La carità che uccide
Come gli aiuti dell'Occidente stanno devastando il Terzo Mondo
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Il 13 luglio 1985 si svolge il concerto "Live Aid", un evento che attira un miliardo e mezzo di spettatori e rappresenta il culmine degli aiuti dei Paesi occidentali alle economie disastrate dell'Africa subsahariana, con oltre mille miliardi di dollari donati dal dopoguerra. Venticinque anni dopo, la situazione rimane critica: cosa impedisce all'Africa di superare la povertà cronica? Secondo l'economista Dambisa Moyo, il problema risiede proprio negli aiuti, che, nella migliore delle ipotesi, mantengono il continente in una perpetua adolescenza economica, creando una dipendenza simile a quella da droga. Nella peggiore, gli aiuti alimentano la corruzione e il malgoverno, inondando Paesi privi di una governance solida con fondi che non possono essere gestiti efficacemente. L'alternativa proposta è quella di seguire l'esempio della Cina, che ha instaurato partnership efficaci con molti Paesi subsahariani. Moyo, definita l'anti-Bono per il suo pragmatismo, sfida l'Occidente a confrontarsi con i pregiudizi legati ai suoi "buoni intenti" e invita l'Africa a liberarsi da questi aiuti, considerati un virus che perpetua la malattia della povertà.

