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Anna Bravo

    La conta dei salvati. Dalla Grande Guerra al Tibet
    Intervista a Primo Levi, ex deportato
    • La conta dei salvati. Dalla Grande Guerra al Tibet

      Storie di sangue risparmiato

      • 244 pages
      • 9 hours of reading

      Si parla e si scrive molto di guerre, di eccidi e di violenze. È il racconto del sangue versato. Ma non saremmo qui se qualcuno non avesse lavorato per risparmiare il sangue. Persone e gruppi, come quei soldati della Grande Guerra che concordavano tregue fra le trincee opposte. Popoli che misero in salvo i loro concittadini ebrei o che nascosero e protessero migliaia di militari sbandati e di prigionieri di guerra. Diplomazie e governi che hanno tramato la pace, non sempre la guerra. Senza Mandela e Tutu non ci sarebbe stata una transizione pacifica in Sudafrica, senza King un così forte movimento per i diritti civili, senza il Dalai Lama una nonviolenza tibetana, senza Ibrahim Rugova una kosovara e, soprattutto, una nonviolenza tout court senza Gandhi. "La conta dei salvati" è dedicato a queste storie. Storie molto diverse per le caratteristiche e per l'attenzione storica e mediatica che hanno ottenuto (o non ottenuto). Tutte mostrano due verità. La il sangue può essere risparmiato anche da chi non ha potere, o ha un potere minimo. La se è importante raccontare una guerra, ancora più importante è descrivere come un conflitto non è deflagrato. Per capire come si può fare, e con che mezzi.

      La conta dei salvati. Dalla Grande Guerra al Tibet2013
    • Intervista a Primo Levi, ex deportato

      • 93 pages
      • 4 hours of reading

      "Realmente llego a creer en la concepcion heroica de la historia, segun la cual alguien malo, poderoso y persuasivo, la encarnacion del demonio, un personaje como Hitler arrastra tras de si al pueblo entero como un rebano. Que otra explicacion puede darse? En las filmaciones de la epoca, los dialogos entre Hitler y el publico son absolutamente impresionantes, parecen intercambios de truenos. Por ese motivo las personalidades carismaticas me dan miedo. No consigo aceptar la tesis marxista del nazismo como fruto de la lucha de clases; el comportamiento del pueblo aleman era muy especial y la personalidad de Hitler tambien. No se, son preguntas que me hago." BIOGRAFIA DEL AUTOR: Primo Levi nace en Turin en 1919, en el seno de una familia judia. En 1942 se gradua en Quimica e ingresa en la Resistencia. Al ano siguiente es deportado a Auschwitz, donde permanece hasta la liberacion del campo por parte de los rusos, en enero de 1945. Su primer libro, Si esto es un hombre, tuvo poca repercusion inicialmente, pero hoy es considerado una obra maestra. En el texto que presentamos -una entrevista realizada en 1983-, Primo Levi retoma con una fuerza renovada los temas abordados en sus primeros escritos.

      Intervista a Primo Levi, ex deportato2011