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Andrea Sceresini

    Piazza Fontana. Noi sapevamo. Golpe e stragi di Stato. La verità del generale Maletti
    Mai avere paura. Vita di un legionario non pentito
    • Cosa accadde veramente in piazza Fontana alle 16.37 di quel 12 dicembre 1969? Per quale motivo i servizi segreti intervennero per depistare le indagini? Chi furono i responsabili di questa e delle molte altre stragi che si susseguirono in una micidiale escalation di violenza a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e dei Settanta? Perché lo Stato, pur sapendo, non reagì? Dopo oltre 35 anni di latitanza sudafricana, l’ex generale del S.I.D. (Servizio Informazioni Difesa) Gian Adelio Maletti, unico condannato in via definitiva nei processi per la strage di piazza Fontana, accetta finalmente di raccontare la sua verità ai giornalisti Andrea Sceresini, Maria Elena Scandaliato e Nicola Palma. Superata la soglia dei novant’anni, Maletti rende noti per la prima volta nomi e cognomi di mandanti ed esecutori, complici e conniventi, sfogliando le pagine più oscure di un album di ricordi che attraversa un’intera, tragica stagione della storia italiana. I sette chili di tritolo alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, la bomba nel cestino di piazza della Loggia, i quattro colpi di pistola con cui venne freddato Mino Pecorelli, si intrecciano alle trame della Loggia P2, alla storia di Ordine Nuovo e dell’Avanguardia Nazionale. “Io so i loro nomi”, afferma Maletti in un passaggio dell’intervista. L’indagine dei tre giornalisti riapre gli archivi del generale e uno spiraglio di verità lontano dalle versioni ufficiali.

      Piazza Fontana. Noi sapevamo. Golpe e stragi di Stato. La verità del generale Maletti2017
    • LA PRIMA TESTIMONIANZA DIRETTA DI UN MILITARE DELLA LEGIONE STRANIERA TUTTORA IN SERVIZIO. Non è un gioco, né un film o un videogioco. Questa storia non riguarda un soldato pentito o un killer in cerca di redenzione, ma un padre di famiglia che, per dare un nuovo senso alla sua vita, decide di arruolarsi nella Legione straniera. Una scelta estrema e difficile, con conseguenze significative. La narrazione inizia quando Pagliaro, desideroso di mettersi in gioco dopo tentativi falliti di entrare nella Polizia e un lavoro come venditore, si presenta alla sede di Aubagne, in Francia, dando inizio alla sua carriera militare. Questa lo porterà a combattere principalmente in Africa, dove le crisi internazionali richiedono forze militari addestrate. Le operazioni comprendono assalti, difesa, combattimenti corpo a corpo e cecchinaggio, con l'uso di diverse armi. Ogni legionario conosce il proprio compito e rispetta le regole, senza spazio per fanatismi o protagonismi. Queste pagine autentiche offrono una rara testimonianza di cosa significhi avere un nemico di fronte e la necessità di affrontarlo, rivelando la dura realtà della vita di un legionario.

      Mai avere paura. Vita di un legionario non pentito2016
      3.6