Stimmen aus der Tiefe, wo es brodelt, bebt, giftige Dämpfe und Erinnerungen aufsteigen. Auf der Reise zu den Grundfesten Italiens, von Sizilien bis Neapel, über den Apennin bis ins Friaul, tut sich ein Inferno an Verwerfungslinien auf. Das ist der Stoff für Rumiz’ leidenschaftliche Erkundungen in der Welt des Minotaurus. Er besteigt zerklüftete Berge auf den Äolischen Inseln und die Krater des Ätna, erkundet unterirdische Quellen im Karst, Höhlen der Eremiten in Kalabrien und frühchristliche Katakomben in Rom. Er befragt alte und neue Kulte und Mythen, spricht mit Menschen aus Wissenschaft, Politik und von der Straße und erzählt so vom Alltag im Schatten des Unvorhersehbaren. Wie leben auf so unsicherem Terrain? Geschichten von Katastrophen, Unwägbarkeiten und Wundern.
Paolo Rumiz Book order (chronological)
Paolo Rumiz is an Italian journalist and writer whose work offers a deep dive into the complexities of the Balkan and Danubian regions. He has provided frontline reporting on pivotal historical moments, including the dissolution of Yugoslavia and the conflicts in Croatia and Bosnia. His dispatches from places like Islamabad and Kabul during the US attack on Afghanistan showcase his commitment to documenting significant geopolitical events. Rumiz's writing is characterized by its journalistic rigor and its unflinching look at human experience in times of crisis.






Auf der Suche nach einem verlorenen Europa segeln vier moderne Argonauten über das Mittelmeer, der Hoffnung entgegen. Europa hat seine Ursprünge aus den Augen verloren. Um sie wiederzufinden, machen sich vier Gefährten mit einem alten Segelboot auf den Weg in Richtung Orient, dem Duft von Ginster und Senfblüten folgend. Doch bedrohlich lastet der Himmel über dem Mittelmeer, dem nassen Grab für Migranten. Im Hafen von Tyros flüchtet sich ein syrisches Mädchen an Bord, traumatisiert von Zwangsheirat, Krieg, Vergewaltigung. Ihr Name ist Evropa. Ihre Anwesenheit verbindet die Gegenwart mit der fernen Epoche der Mythen, als Zeus selbst in Gestalt eines Stiers die Königstochter über das offene Meer entführte. Paolo Rumiz’ großes modernes Epos über einen Kontinent, der dabei ist, seine Menschlichkeit zu verlieren. Geschrieben im Rhythmus der Wellen, im Gleichklang mit dem Rauschen des Meeres. „Sturmwind brist auf und die Wellen wachsen, laut fangen die Segel an zu klagen, sich blähen im Wind, während das Bugspriet sich aufbäumt und wieder absinkt in seiner unnachahmlichen Trägheit im Spiel der Wellen.“
Der unendliche Faden
Reise zu den Benediktinern, den Erbauern Europas
Rumiz sucht nach den Wurzeln eines offenen, barmherzigen und in die Zukunft gerichteten Europa – und findet sie in den Klöstern der Benediktiner. Der Wanderer Paolo Rumiz spürt den Jüngern des heiligen Benedikt von Nursia, dem Schutzpatron Europas, nach. Er besucht sie in ihren Abteien im Veneto, in der Lombardei, in Südtirol, in der Schweiz und in der Normandie, in Bayern, Belgien, Niederösterreich und Ungarn. Er spricht mit den Ordensleuten und findet in ihren Prinzipien eine positive Kraft – gerade heute, da Abgrenzung und Abschottung die Utopie der Gründer zu zerstören drohen. Europa, über Jahrhunderte geprägt von Invasionen und Migrationswellen, muss ein Raum der Gastlichkeit bleiben. Ein Raum, der auf ein menschenwürdiges Wirtschaften und der Hände Arbeit baut, auf die Freude an der Gemeinschaft, den Respekt gegenüber der Natur und vor allem auf Barmherzigkeit.
Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l’Europa con la sola forza della fede, seguendo la formula ora et labora. Lo fecero negli anni di violenza e anarchia dopo la caduta dell’Impero romano, quando le invasioni erano devastanti. Con il loro esempio, cristianizzarono e resero europei i popoli pagani, salvando una cultura millenaria e riordinando un territorio in preda all'abbandono. I monasteri divennero presidi di resistenza alla dissoluzione. Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d’Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle abbazie, dall’Atlantico al Danubio, luoghi più forti delle invasioni e delle guerre. Gli abitanti seguono una Regola valida oggi, in un momento in cui i seminatori di discordia minacciano l’utopia dei padri. Quelle nere tonache ci ricordano che l’Europa è uno spazio di migrazioni, una terra “lavorata” dove è difficile separare l’opera della natura da quella dell’uomo. Una terra benedetta che non dovrebbe essere blindata. Da un mondo duro come l’Appennino, abituato a risorgere, può venire la spinta per ricostruire l’Europa. Quanto c’è di autenticamente cristiano in un Occidente materialista? Rumiz cerca risposte tra coloro che mantengono vivi i valori perduti, in un viaggio che è anche una navigazione interiore. “Cosa hanno fatto i monaci di Benedetto se non piantare presidi di preghiera e lavoro negli spazi più incolti d’Europa per tessere una rete di fili?”
