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Veronica Pivetti

    Mai all'altezza
    Tequila bang bang
    Ho smesso di piangere
    • Ho smesso di piangere

      • 160 pages
      • 6 hours of reading

      Il vero problema della depressione è la sua invisibilità e la sua unicità per ciascuno. È un male profondo che va affrontato, e per questo Veronica Pivetti ha deciso di condividere il suo momento buio con toccante onestà, senza censurare i momenti dolorosi che, paradossalmente, possono risultare comici. Nel 2002, le è stato diagnosticato un malfunzionamento della tiroide, che ha scatenato una forte depressione, aggravata da farmaci sbagliati. La sua odissea medica ha visto medici che l'hanno salvata e altri che l'hanno danneggiata. Solo nel 2008 ha cominciato a vedere la luce, dopo sei anni di sofferenza in cui si è ripetuta che vivere in quel modo era inutile. Quegli anni difficili hanno lasciato un segno indelebile. Oggi, riflette su come fosse una persona "perfettamente funzionante" e su come la sua esperienza l'abbia trasformata. Si descrive ora come un'anima "patchwork" con una psiche in evoluzione, accettando che la vita si costruisce con ciò che si ha.

      Ho smesso di piangere
    • Tequila bang bang

      Un giallo messicano

      • 480 pages
      • 17 hours of reading

      Tre donne. La protagonista, il suo ex marito, sua madre. L’ingenua, il bello e la perfida. La madre, algida e chicchissima donna d’affari, traffica coi narcos messicani, finché l’ignara figlia Jole, ex ballerina del Crazy Horse, mentre mamma è in Messico, trova un cadavere senza testa nel suo appartamento e l’ex marito – ora felicemente Corinna – l’aiuta a sbarazzarsene, ma così facendo finiscono tutt’e due nelle grinfie dei criminali, che le rapiscono e le portano a Mexico City, dal boss dei boss Xavier, detto “la Tumba”, amante segreto dell’anziana madre. Da quel momento piovono pallottole, coltellate, fucilate, esplodono esplosivi, crollano capannoni pieni di droga, e la droga sparisce e tutti muoiono come mosche. E in questo putiferio le nostre eroine riescono a scappare, sempre più lacere e sanguinanti nei loro abiti griffati e Louboutin tacco 13, per finire fra le fauci vendicative della più feroce banda criminale del pianeta.Il libro gronda sangue, massacri, cervelli spappolati, occhi infilzati col tacco 13, esplosioni, ammazzamenti, trappole mortali, cimici fritte da sgranocchiare come chips, sigari ripieni di droga, killer muti, centenari carogne, ottantenni sexyssime, traditori maldestri, in un crescendo splatter da far invidia a Tarantino. Eppure, tutto questo ha un effetto inaspettato: mette di buon umore. E ci fa dimenticare, per 420 pagine, i nostri guai.Buon divertimento.

      Tequila bang bang
    • Mai all'altezza

      • 168 pages
      • 6 hours of reading

      "Per una bambina di sette anni avere il trentasei di piede nel 1972 era come avere due teste o la barba… I bambini erano bassi e le bambine più basse ancora. Poi c'ero io. La più alta della classe, irrimediabilmente fuori misura." Fuori misura, ma mai all'altezza! Su questo paradosso Veronica Pivetti ha costruito una carriera, e questo libro. Un libro che racconta di una casa andata in fumo, di un'infanzia funestata dalle cattive ragazze, di una vita costellata di grandi e piccoli traumi, di incontri con una serie di personaggi bizzarri, meschini, improponibili, o semplicemente ridicoli. Ma che racconta anche come dalle macerie si possa ricostruire, come dai traumi si possa guarire, come dalla cattiveria ci si possa difendere, semplicemente applicando a ogni cosa il magico filtro dell'umorismo. Veronica, l'ironica, riesce a ridere e a farci ridere delle sue disavventure. Certo, la vita può essere un inferno per chi si sente costantemente inadeguata, troppo spesso in debito di autostima. Ma il riscatto – anche dall'inferno – è possibile, basta riderci sopra e saperlo raccontare. Nel suo primo libro Veronica ha descritto la sua depressione facendoci morire dalle risate. In Mai all'altezza ricorda i traumi di una vita con la stessa verve irresistibile. E si conferma una scrittrice di razza, degna erede della migliore tradizione letteraria umoristica.

      Mai all'altezza