Gli Adelphi - 380: Note azzurre
A cura di Dante Isella - Edizione integrale
- 1254 pages
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Le "Note azzurre" di Carlo Dossi, un diario composto tra il 1870 e il 1907, rappresentano un unicum nella letteratura italiana. Apparentemente un zibaldone di osservazioni e commenti, l'opera è in realtà un riflesso deformato di un'epoca cruciale, quella successiva alla formazione dello Stato unitario. Essa raccoglie gli umori della generazione post-romantica, filtrati attraverso un ingegno capriccioso e sensibile. Le notazioni autobiografiche si intrecciano con giudizi letterari e politici, spunti per novelle mai scritte, aforismi e sarcasmi, creando un dialogo con un mondo in rapida evoluzione. Dossi, attraverso aneddoti spesso scabrosi su personaggi contemporanei, esprime una crescente preoccupazione morale che si evolve in una dimensione sociale. La frammentarietà dell'opera trova unità in uno stile personale, frutto di un'eccezionale invenzione linguistica. L'interesse per il ritratto inedito del passato si unisce a quello per una prosa che rappresenta il culmine della Scapigliatura lombarda, punto di riferimento per ogni innovazione linguistica. Dossi, con il suo carattere introverso e inquieto, trova nella libertà dell'annotazione diaristica la possibilità di una definizione completa di sé, che nelle sue opere narrative era solo parzialmente realizzabile.