Appia
- 362 pages
- 13 hours of reading
Un viaggio alla scoperta della Via Appia, la prima grande strada d'Europa, che si estende per oltre 540 km da Roma a Brindisi. L'autore, insieme a compagni di viaggio, esplora antiche ville, chiese medievali e castelli, riscoprendo la storia e la cultura del sud Italia, nonostante l'oblio di secoli.
I narratori: Il Ciclope
- 149 pages
- 6 hours of reading
Die Wiederentdeckung der Einsamkeit – auf einer gottverlassenen Leuchtturminsel im Mittelmeer. Auf einer winzigen Insel im Mittelmeer, deren Felsen steil abfallen und wo Schiffe nur bei ruhiger See anlegen können, ragt ein einsamer Leuchtturm empor. Wie ein Zyklop sucht er mit seinem Auge den nächtlichen Horizont ab, ein fixer und unentbehrlicher Orientierungspunkt für Generationen von Seefahrern. Drei lange Wochen bringt Rumiz, der ruhelose Wanderer, dort zu und sucht wie der Lichtstrahl nachts den Himmel und tags den Horizont ab. Er lernt, das Aufkommen eines Gewitters zu erkennen, dem Wind zuzuhören, mit den Möwen zu fliegen, mit dem Esel zu reden. Und er denkt über das Mittelmeer als Kulturraum von Triest bis in den Libanon nach, als Ort des Austauschs, des Handels, der Kriege bis heute, mit eigener Lingua franca. Diese bewegungslose Reise wird zum Abenteuer des Geistes.
The fault line : traveling the other Europe, from Finland to Ukraine
- 256 pages
- 9 hours of reading
An award-winning writer travels the eastern front of Europe, where the push/pull between old empires and new possibilities has never been more evident. Paolo Rumiz traces the path that has twice cut Europe in two—first by the Iron Curtain and then by the artificial scaffolding of the EU—moving through vibrant cities and abandoned villages, some places still gloomy under the ghost of these imposing borders, some that have sought to erase all memory of it and jump with both feet into the West (if only the West would have them). In The Fault Line, he is a sublime and lively guide through these unfamiliar landscapes, piecing together an atlas that has been erased by modern states, delighting in the discovery of communities that were once engulfed by geopolitics then all but forgotten, until now.The farther south he goes, the more he feels he is traveling not along some abandoned Eastern frontier, but right in the middle of things: Mitteleuropa wasn’t to be found in Viennese cafés but much farther east, beyond even Budapest and Warsaw. As in Ukraine, these remain places in flux, where the political and cultural values of the East and West have stared each other down for centuries. Rumiz gives a human face not just to what the Cold War left behind but to the ancient ties of empire and ethnicity that are still at the root of modern politics in flash-point areas such as this.
I narratori: Morimondo
- 314 pages
- 11 hours of reading
Il Po, il grande fiume, è un'entità complessa e misteriosa. La sua storia e la sua geografia sembrano semplici, ma in realtà rivelano un mondo in trasformazione. Paolo Rumiz, insieme al suo equipaggio, esplora le acque del Po, scoprendo che il fiume è un Dio Serpente, una voce femminile che si esprime tra rive desolate. L'assenza di chi lo reclama rende necessario ascoltarlo, trasformando il viaggio in una storia profonda, ricca di memoria e introspezione. Rumiz riesce a rendere il Po un protagonista vivente, narrando le sue acque con un approccio inedito che risveglia i sensi e reinterpreta i colori delle terre circostanti, i sapori dei cibi e dei vini, e i dialetti delle persone che lo circondano. Gli incontri lungo il fiume arricchiscono il racconto, presentando figure come la cacciatrice di luoghi Valentina Scaglia e il raffinato corsaro Paolo Lodigiani, tra gli altri. Quella che inizia come un reportage si trasforma in un romanzo d'avventura e introspezione, un viaggio nell'immaginazione, immerso in un'atmosfera di mistero e connessione con l'anima del fiume.
Trans Europa Express
- 277 pages
- 10 hours of reading
2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l’Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell’Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre – nel frattempo – conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia. Siamo di fronte a un libro raro, dettato da una scrittura che magnifica il viaggiare e la conoscenza del mondo – di quel mondo – attraverso il viaggiare.
Montagne. Avventura, passione, sfida
- 192 pages
- 7 hours of reading
Tradita dal tradimento del suo amante, Takako lascia il lavoro e cade in una spirale di sonno per sfuggire al dolore. Un giorno, una telefonata da parte di uno zio, che non vede da dieci anni, la risveglia da questo torpore. Takako accetta di aiutare lo zio a gestire una libreria per un pomeriggio, solo per compiacere la madre. Ma ciò che la attende è la vecchia libreria Morisaki, un mondo di migliaia di libri che racchiudono tempo e storia. I libri curano le sue ferite interiori. E, ancor di più, Takako scopre molte cose nuove e affascinanti che non aveva mai conosciuto prima. La storia è leggera ma profonda, particolarmente per chi ha la passione per la collezione di libri antichi.
