paiono provocare, per il solo fatto di esistere, le più funeste vessazioni, i loschi tradimenti di quel testamento che in fondo è qualsiasi testo. E Kundera è magistrale nell’evocazione dei persecutori: dagli amici devoti, pronti a tutto pur di andare contro la volontà dell’amico (sempre a fin di bene), ai biografi che vogliono sapere dell’autore ben più di quanto egli stesso sapeva, ai traduttori infaticabili nel migliorare le opere a loro affidate. C’è una furia stupenda, un senso di radicale rivolta in questo libro, che tocca uno per uno – anche crudelmente – tutti i punti delicati del bene e del male in rapporto a quell’essere che suscita tanto rancore perché è felicemente al di là del bene e del male: l’arte. I testamenti traditi è stato pubblicato per la prima volta in francese nel 1993.

      Biblioteca Adelphi - 292: I testamenti traditi