Die Hexe aus Novara.
- 410 pages
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Born in Genoa in 1941, Sebastiano Vassalli became a prominent Italian novelist after his early life in Novara. His early work, influenced by his university studies and the neo-avant-garde movement, experimented with form and language. Following a critical break from these experimental groups, Vassalli embraced a narrative approach that explored Italian identity and history, often through protagonists who defied convention. His works, such as the acclaimed "La chimera," delved into themes of memory, tradition, and the pursuit of truth, earning him international recognition.







Un grande scrittore torna su un personaggio e poeta, Dino Campana, al quale aveva già dedicato La notte della cometa. Scrive Vassalli: «È il Natale del 1916: in Italia, un Natale triste. Tutti o quasi tutti gli uomini validi sono lontani da casa, in quelle trincee tra le montagne dove si soffre e si muore per una guerra che, nonostante la retorica ufficiale, non ha in sé proprio niente di epico… Eppure per Dino Campana l’ultimo giorno felice fu il Natale a Marradi. Perché Dino e Sibilla Aleramo siano andati a Marradi, dove lei non era mai stata, proprio in quel giorno di Natale del 1916, non si sa… Forse prima di perdersi in quel crepuscolo della ragione dove stava precipitando da più di un anno, lui ha voluto mostrare i suoi luoghi d’infanzia all’unica persona che aveva avuto un moto d’affetto nei suoi confronti…»
Il Sudtirolo, una terra di frontiera e un paradiso turistico in cui due popolazioni sono destinate a convivere. Ma cos'altro sanno gli italiani di questa regione e della sua storia? Quasi niente e, peggio, l'hanno sempre capita poco. Sebastiano Vassalli ripercorre in maniera lucida e tagliente gli snodi principali di un secolo ricco di contrasti, di "fandonie storiche", di follie politiche: dal 1919, quando il trattato di St. Germain avanzò sul crinale alpino il confine con l'Austria, stabilendo che i sudtirolesi diventavano loro malgrado italiani... fino ai giorni nostri. In mezzo ci sono il fascismo, il nazismo, le bombe, i referendum e una stagione di tenebre in cui hanno perso la vita troppi uomini. Il protagonista di questa lunga storia è ormai vecchissimo, nato nel 1928, eppure continua ancora a muoversi indisturbato nel paesaggio scintillante di valli e città, a fare sentire la propria voce e a seminare zizzania. Attraverso una proposta concreta, questo libro invita a chiudere i conti con la storia e a separare una volta per tutte il passato dal presente, per guardare avanti.
Perché il cadavere di un commesso viaggiatore viene trovato nel più grande cimitero di automobili della città? Per quale ragione un intellettuale omosessuale viene ucciso con un busto di Bizet? Come finisce la storia sentimentale fra uno scrittore, che si chiama Sebastiano, e una prostituta africana? Come si eccita sessualmente un collezionista di mantidi religiose? Tutte queste storie e molte altre danno vita a un libro che racconta le mutazioni antropologiche dell'uomo contemporaneo e la dissoluzione senza speranze dei miti che ci hanno accompagnato dalla Rivoluzione Francese fino all'altroieri.
Il romanzo della vita di una casa, in una città di provincia, dagli inizi del Regno d'Italia ai giorni nostri. Un secolo e mezzo di piccoli fatti memorabili visti dalla parte della gente comune, sullo sfondo dei grandi eventi della nostra storia. Vassalli racconta, famiglia dopo famiglia, il carattere degli italiani, i vizi e le virtù in cui tutti noi, con affetto o con rabbia, con nostalgia o con qualche malumore, potremo riconoscerci.
"Ein Roman von großem erzählerischem Atem" schrieb die Zeitung "Corriere della Sera" über diesen von 1893-1920 in Palermo spielenden Mafia-Roman. Dem Autor gelingt es, den psychologischen und historischen Wurzeln der Verbrecherorganisation nachzuspüren und ein eindrucksvolles Bild ihrer frühen Protagonisten zu zeichnen
"La poesia è vita che rimane impigliata in una trama di parole. Vita che vive al di fuori di un corpo e quindi anche al di fuori del tempo. Vita che si paga con la vita: le storie dei poeti che ho raccontato in questo libro stanno a dimostrarlo." Così scrive Vassalli in questo libro, nel quale racconta sette vite di poeti per carpire il mistero della poesia: Omero, Qohélet, Virgilio, Jaufré Rudel, François Villon, Giacomo Leopardi, Arthur Rimbaud.
