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Renata Colorni

    La Biblioteca di Repubblica - 67: Il soccombente
    The loser
    La morte della Pizia
    Gli Adelphi - 25: La lingua salvata
    • Gli Adelphi - 25: La lingua salvata

      Storia di una giovinezza

      • 365 pages
      • 13 hours of reading

      La lingua si configura come un elemento centrale dell'identità culturale e antropologica, ma anche come una conquista emotiva, nel primo volume dell'autobiografia di Elias Canetti. Cresciuto in una famiglia ebraica sefardita di origini spagnole in Bulgaria, il giovane Canetti vive in un contesto linguistico complesso: i genitori parlano spagnolo a casa, ma adottano il tedesco per l'intimità, mentre a scuola si insegna bulgaro. Il tedesco, inizialmente ignoto, diventa un legame doloroso con il destino, insegnato con amore dalla madre dopo la prematura scomparsa del padre. Questa lingua, simbolo d'amore, accompagnerà Canetti in tutta la sua scrittura. La narrazione è una toccante rievocazione dell'infanzia e dell'adolescenza, segnate dalla perdita del padre e dalla discreta presenza materna, che instilla l'amore per la letteratura. Si raccontano anche gli spostamenti in Europa di una famiglia inquieta, dalla natia Rustschuk all'Inghilterra, da Vienna a Zurigo, dove Elias vive "gli unici anni di perfetta felicità", ma il libro si chiude con l'amara premonizione di un ulteriore spostamento. È la storia di una giovinezza complessa, che coinvolge chiunque abbia una sensibilità aperta e un rapporto autentico con il mondo.

      Gli Adelphi - 25: La lingua salvata
      4.2
    • La morte della Pizia

      • 68 pages
      • 3 hours of reading

      «Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L’insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l’enigma.

      La morte della Pizia
      4.1
    • The loser

      • 192 pages
      • 7 hours of reading

      LRB BOOKSHOP'S AUTHOR OF THE MONTH ONE OF THE GUARDIAN'S BEST BOOKS OF 2019 'If you haven't read Bernhard, you will not know of the most radical advance in fiction since Joyce ... My advice: dive in.' Lucy Ellmann 'I absolutely love Bernhard: he is one of the darkest and funniest writers ... A must read for everybody.' Karl Ove Knausgaard Mid-century Austria. Three aspiring concert pianists - Wertheimer, Glenn Gould, and the narrator - have dedicated their lives to achieving the status of a virtuoso. But one day, two of them overhear Gould playing Bach's Goldberg Variations, and his incomparable genius instantly destroys them both. They are forced to abandon their musical ambitions: Wertheimer, over a tortured process of disintegration that sees him becoming obsessed with both writing and his own sister, with whom he has a quasi-incestuous relationship culminating in death; and the narrator, instantly, retreating into obscurity to write a book that he periodically destroys and restarts. Written as a monologue in one remarkable unbroken paragraph, Thomas Bernhard's dazzling meditation on failure, genius, and fame is a radical new reading experience: musical, paralysing, raging, and inimitable.

      The loser
      4.1
    • Tre giovani pianisti si incontrano a Salisburgo per un corso di perfezionamento con Horowitz. Due di loro sono talentuosi, ma il terzo è Glenn Gould, considerato da molti il massimo genio pianistico del secolo. L'incontro con Gould ha conseguenze devastanti: uno dei due si toglie la vita, mentre l'altro regala il suo Steinway a una ragazzina priva di talento e smette di suonare. Il romanzo esplora la tragedia della genialità, sia per chi la possiede sia per chi ne è colpito. Thomas Bernhard, nel 1983, abbandona la sua tipica ossessione monologante per seguire il percorso dei due pianisti, che si rendono conto dell'inarrivabilità del loro collega. Questa consapevolezza li conduce a un vuoto esistenziale, in cui l'aspirazione all'arte sublime non offre scampo. Gould, dedicandosi completamente allo studio del pianoforte, si avvicina alla comprensione del mistero della composizione musicale, mentre gli altri due devono affrontare una vita più ordinaria, accettando di essere altro oltre che pianisti. Si trovano così a contemplare tragicamente un'esistenza vuota, priva di riscatto e redenzione.

      La Biblioteca di Repubblica - 67: Il soccombente
      3.6