Una donna a Milano
- 200 pages
- 7 hours of reading



L'Austria, pur rinnegata, rimane per Thomas Bernhard "Heimat", patria culturale. L'ultimo libro di Aldo Gargani si articola in due parti: la prima analizza la scrittura di Bernhard, la seconda esplora i linguaggi della cultura austriaca, intrecciando estetica ed etica, poesia e filosofia. In Bernhard, il continuo mutare del senso in nonsenso e della verità in menzogna rende la scrittura imprescindibile, una "Gedankenpoesie" che, se rigorosa, diventa l'unica salvezza. Altri come Wittgenstein, Musil, i pionieri della musica atonale e Ingeborg Bachmann affrontano l'istanza etica, rompendo la coazione a ripetere e scegliendo tra infinite possibilità. Tutti cercano un "Mittelpunkt", un luogo in cui l'uomo possa resistere alla pressione della realtà attraverso il linguaggio. Tuttavia, Bernhard, con la sua decostruzione che rovescia ogni concetto, raggiunge esiti paradossali: i suoi personaggi rimangono intrappolati nello spazio che avrebbero dovuto abitare. Il pensiero, in un movimento autodistruttivo, si arresta un attimo prima della follia e del suicidio, portando i personaggi alla sconfitta. Lo scrittore, al contrario, si salva, bandendo ogni descrizione e tessendo citazioni e frasi, distaccandosi dall'io narrante per affrontare la disperazione senza perdersi. Ma può davvero rimanere illeso?
Composti da Wittgenstein sul fronte orientale tra il 1914 e il 1916, in mezzo agli orrori della Grande Guerra, questi Diari segreti «mettono in luce il vertice di una riflessione in cui le sofferenze, le ossessioni e i tormenti nei quali ad ogni uomo è data la vita si convertono in espressioni filosofiche e queste, a loro volta, retroagiscono su quel materiale primario, grezzo dell'esistenza per penetrarlo, analizzarlo e per guidarlo, ma anche fatalmente per esaltarne la forza incontrollabile» (Aldo G. Gargani).