chi è l&'italiano? Sembra chiederselo persino Dio, nella cornice di questo libro: undici storie paradigmatiche del carattere degli italiani, colto nella debolezza, nella meschinità, nell&'infantilismo, nella vigliaccheria. L&'ultimo doge di Venezia, Ludovico Manin, svillaneggiato come traditore della patria, lascia tutti i suoi averi ai matti perché sono forse le persone meno stolte che ci siano. Saverio Polito è &"Il trasformista&": ex funzionario dell&'Ovra, generale di Badoglio, cerca di approfittare della moglie del duce. Viene denunciato da donna Rachele e arrestato; dopo la liberazione, forte del fatto di essere stato incarcerato da Mussolini, fa carriera e diventa questore di Roma. Togliatti durante una conferenza alla Normale di Pisa è attaccato da un giovane studente, perde la pazienza e sbotta: &"Provaci tu, a fare la rivoluzione&". &"Ci proverò stia tranquillo&", risponde il giovane Adriano Sofri.
Palermo 1893-1920: un omicidio eccellente, uno scandalo bancario, un finto terremoto politico. È la storia di una Sicilia di cent'anni fa. E sembra storia d'oggi. Un altro capitolo dell'indagine di Vassalli sul carattere degli italiani e sugli eterni mali nazionali.
Timodemo, ex schiavo greco, narra il suo viaggio con il padrone Mecenate in Etruria per scoprire le origini di Roma, da immortalare nel poema voluto da Augusto. Nella sacra città di Sacni, i tre riescono a entrare nei sotterranei del tempio di Mantus, dove, attraverso un rito esoterico, rivivono mille anni di storia: dall'arrivo nel Lazio dei sopravvissuti di Troia, agli orrori perpetrati da Enea e i suoi uomini, fino alla nascita della civiltà etrusca e delle dodici città confederate, culminando con Roma, mai accettata dalle altre per la sua origine di ladri e scarti sociali. Le voci del passato si intrecciano in un flusso vorticoso, rivelando violenze e tradimenti, dimenticati dalle generazioni successive. Le tensioni politiche e morali si fondono in un organismo unico, più forte delle ferite individuali. Mentre il mondo etrusco cede il passo alla potenza romana, le civiltà si sovrappongono, morendo senza mai scomparire del tutto. Tornati a Roma, i tre si disperdono: Mecenate affronta il declino, Virgilio scrive l'Eneide, cercando di dare una forma edificante alle storie rivissute, ma poi tenta di distruggere la sua opera. Timodemo, infine, compie un viaggio inverso nel tempo, giungendo al Duemila con saggezza e verità.
Ai piedi del monte Ros, dimora degli dei e centro del mondo conosciuto, si estende una pianura fitta di boschi e pericoli. In questa terra a sud delle Alpi, disabitata e inospitale, nel 101 a.C. si fronteggiano due eserciti enormi: duecentomila uomini pronti a combattere corpo a corpo, massacrarsi fino allo stremo. Da una parte ci sono i Cimbri, invasori che hanno portato distruzione in Europa, dilagando nella valle del Po e mettendo in fuga gli abitanti. Dall'altra, il console Caio Mario, uomo nuovo della politica, con il suo esercito di plebei ed ex schiavi, pronto a difendere Roma. Non si tratta solo di una battaglia, ma dello scontro tra due civiltà in un momento cruciale per la loro sopravvivenza, un evento destinato a cambiare la Storia. Questo racconto è un viaggio nel tempo, in un'Italia misteriosa, così vicina e lontana da quella che conosciamo. Attraverso una pagina drammatica della vicenda umana, finora avvolta da incertezze e malintesi, si svela un maestoso mosaico di ambizioni e paure, custodendo la chiave per comprendere molte questioni del presente.
