The Idiot is the story of a saintly, Christian man who is thrust into the heart of a society more concerned with wealth, power and sexual conquest than with the ideals of Christianity. My intention is to portray a truly beautiful soul.--Fyodor Dostoevsky. A Bantam Classic.
One of the great masterpieces of Russian literature, the Red Cavalry cycle retains today the shocking freshness that made Babel's reputation when the stories were first published in the 1920s. Using his own experiences as a journalist and propagandist with the Red Army during the war against Poland, Babel brings to life an astonishing cast of characters from the exuberant, violent era of early Soviet history: commissars and colonels, Cossacks and peasants, and among them the bespectacled, Jewish writer/intellectual, observing it all and trying to establish his role in the new Russia.Drawn from the acclaimed, award-winning Complete Works of Isaac Babel, this volume includes all of the Red Cavalry cycle; Babel's 1920 diary, from which the material for the fiction was drawn; and his preliminary sketches for the stories—the whole constituting a fascinating picture of a great writer turning life into art.
Catalogo della mostra itinerante tenutasi 1. Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano, 1 febbraio - 15 marzo 1990 2. Museo d'Arte Moderna di Trento e Rovereto, Rovereto, 30 marzo - 13 maggio 1990. Presentazione di Mercedes Garberi e Gabriella Belli. Testi di Vittorio Strada e Jelena Rakitina. Notizie biografiche sugli artisti e catalogo delle opere esposte . 8vo pp. 120 Brossura (wrappers) Molto buono (Very Good) "I bozzetti messi a disposizione dalla Collezione Jelena Ratikina - matite colorate, acquarelli, gouache, collage - offrono uno spaccato vivace e brillante delle tre grandi linfe del teatro russo, Mosca - Leningrado - Ucraina, e testimoniano più che il riflesso l'attiva partecipazione alle ricerche e ai traguardi artistici dell'epoca, inducendoci a pensare che, come nei bozzett progettati da Depero per il teatro, il loro significato vada ben al di là della scena".
Rispetto alle prime prove drammatiche la tetralogia non è semplicemente una fase più matura: essa ha il senso di un passaggio dalla naturalità all'astrazione. Come nel giovane Kandinskij dai lavori Jugendstil osserviamo emergere magicamente le forme astratte, così in Cechov dal dramma tradizionale si arriva, in tutta la tetralogia a quell'"opera astratta come una sinfonia di Cajkovskij" di cui parlava Mejerchol'd, dove anche gli oggetti sono presenti come quei "correlativi oggettivi" che Eliot definisce in un saggio sull '"Amleto": dati esterni, il cui sistema deve evocare un'emozione particolare. In questo teatro "astratto" c'è un fascino ipnotico che ancora ci incanta e c'è tutta la limpida umanità di uno scrittore, il cui principio etico-intellettuale fu, come egli scrisse, "la più assoluta libertà, la libertà dalla forza (cioè dalla pressione di qualsiasi forza. v.s.) e dalla menzogna", in qualunque forma esse si manifestino, e per il quale quindi il futuro non era un dogmatico feticcio ideologico, ma una critica costruzione ininterrotta, una razionale speranza fondata sui valori di un rinnovato umanesimo laico-cristiano." (Dall'Introduzione di Vittorio Strada)