Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro
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Nel marzo del 2012, Hisham Matar torna in Libia dopo trentatre anni, un viaggio che segna il suo primo ritorno nella terra della sua infanzia, da cui è stato strappato dal rapimento del padre, Jaballa Matar, nel 1990. Jaballa, un oppositore del regime di Gheddafi, fu sequestrato e fatto sparire nella prigione di Abu Salim. Hisham, che all'epoca aveva diciannove anni, non ha mai smesso di cercarlo. Ventidue anni dopo, approfitta della speranza offerta dalla rivoluzione del 2011 per esplorare i luoghi della sua memoria e per confrontarsi con il passato. Questo viaggio diventa un percorso storico e affettivo, dove Hisham incontra familiari e amici che hanno condiviso la vita di Jaballa, recuperando un passato che risuona in lui. Le tappe del suo viaggio si intrecciano con la storia libica del ventesimo secolo, dalla resistenza all'occupazione italiana fino agli eventi recenti. In mezzo all'orrore, emerge la luce dell'arte e della bellezza come espressioni autentiche dell'umanità. Anche quando la speranza di ritrovare un padre vivo svanisce, Hisham riflette sulla complessità della sua esistenza: «Mio padre è morto ed è anche vivo. Vivo, come tutti viviamo, nell'indomani».