Dodici incontri tra vita e letteratura
Kniha Noc komety Sebastiana Vassalliho vyšla poprvé už před třiceti lety (1984) a dodnes budí pozornost čtenářů, kritiky a široké kulturní obce. Autor v ní totiž boří řadu mýtů o italském prokletém básníkovi Dinu Campanovi (1885–1932), s jehož jedinou sbírkou Orfické zpěvy se mohli i čeští čtenáři seznámit ve výboru nazvaném Šílený Orfeus, který v roce 1968 připravil a přeložil Jan Vladislav. Na základě mnohaletého bádání se Vassallimu podařilo svým nezaměnitelným stylem sepsat skvěle zdokumentovanou biografii tohoto podivuhodného muže a jeho střet se světem. „Byl jsi už někdy milován, Dino?“ ptá se spisovatelka Sibilla Aleramová, s níž básník prožil bouřlivý a trýznivý milostný vztah. Zřejmě v tu chvíli netuší, jak podstatná je její otázka. Dino Campana byl odvrhován už v raném dětství matkou, jen těžce snášen otcem, vysmíván svým okolím, nepřijímán módními literárními kruhy, všemi opovrhován. Vassalli líčí jeho několikeré neodůvodněné internace v psychiatrických léčebnách, jeho studijní a milostné peripetie, jeho útěky, potulky i dlouhé cesty do zahraničí, konec jeho života v blázinci. Podává strhující příběh básníka, jenž literárním nebem prolétl jako kometa. Překlad veršů Dina Campany Jiří Pelán.
Vergilius s Maecenatem v zemi Rasnů. Vergilius má na objednávku císaře Augusta napsat oslavný epos o římském národě, a tak se svým sekretářem Řekem Timodemem a významným Římanem etruského původu Maecenatem podnikne cestu do Etrurie neboli země Rasennů, jejichž tisíciletá civilizace je na svém sklonku. V podzemí chrámu, kde jsou uchovávány dějiny Etrusků, které nikdy nebyly sepsány, je jim dáno cestovat do minulosti a prožít nespočet životů. Poznání je to však skličující – historie předků se hemží zločiny a všemožnými zvěrstvy. Navíc Etruskové přes znalost písma odmítají písemnictví, nevede podle nich k nesmrtelnosti, nýbrž ke smrti. Vergilius naopak věří v očistnou moc poezie, a pro povznesení lidstva tedy krvavé dějiny vybělí. Epos Aeneis pak sice opěvá ctnosti bájných hrdinů, ale svému autorovi nepřinese uspokojení a pro Etrusky skutečně znamená konec jejich civilizace. Vassalliho strhující román o tajemstvím obestřené kultuře je zároveň zamyšlením nad časem, dějinami a jejich věčným opakováním: cesta do minulosti začíná i končí v nejsoučasnější přítomnosti.
Román předního italského prozaika se v příběhu společensky angažované dvojice „osmašedesátníků“ Lea a Michely, toužících ve shodě s duchem doby změnit svět k lepšímu, a jejich absurdně tragického konce vrací k období, jež se už pomalu stává historií, pro generaci postav románu však zároveň zůstává živou součástí jejich individuálních osudů. Vassalliho pátrání po mýtech ovládajících Leovy, Micheliny i jeho vlastní vrstevníky brilantně zachycuje atmosféru doby a jejích marných snů, za nimiž se dokáže ohlížet se smutkem i ironickým nadhledem.
Na počátku se zdá, že v Rocca di Sasso – smyšlené horské vesnici podobné mnoha jiným alpským vsím, nad níž se tyčí vysoká majestátní hora opředená spoustou legend – se čas jako by zastavil, „minulost tu nikdy doopravdy nepomine a přítomnost není nikdy doopravdy přítomná“. Ale nic netrvá věčně. Do zdejšího tvrdého, ale poklidného života těžce zasáhne první světová válka, kterou vedou lidé z údolí, kde „řeky tečou na sever a na východ, proti těm, kde řeky tečou na jih“. Sledujeme osudy a vývoj několika postav, hlavních hrdinů příběhu, odvedených všeobecnou mobilizací na frontu. Patří mezi ně někdejší učitel Luigi Prandini, kdysi socialista, pak přívrženec vstupu Itálie do války a posléze fašistický hodnostář; a jeho souputník Ansimino, muž s „chytrostí v rukách“, řidič autobusu a šikovný kovář a automechanik, který naopak za druhé války pomáhá partyzánům, k nimž se přidal jeho syn. Kolem nich spřádá autor množství lidských osudů, dramat, tragédií i radostí, v jakési kronice doby, jež je fragmentem velkých dějin. Sebastiano Vassalli v příběhu dvou kostelů, z nichž jeden postavili mobilizovaní muži před odchodem do války a druhý přeživší veteráni, předkládá „v kostce“ italské dějiny dvacátého století s přesahem do dnešních dnů. Činí tak s nadhledem, ironií a pro autora typickým smyslem pro zkratku, ale i s hlubokým lidským pochopením.