Una primavera tardiva. Tutti i racconti
- 395 pages
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Israel Joshua Singer was a significant Yiddish novelist whose works often delved into the profound themes of Jewish life and culture. His prose is characterized by a sharp insight into the human psyche and the complex social changes of his era. Singer frequently explored the ideological confusions and internal struggles of his characters, crafting narratives that were both compelling and thought-provoking.





Con un'introduzione all'autore di Moni Ovadia Edizione integrale Tre generazioni di ebrei, completamente assimilati alla società tedesca, si susseguono sotto la crescente e minacciosa ombra del nazismo. L’intesa saga familiare si apre con David, il patriarca, che lascia la Polonia per trasferirsi nella civilissima Berlino e si considera più tedesco dei tedeschi stessi; il figlio Georg, che ha imparato sin da piccolo a comportarsi «da ebreo in casa e da uomo di mondo fuori», diventa un famoso e richiestissimo medico, salvo poi perdere tutto, ricchezze, professione e ogni possibile speranza, a causa delle orribili leggi razziali. La storia di Jegor, il suo giovane figlio, dilaniato dall’odio che prova per la sua stessa identità di ebreo, conclude la parabola dei Karnowski. Affresco vivido e commovente della società ebraica in Germania tra l'inizio del secolo scorso e gli anni a cavallo delle due guerre mondiali, "La famiglia Karnowski" è riconosciuto come un grande classico della letteratura del Novecento.
Joshua cresce nel villaggio ebraico di Leoncin, nell'odierna Polonia: la sua vita scorre tra estenuanti studi ebraici, regole severe e voglia di ribellione. Suo padre ha un animo ingenuo, è convinto che "Con l'aiuto di Dio, tutto andrà bene"; la madre, intelligente e brontolona, deve rimediare alle sue catastrofi. E poi c'è il nonno che passa la vita a scovare nuovi divieti; c'è il rabbino che cerca i derelitti più poveri e sporchi per accoglierli nella sua casa; ubriaconi e santi, cristiani che un giorno minacciano di sterminare tutti i figli di Israele e il giorno dopo vanno da loro alla ricerca di un buon affare; insomma, c'è tutta la vita di un mondo che per noi è perduto per sempre. Da un mondo che non c'è più è un'opera diversa dalle precedenti di I.J. Singer: in questo testo, più che negli altri, l'autore ci fa sentire il peso opprimente e confortante della Torah; ci presenta le superstizioni delle donne, il coraggio e le piccole meschinità degli uomini. Personaggi che restano impressi nella memoria, episodi semplici e indimenticabili, racconti di vita privatissima e universale. Introduzione di Moni Ovadia.
Bastano poche pagine per riconoscere un grande romanzo, e così accade con l'opera di Israel J. Singer, un maestro dimenticato, rimasto nell'ombra del più celebre fratello Isaac B. La pubblicazione di questo libro, un capolavoro del secolo scorso, è un evento che permette al lettore di immergersi nella saga dei Karnowski, che si sviluppa attraverso tre generazioni e tre paesi: Polonia, Germania e America. La storia inizia con David, il capostipite, che all'alba del Novecento lascia il suo shtetl polacco, simbolo di oscurantismo, per Berlino, guidato dal principio di «essere ebrei in casa e uomini in strada». Suo figlio Georg, un medico stimato, rappresenta l'apice dell'integrazione e dell'ascesa sociale della famiglia, ma la parabola discendente inizia con il nipote Jegor, che, lacerato dal disprezzo di sé e influenzato dal razzismo nazista, affronta una New York ostile, portando alle estreme conseguenze la contraddizione della sua storia familiare. Con una narrazione che alterna crescendo e inabissamento, Singer offre pagine di straordinaria bellezza e uno sguardo profetico sulla condizione degli ebrei in Europa, rivelando le virtù che solo i veri scrittori possiedono.
La 'Città Vecchia': così era chiamato il mercato di Cracovia, un'enorme piazza nel centro più antico della città nella quale si riversava un'umanità multiforme di nobili e plebei, commercianti polacchi, russi, ebrei, contadini, religiosi, mendicanti... un grande mondo multicolore, una babele di lingue diverse...Un teatro perfetto per Israel Singer, data la sua capacità di mescolare nei suoi racconti elementi e personaggi diversissimi e imbastire storie molteplici di fantastici protagonisti posti sotto la lente dell'inarrivabile humour ebraico. E' in questo contesto che si muovono i protagonisti di questo racconto: un indimenticabile antiquario, falsario e bon vivant, il suo assistente che ancora crede nel sogno giovanile di raggiungere l'eccellenza nella pittura, un gesuita professore di teologia e appassionato di antichità che non riesce a non farsi scivolare in tasca dei piccoli oggetti in esposizione nel negozio dell'amico antiquario, una giunonica proprietaria di caffè corteggiata dall'antiquario, un cane e un gatto molto particolari ospitati nella casa dello stesso antiquario assieme a canarini, pappagalli, criceti, pesci rossi e un'anguilla. Un racconto, dunque, che costituisce una perfetta introduzione alla lettura di uno scrittore straordinario.