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Enrico Vaime

    Amare significa...
    Le braghe del padrone
    Era ormai domani, quasi
    Love Story auf Italienisch
    Quando la rucola non c'era
    I cretini non sono più quelli di una volta
    • Era ormai domani, quasi

      • 106 pages
      • 4 hours of reading

      Perugia inizio anni Cinquanta. In una domenica d'agosto dal caldo estenuante, un uomo viene trovato riverso in casa con una corda al collo. Tutti nel rione lo conoscevano come "il Sor Aldo", un personaggio dalla stazza elefantina e dalla vita misteriosa. In casa, accanto al cadavere, c'è Lalla, una bella ragazza di vent'anni: ufficialmente nipote del suicida, ma più probabilmente figlia, secondo voci di rione, o addirittura serva e amante. La voce narrante è un ragazzino di quindici anni che, proprio lì, abita con la famiglia. La domenica che il Sor Aldo si uccide, lui si ritrova sulla scena del dramma, fra il cadavere ancora caldo e Lalla. Lei si sposta un ciuffo dalla fronte in un gesto di straripante sensualità, e poi gli chiede di aiutarla a fare il nodo alla cravatta del morto. Il ragazzo obbedisce; quindi esce a raccogliere fiori nel campo vicino a un manicomio: là dove una vecchia internata zompettante è solita alzarsi il camicione all'altezza del ventre davanti ai passanti, e urlare: "Voi vede' la passera?" Quella sera stessa, di ritorno dai campi, fra il ragazzo quindicenne ignaro alla vita e la sensuale Lalla inizierà un delicato dialogo dei sensi. Un approccio inizialmente giocato sul lieve filo dei gesti allusivi e delle mezze parole; una seduzione fatta di carnalità tenue e allo stesso tempo tenace.

      Era ormai domani, quasi2010
    • "Il fascino discreto dell'amnesia è degli eletti". Gli altri sono tutti costretti a ricordare, a ripensarci, a fare bilanci e a tornare indietro. E provare anche una strana inaspettata nostalgia. E allora dopo l'autobiografico "Quando la rucola non c'era" si può sentire l'esigenza anche di un secondo capitolo, perché, "tu chiamale, se vuoi, rimozioni", ma delle cose Enrico Vaime le aveva omesse, e c'era quasi un'altra vita da raccontare. La vita che comincia nel 1960 con l'ingresso in Rai, dove se volevi fare qualcosa di meno che idiota te lo dovevi inventare, le amicizie con Nino e Roberto, con i quali attraversa Milano, gli incontri con Luciano Mastronardi, che chiese in sposa la figlia del più celebre studioso di letteratura italiana, con Giovanni che faceva la rivoluzione al piano di sopra di una sala da biliardo, con Celestino, pieno di figli oltre che di soldi e di quadri di famiglia, con contesse e grandi produttori, ballerine che ballavano da ferme e sassofonisti che eseguivano Mood Indigo in sottoveste di pizzo. Altri personaggi, altro viaggio. In un passato vicino, "quando eravamo felici" e del quale, qui, si recupera anche il linguaggio, senza tanti problemi di consecutio e corretta dizione. Una finestra su un mondo che non riusciamo più a immaginare, nel quale ci si capiva meglio e tutto era più facile.

      I cretini non sono più quelli di una volta2008
      5.0