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Federico Rampini

    March 25, 1956

    Federico Rampini is an Italian journalist and writer whose work analyzes political and economic scenarios. His writing is characterized by a deep insight into international relations and global trends. Rampini's style is direct and penetrating, allowing readers to understand the complexities of the contemporary world. As an experienced correspondent, he brings authentic first-hand perspectives.

    Federico Rampini
    America. Viaggio alla riscoperta di un Paese
    Il secolo cinese. Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo
    Il tradimento
    Le linee rosse
    L'Ombre de Mao
    Interview with history
    • 2023
    • 2022

      America: «impero del male» o «patria delle libertà»? È una nazione di miti e valori o un Paese in declino e diviso? Come si misura la distanza tra San Francisco e Miami? Perché è difficile conversare in inglese con un tassista di New York? La tragica sequenza di sparatorie coesiste con il record di start-up, la bassa disoccupazione giovanile e la migrazione interna dalla California alla Florida. Comprendere l’America è una sfida, amplificata da un secolo di stereotipi creati da cinema, letteratura, moda, arte, musica e TV. Si aggiunge un antiamericanismo radicato che influisce su molti italiani. Solo chi ha profonde radici in questa nazione – pagando tasse, mandando figli a scuola, utilizzando la sanità, partecipando a processi, comprando casa e creando aziende – può superare i luoghi comuni. Le sorprese sono tante quante le diverse Americhe e le loro comunità etniche. L’autore, che ha vissuto in America per quasi un quarto di secolo, offre un ritratto illuminante degli Stati Uniti, evidenziando problemi grandi e piccoli. Ogni differenza con l’Europa viene analizzata, dalle politiche all’economia, dalla cultura alla società. Attraverso un’analisi delle contraddizioni, l’autore ci regala una guida di viaggio: per comprendere l’America, bisogna viverla e guardare oltre le apparenze.

      America. Viaggio alla riscoperta di un Paese
    • 2021

      È iniziata la seconda guerra fredda, radicalmente diversa dalla prima. Nella sfida tra America e Cina, nessuno potrà rimanere neutrale. Ogni aspetto della vita, dall'economia alla cultura, sarà influenzato da questo nuovo conflitto. La globalizzazione, considerata irreversibile, sta subendo un ritiro. Federico Rampini, a quindici anni dai suoi best-seller, ci invita a rivedere stereotipi e luoghi comuni, rivelando quanto il mondo sia cambiato. Il declino dell'egemonia americana e l'ascesa cinese accelerano il conflitto. La Cina ha superato l'Occidente in tecnologie avanzate e mira alla supremazia nell'intelligenza artificiale, pur rimanendo un regime autoritario sotto Xi Jinping. Coniugando Confucio e meritocrazia, la Cina teorizza la superiorità del suo modello politico, mentre le liberaldemocrazie sembrano in crisi. L'Italia è un obiettivo per le Nuove Vie della Seta, e in Africa si verifica un'invasione cinese storica. Due imperi, uno in declino e l'altro in ascesa, si avvicinano a uno scontro. Gli europei, in posizione intermedia, rischiano di essere schiacciati. Nessuno, nemmeno i leader delle superpotenze, ha una visione chiara del futuro. La simbiosi tra Cina e America è finita, e il divorzio in corso cambierà le mappe del nostro futuro. Questo libro offre una guida per affrontare il nuovo mondo che ci attende.

      La seconda guerra fredda. Lo scontro per il nuovo dominio globale
    • 2017

      Per capire il mondo e scorgerne le evoluzioni future serve una carta geografica. Questa è la tesi di partenza di "Le linee rosse", ultimo lavoro di Federico Rampini. Il giornalista e inviato di «Repubblica» a New York ha provato a spiegare, interpretare, comprendere i fenomeni d'attualità grazie all'osservazione delle mappe. Le crisi dei profughi nel Mediterraneo, la situazione coreana, la Brexit, l'insediamento di Trump, la rivoluzione digitale, il cambiamento climatico sono tutti fenomeni che ci obbligano a prendere reale coscienza del mondo nella sua fisicità. Ogni linea rossa tracciata e attraversata dai popoli è il punto dove il lavoro di diplomazia o quello di contestazione prende maggiore visibilità e diventa, quindi, il luogo dove iniziare un ragionamento a largo spettro, anche geografico. Rampini in "Linea rossa" ci regala un manuale e un modo di ragionare per comprendere e rispondere alle domande più urgenti del nostro tempo

      Le linee rosse
    • 2016

      Strade Blu: Banche

      Possiamo ancora fidarci?

