Ricordare e dimenticare
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Immaginiamo che in un pomeriggio qualunque cinque fra i più grandi attori d’Italia – Giorgio Albertazzi, Adriana Asti, Glauco Mauri, Paolo Poli e Paolo Villaggio – si ritrovino in teatro per una prova e, nell’attesa del regista che ha avuto un contrattempo, si mettano a chiacchierare un po’ di tutto, attingendo all’incommensurabile tesoro di ricordi, conoscenze, esperienze accumulato in tanti anni. Così, in quella sala che profuma di teatro, ovvero di legno e umanità, scaturiscono rifl essioni illuminanti sul nostro passato. Per permetterci di seguirle, coglierne le sfumature e i contrasti, Magda Poli le ha montate per temi, dalla Chiesa (“Per me è stata un’alternativa al Fascismo e ai Balilla”) al Dopoguerra ( “L’Italia era distrutta, ma era fi nita la dittatura di quel pelato che però non aveva la tinta e la finta crescita di questo”), dalle Donne ( “Non mi piacciono se sono tutte uguali”) ai Comunisti ( “Non ne ho mai visto uno ridere né sorridere”), passando per la Lingua italiana ( “Compassione, una delle parole più belle perché siamo tutti nella stessa barca”), le Letture ( “Brani dell’Ariosto, brani del Tasso, tutto sbranato”), i Giornalisti (Asti, ragazza “Una volta ho mandato a un giornalista un pacco di cacca di cavallo”) e l’Omosessualità ( “Al Liceo Doria c’era solo un ragazzo che aveva avuto il coraggio di ‘Sono omosessuale’.
Dans les petites rues du quartier de l'église Saint-Sulpice, erre et divague Augusta la vieille jeune fille, en proie aux labyrinthes mentaux dans lesquels elle s'est toujours prise elle-même. Oh, très troublée la poverina ! Pensez donc : monsieur Zombeido, qu'elle aime, ne le sait pas, alors qu'elle vient chez lui faire la lecture à madame, qui, impassible, pose pour le peintre Peduzio, le maître de Bari qui répète la fin des phrases. Augusta viendra même vivre rue Férou, chez les Zombeido, et elle ira mieux, jusqu'au trépas de la belle Maria Zombeido, qu'Augusta aimait d'amour. Alors Luis Zombeido finira par voir Augusta, qui le verra s'habiller d'une manière on ne peut plus curieuse pour un homme... Mais ne dirait-on pas La Femme au chapeau noir que Van Dongen peignit en 1908 ? Et qui est le plus étrange finalement ? Suivons Adriana Asti dans ces petites rues où, cruelle, délicieuse et quelque peu espiègle, elle semble voir des choses assez peu ordinaires. Mais n'est-on pas, après tout, dans le quartier le plus italien de Paris ?