La Disavventura
- 226 pages
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This author became known for his focus on everyday life and intimate lyricism. His early works, heavily influenced by Joyce, concentrated on ordinary human experiences, marking an early step towards his characteristic style. Later novels, often set in the Tuscan landscape, explored themes of neorealism and resistance, while retaining his signature intimate tone. Despite mixed critical reception, his work remained dedicated to 'tearing away the opaque veil that hides things,' reflecting a profound distrust of history and exploring the balance between wisdom and resignation.







Scritto nel 1949 il romanzo, ambientato nell’Italia degli anni quaranta e di decisa ispirazione autobiografica, fu pubblicato nel 1952 , in un clima fortemente politicizzato e ricevette giudizi negativi per le sue accuse alla Resistenza. Successivamente è stato apprezzato come il racconto di una duplice disfatta, privata e politica. I due protagonisti, Fausto e Anna, si conoscono a Volterra, si innamorano finchè i loro rapporti peggiorano rapidamente fino alla rottura. Anna conosce Miro, si innamora, lo sposa e da lui ha un figlio. Da qui in poi la narrazione si sposta su Fausto il quale, dopo aver incontrato alcuni partigiani, nel pieno della guerra, si sente attratto dalla causa per cui essi combattono e decide di unirsi a loro in montagna dove partecipa ad alcune imprese. Durante una di queste, a San Ginesio, incontra Anna e i due scoprono di essere ancora innamorati. Ma un altro episodio, la sommaria uccisione di alcuni prigionieri da parte dei partigiani, mette in crisi le sue certezze e solleva dubbi di ordine etico. Fausto critica i metodi sbrigativi e cruenti dei compagni e si convince che la loro condotta non è ispirata a principi morali. La vicenda si conclude con la definitiva e doppia separazione: dai partigiani e da Anna. Infatti Fausto abbandona i compagni e, di nuovo a San Ginesio, va in cerca di Anna , ma non la trova. Incontra invece la cugina di lei , Nora, che lo esorta a non turbare più la vita di Anna.
Opera dalla genesi complessa, meditata da Cassola per oltre un decennio a partire dal nucleo di un racconto dal medesimo titolo, "Il taglio del bosco" vide la luce nella sua forma definitiva, qui riproposta per la prima volta, nel 1959 da Einaudi. Si tratta di una raccolta di "racconti lunghi e romanzi brevi" che ruotano intorno al tema della perdita degli affetti (tema che divenne dominante nella produzione dello scrittore soprattutto dopo la scomparsa della moglie, avvenuta nel 1949) cui si aggiunge quello dell'impegno civile. L'introduzione è dello scrittore Manlio Cancogni, vincitore dello Strega nel 1973 con "Allegri, gioventù", che conobbe molto bene Cassola e ne fu intimo amico.
"La vita fragile, che si incrina e si spezza, la vicissitudine dell'uomo coi suoi gesti quotidiani, la legge del soffrire sono i temi che Cassola ha portato all'estremo limite." II taglio del bosco ha come protagonista un uomo ancora giovane, che ha perso da poco la moglie. Silenzioso, serio, riservato, egli cerca conforto nel suo lavoro di boscaiolo. In apparenza, tutto è come prima: gli stessi compagni, la stessa vita nel bosco; ma in realtà per lui niente è più come prima: la morte della moglie ha mutato irreparabilmente la sua condizione esistenziale, e la ripetizione quotidiana di gesti e di parole, il succedersi delle ore e delle giornate sono lo specchio della sua vita precedente, della sua felicità ormai perduta. Al Taglio del bosco, che è il capolavoro riconosciuto di Cassola, si aggiungono altri due racconti, Baba e I vecchi compagni legati all'esperienza della Resistenza. Ma l'ispirazione "privata" del primo racconto e quella "civile" di questi ultimi, non sono che gli aspetti di una stessa poetica: la scoperta di un'umanità inedita, nucleo di valori autentici e schietti, contrapposti idealmente a ogni falsa ed esteriore convenzionalità.
Mara è una giovane di Monteguidi, piccolo paese della Val d'Elsa, che all'indomani della Liberazione conosce il partigiano Bube, eroe della Resistenza, e se ne innamora. Questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. Mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per Bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l'amato con animo fedele e ostinato. Con questo romanzo - pubblicato nel 1960 e seguito nel 1963 da una celebre versione cinematografica interpretata da Claudia Cardinale - Cassola si aggiudica il premio Strega e raggiunge il successo anche internazionale. "La ragazza di Bube" segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benché ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. «Il romanzo» sostiene infatti Cassola «viene prima di ogni interpretazione della realtà, è la ricerca continua della verità degli uomini.»
