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Marina di Leo

    Biblioteca Adelphi - 521: I cani e i lupi
    Biblioteca Adelphi - 457: Colpo di luna
    Gli Adelphi - 439: L'angioletto
    Cosa aspettano le scimmie a diventare uomini
    • Una giovane studentessa viene assassinata nella foresta di Bainem, alle porte di Algeri. È «nuda dalla testa ai piedi. E bella come solo una fata fuggita dalla tela di un artista […]. Mirabilmente truccata, con i capelli costellati di pagliuzze luccicanti, si direbbe che la tragedia l’abbia colta di sorpresa nel bel mezzo di un banchetto nuziale». Intorno a lei il mondo, la città, si risveglia. Invece, «la Bella Addormentata ha chiuso con le favole. Ha smesso di credere al principe azzurro. Nessun bacio potrà resuscitarla». A dirigere l’inchiesta è chiamata Nora Bilal, una donna onesta e combattiva, che ha scelto di ignorare il pericolo che si corre in una società governata da squali e predatori, assetati di potere. Nora si trova ad affrontare uno degli «intoccabili» che controllano l’Algeria di oggi in ogni settore, figure di potere che mai vengono menzionate ma che tutti conoscono. Inizia così un viaggio nel lato oscuro di un paese stremato dalla corruzione, afflitto dall’ingordigia della classe dirigente e dei suoi complici. Un paese in cui, afferma un personaggio, «i nostri giovani non sanno cosa sia un turista o un cinema, i nostri vecchi dimenticano quello che sono stati, la nostra patria è sequestrata e le nostre speranze messe alla berlina. Una scimmia in gabbia ha più dignità di noi in spiaggia». E proprio riflettendo su questa umiliazione, su questa dignità, Khadra reinventa ancora una volta la narrazione di genere, unendo le caratteristiche del romanzo noir a una denuncia e a una chiamata alle armi. La scrittura, lirica e incisiva, crea un’atmosfera tesa e soffocante, in cui accanto ai protagonisti emerge il coro di quei cittadini anonimi che sognano la giustizia, un risanamento delle istituzioni, l’avvento di nuovi ideali.

      Cosa aspettano le scimmie a diventare uomini
    • Gli Adelphi - 439: L'angioletto

      • 197 pages
      • 7 hours of reading

      Anche quando divenne un pittore famoso, Louis Cuchas rimase il bambino dall'occhio limpido e svagato, che sembrava non guardare nulla, ma in realtà osservava molte persone e cose, non quelle che ci si aspettava. Non reagiva alle aggressioni e il suo soprannome era «angioletto». Sin da piccolo, dormiva su un pagliericcio, in una sordida stanza di rue Mouffetard, insieme ai suoi cinque fratelli, ciascuno con un padre diverso. Non si turbava per le scene che vedeva, come quella in cui il fratello maggiore, poco più che undicenne, si rivolse a una bambina di nove anni, né per la madre che girava seminuda o per gli uomini che portava a casa ogni sera. Malattie, fame e squallore non lo disturbavano; al contrario, lo incuriosivano e affascinavano. Assorbiva tutto: i tram, la verruca di una donna, un quarto di bue appeso a un gancio, le espressioni delle facce per strada, i facchini delle Halles. Tutto ciò che un giorno sarebbe finito nei suoi quadri, in larghe pennellate di «colori puri», rifletteva la purezza del suo sguardo e della sua anima, che si era appropriato di ogni dettaglio della vita che lo circondava.

      Gli Adelphi - 439: L'angioletto
    • Biblioteca Adelphi - 457: Colpo di luna

      • 166 pages
      • 6 hours of reading

      Ai giovani e fragili come Joseph Timar, l'arrivo nelle colonie può portare a un «colpo di luna». Conoscendo l’Africa solo attraverso i libri, partono per un'avventura, ma si trovano di fronte alla realtà torbida del mondo coloniale: da un lato, la massa inafferrabile e minacciosa dei neri; dall'altro, una comunità di bianchi composta da funzionari cinici e corrotti, e naufraghi della vita, segnati dal caldo e dalle febbri tropicali. Timar, partito da La Rochelle con entusiasmo, si sente un vero colono quando, nella grande sala dell’Hôtel Central di Libreville, riceve un whisky. Tuttavia, la sua prima notte africana, piena di rumori e insetti sconosciuti, lo destabilizza. Al risveglio, incontra Adèle, la moglie del proprietario, che lo scruta con uno sguardo carico di sensualità e ironia. La serata culmina con l'assassinio del boy dell’hotel; tutti sanno chi è il colpevole, ma le regole del mondo coloniale impongono il silenzio. Per Timar, quel silenzio si riempie di fantasmi inquietanti. Scritto in un periodo di grande creatività, il romanzo esplora le tenebre dell'Africa, evocando atmosfere simili a quelle descritte da Céline nel suo celebre lavoro. Completato nel settembre del 1932, il libro fu pubblicato nella primavera del 1933.

      Biblioteca Adelphi - 457: Colpo di luna
    • Basta vederlo una sola volta, quel bambino ricco, ben vestito, dai riccioli bruni e grandi occhi brillanti, per capire che lo amerà per sempre, in un amore assoluto e inestinguibile. A Kiev, Ada vive nella parte bassa della città, tra gli ebrei poveri, e suo padre è un makler, un umile intermediario che si guadagna da vivere comprando e vendendo di tutto. Tra le due città regnano disprezzo e invidia. Tuttavia, quando Harry incontra Ada, prova una strana attrazione e repulsione, come un cagnolino ben curato che percepisce il richiamo dei lupi. Anni dopo, a Parigi, il destino li riunisce e Harry deve affrontare l'irresistibile attrazione che Ada esercita su di lui. Nella prima edizione del romanzo, l'autrice avvertiva che si trattava di "una storia di ebrei", sottolineando la sua intenzione di rappresentare il popolo a cui apparteneva con i suoi pregi e difetti, affermando con orgoglio che "in letteratura non ci sono argomenti tabù". Oggi, i lettori riconoscono la sua capacità di raccontare il mondo degli "ebrei venuti dall'Est, dall'Ucraina o dalla Polonia" con verità e amore.

      Biblioteca Adelphi - 521: I cani e i lupi