Paolo Rumiz scommette sulla forza delle grandi storie e si affida al ritmo del verso, della ballata. Ne esce un romanzo-canzone singolare, fascinoso, avvolgente come una storia narrata intorno al fuoco. Racconta di Max e Maša, e del loro amore. Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato a Sarajevo per un sopralluogo nell’inverno del ’97. Un amico gli presenta la misteriosa Maša Dizdarević, “occhio tartaro e femori lunghi”, austera e selvaggia, splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, due figlie che vivono lontane da lei. Scatta qualcosa. Un’attrazione potente che però non ha il tempo di concretizzarsi. Max torna in patria e, per quanto faccia, prima di ritrovarla passano tre anni. Sono i tre anni fatidici di cui parlava La gialla cotogna di Istanbul, la canzone d’amore che Maša gli ha cantato. Maša ora è malata, ma l’amore finalmente si accende. Da lì in poi si leva un vento che muove le anime e i sensi, che strappa lacrime e sogni. Da lì in poi comincia un’avventura che porta Max nei luoghi magici di Maša, in un viaggio che è rito, scoperta e resurrezione.
La légende des montagnes qui naviguent
- 576 pages
- 21 hours of reading
Que sont les montagnes italiennes ? Quelle identité portent-elles avec elles ? Les Alpes et les Apennins dessinent, ensemble, une sorte de grand point d'interrogation. Pour les poursuivre, Paolo Rumiz s'est embarqué dans un voyage de huit mille kilomètres qui longe la longue bosse montagneuse de la Baleine-Italie le long des Alpes et des Apennins, du golfe du Quarnaro à Capo Sud. Un itinéraire qui part de la mer, arrive sur la mer, navigue comme un transatlantique avec deux flancs donnant sur la mer, et tout au long du parcours évoque des métaphores maritimes, comme celui qui naviguant peut-être vole – dans un immense archipel émergé. On y trouve des vallées où il n'existe pas d'électricité, de grands anciens comme Bonatti ou Rigoni Stern, des chemins de fer habités par des mouflons, des maisons de garde et des paracarri légendaires, des bivouacs sous la pluie au fond de cavernes, des sanctuaires où des divinités pré-romaines surgissent continuellement derrière les saints du calendrier. Et puis des curés braconniers, des gardiens de refuges légendaires, des musiciens en quête de racines comme Francesco Guccini ou Vinicio Capossela. Une Italie de montagne, peu visible et peu racontée, où la télévision semble raconter des histoires d'une autre planète.
Dalle Alpi svizzere al Salento, da Vienna al Mar Nero, dalla crosta delle montagne alle pianure incise dal serpente del Danubio, un lungo viaggio, anzi una serie di viaggi, per imparare a guardare e a sentire la spalla orientale dell'Europa. Il volume raccoglie per la prima volta scritti editi e inediti del reporter italiano, in cui convivono gusto per il viaggio e dell'andare (attraversando paesaggi, incontrando uomini, sondando umori), la fascinazione del racconto e della parola
Masken für ein Massaker
Der manipulierte Krieg
«Es gab einen Moment der Stille, und man hörte nur die Zikaden. Dann ertönte aus dem Hals von Drago ein langer Schrei: "Wie zum Teufel kann ein Christ die Ungläubigen beschützen?". Der Mann in Tarnkleidung begann, den Kolben seines Maschinengewehrs auf den Boden zu schlagen. Fasziniert stand Gojko im Türrahmen, mit heruntergelassener Unterhose. Drinnen weinte jemand, wahrscheinlich Frauen. Als die Salve losging und der Alte sich quer auf die Matte mit der Aufschrift Dobrodošli, "willkommen", fallen ließ, hatte sich der Ausdruck des ungläubigen Staunens bereits endgültig auf seinem Gesicht und in seinen Augen festgesetzt. [...] Drago und der alte Gojko wurden für mich zum Inbegriff des Schlüsseldualismus: die dreiste List des Bösen und die wehrlose Blindheit des Guten. Von da an erhellte sich alles, was ich in Bosnien gesehen hatte, mit neuer und einfacher Bedeutung. Plötzlich erinnerte ich mich, dass ich diese beiden unverwechselbaren Menschentypen schon viele Male inmitten der Menschenmengen getroffen hatte. Die Mehrheit war wie Gojko, mit demselben Ausdruck des Staunens. Viele hatte ich in diesem surrealen Frühling 1992 vorbeigehen sehen. Von Raubtieren wie Drago hingegen hatte ich nur sehr wenige getroffen. Höchstens zehn. Daraus schloss ich, dass das Gute zahlenmäßig das Böse überwiegt, aber nicht in der Lage ist, die Gefahr zu wittern.»