Scritto fra il '53 e il '56, "La casa di via Valadier" si compone di due racconti. Il primo, "Esialiati", narra gli sforzi, i dubbi, le frustrazioni e le amare speranze di un gruppo di operai socialisti costretti a trasferirisi a Roma dalla Toscana per sfuggire alle persecuzioni fasciste. "La casa di via Valadier" si incentra invece sulle vicende di alcuni antifascisti di estrazione piccolo-borghese: ne è protagonista Anita Turri, la vedova di un noto dirigente socialista, o piuttosto la sua casa di via Valadier, dove gli amici del marito si incontrano, discutono, lottano. Legati idealmente dalla presenza di uno stesso personaggio, Maggiorelli - un operaio socialista - e dall'ambiente romano che fa da sfondo, i due racconti propongono una cronaca precisa dell'Italia democratica durante il fascismo. Si tratta di un libro di singolare rilievo, essenziale per la comprensione della nostra storia più recente, perché in esso i disegni e gli ideali della lotta di Liberazione vengono riferiti dalla viva voce di chi di quell'epoca fu protagonista. I due racconti raggiungono la più autentica intensità nell'intima, tesa penetrazione dei personaggi, soprattutto della fragilissima Anita, della quale ha detto Michele Prisco: "è una creatura d'eccezione, non solo nella vita, ma nella vita dell'arte, che è cosa più difficile".Edizione priva di ISBNEdition without ISBNEdición sin ISBN
Bubeho dievča je realistické znázornenie tvrdého boja proti neúprosnému osudu. Bube po skončení vojny roku 1945 v nerozmyslenosti pomstí svojho spolubojovníka. Táto udalosť podstatne zasiahne nielen do jeho osudu, no najmä do osudu jeho milej, jednoduchého vidieckeho dievčaťa Mary. Keď Bubeho obžalujú z vraždy a odsúdia na trinásť rokov, Mary sa rozhodne čakať a odmietne lásku mládenca, ktorého by, ako sama priznáva, vedela mať rada...
Ada prišla na svet až neskoro po ostatných deťoch. Najstarší brat sa ženil, keď ona bola ešte len dieťa. Oženil sa aj druhý brat, doma ostali už iba dievčence. Ada akoby ani nepatrila do rodiny. Jej sestry aj bratia boli tmavej pleti, ona mala pleť celkom bielu, ibaže pehavú. Ako dieťa mala aj vlasy celkom biele, takže ju pokladali za albínku. Potom jej otmaveli. Teraz mala svetlogaštanové vlnité vlasy s trochu červeným nádychom...
Anna, dcéra slobodnej matky, sa darmo snaží vymaniť z materiálnej biedy a sociálneho ústrku. Z mesta sa vracia do ťažkej roľníckej hrdlačiny, v ktorej sa na smrť strhala aj jej nešťastná matka. Anna po dlhom boji rezignuje, berie si chudobného bezzemka. Autor jej rezignáciu neprijíma, búri sa proti nežičlivému osudu proletárky. Carlo Cassola sa postavil v tomto románe hádam najostrejšie proti vykorisťovaniu talianskych roľníckych proletárov.
První ze tří velkých románů nově objevovaného italského spisovatele, autodidakta, považovaného dodnes některými kritiky za nejlepšího italského romanopisce své doby. Se zavřenýma očima jde životem hrdina téměř autobiografického příběhu, snílek, který se nehodí ani k práci v otcověhostinci, ani ke studiu, a se zavřenýma očima prožívá i lásku k venkovské krásce, nesnaží se ji blíže poznat, promluvit s ní, přičemž skutečnost jak v životě, tak i v lásce ho drtí. Předmluvu „Sienský snílek a bouřlivák“ napsal Carlo Cassola.
Kácení lesa je prostý, intenzívně podaný příběh, který líčí jeden z nejzákladnějších lidských citů, smutek muže nad ztrátou ženy. Zápas s bolestí je ukázán v rámci toskánské přírody při kácení lesa, kde v těžké práci a nepohodě prožívá ovdovělý dřevorubec Guglielmo celou zimu.
Dvě povídky, z nichž první (Voják) vypráví o lásce vojáka k dívce nešetřící svou přízní a pramálo se starající o svou pověst, druhá (Rosa Gagliardiová) o neprovdané stárnoucí ženě, která se umí povznést nad tíhu osamělosti a vytvořit si sama v sobě štěstí života.