Una mattina d'aprile del 1941 Virginia Woolf usciva di casa e si dirigeva come per una passeggiata verso il vicino fiume Ouse. A cinquantanove anni, la più grande scrittrice del Novecento aveva scelto di spegnere nel silenzioso fluire delle acque la tensione ormai insostenibile della sua esistenza. Sulla scrivania, due lettere di congedo e l'ultimo romanzo, Tra un atto e l'altro , il più rarefatto e insieme il più struggente dei suoi capolavori. Tra un atto e l'altro di un'ingenua rappresentazione dilettantesca in un paese della campagna d'Inghilterra, si liberano i "momenti dell'essere" più squisitamente woolfiani: gli uomini, gli spettatori della vita, sono colti nel loro stato di protagonisti. Rigurgiti ansiosi, voluttuose fantasticherie, accensioni di desiderio, guizzi di rivolta, sottomissioni, monologanti lirismi percorrono un tempo neutro, un'ora zero della vita, e confluiscono in un unico stream che si oppone con fluida, magnetica tenacia alla tragica, banale fissità degli avvenimenti rappresentati. Tra un atto e l'altro è il romanzo del presente, del mobile, del fuggevole, del frammentario che anela a comporsi in unità, in una compiuta polifonia.
Franco Cordelli Book order


- 2009
- 2006
Fathers and Sons
- 261 pages
- 10 hours of reading
When a young graduate returns home he is accompanied, much to his father and uncle's discomfort, by a strange friend "who doesn't acknowledge any authorities, who doesn't accept a single principle on faith." Turgenev's masterpiece of generational conflict shocked Russian society when it waspublished in 1862 and continues today to seem as fresh and outspoken as it did to those who first encountered its nihilistic hero.