      • 123 pages
      • 5 hours of reading

      Il 2015 verrà ricordato per uno shock a cui gli italiani non erano abituati né preparati. Sono fallite delle banche. Piccole, ma non trascurabili. La protezione del risparmio è stata messa in dubbio. Un brivido di paura si è diffuso perfino tra i clienti di altre banche più grosse e più solide, perché nel frattempo entravano in vigore nuove regole, imposte dall'Europa, che comportano maggiori rischi per i risparmiatori. Sono così venute alla luce storie tragiche: cittadini ingannati, titoli insicuri venduti agli sportelli bancari, obbligazioni travolte nei crac. In parallelo, brividi di paura sulla tenuta delle banche si sono manifestati anche in altre parti del mondo: in Cina e persino nell'insospettabile Germania. E a preoccuparci non ci sono solo le banche private, quelle dove abbiamo i conti correnti e i libretti di risparmio. Anche quelle che stanno molto al di sopra, le istituzioni che dovrebbero governare la moneta e l'economia, non offrono certezze. In America, nell'Eurozona o in Giappone, la debolezza dell'economia ha rivelato errori e limiti delle banche centrali. In un'epoca come questa, in cui i redditi da lavoro diventano incerti o precari, il risparmio è ancora più importante che in passato

      Strade Blu: Banche
    • 2016
    • 2015

      Vista dagli Stati Uniti, l'Italia fa notizia perché è quel piccolo paese dove approdano ondate di disperati, costretti ad attraversare il Mediterraneo per fuggire a devastazioni molteplici: l'avanzata dello Stato Islamico, le guerre civili, la miseria. La Germania è un colosso economico dai piedi d'argilla, prepotente e timida al tempo stesso, incapace di dare all'Europa un progetto nuovo, forte e convincente. La Nato si riarma per far fronte a Vladimir Putin, ma gli europei hanno altro a cui pensare: i figli senza lavoro o sottopagati, i tagli alle pensioni, i servizi pubblici in declino, l'insicurezza sociale.Non sta molto meglio la «mia» America. Dopo sei anni di crescita, la maggioranza continua a pensare che «il paese è sulla strada sbagliata». Anche qui molti giovani, pur avendo sbocchi professionali migliori dei loro coetanei in Europa, non possono aspirare al tenore di vita dei genitori. Pesa anche la perdita di una missione. La nazione leader non crede più possibile una pax americana nel mondo.Insomma, siamo i primi testimoni di un evento epocale, la fine del dominio dell'uomo bianco sul pianeta. Il pendolo della storia torna dove l'avevamo lasciato cinque secoli fa, quando il baricentro del mondo era Cindia, l'area più ricca e avanzata, oltre che più popolosa. Ma il pendolo della storia è lento. Siamo ancora in uno di quei periodi instabili e pericolosi in cui l'ordine antico sta franando e del nuovo non c'è traccia.L'Età del Caos descrive le linee di frattura che attraversano il mondo in cui viviamo e le forze che lo stanno riplasmando, dalla geopolitica all'economia, dall'ambiente alla crisi delle democrazie, dalla rivoluzione tecnologica al ruolo delle potenze emergenti, su tutte Cina e India. C'è una sorta di seduzione del Caos, come principio dinamico e risorsa strategica. Da una parte ci sono le classi dirigenti, i governanti, irrimediabilmente radicati nel passato e incapaci di capire il futuro. Dall'altra le nuove élite, i veri protagonisti dei prossimi decenni: guerriglieri e, per ragioni opposte, creatori di start-up vedono nell'instabilità la loro grande chance. Tanto che nella Silicon Valley il vocabolo più in voga è disruptive, cioè dirompente, distruttivo. Appena smetti di esserlo, e ti siedi sugli allori, sei finito. Dietro di te un altro giovane assatanato sta preparando la tua rovina.Non c'è da stupirsi, quindi, se per i più giovani, i più trasgressivi, i più creativi tra di noi il Caos è una promessa di illimitate possibilità. Un mondo dove i minuscoli cambiamenti di oggi possono produrre grandi conseguenze domani. Perché vederne, allora, solo il lato negativo?

      L'età del caos. Viaggio nel grande disordine mondiale
    • 2015

      “Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzione di Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente; […] capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.” Federico Rampini

      Rete padrona