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Nel 2009, l'autore lascia Pechino per New York, segnando un ritorno negli Stati Uniti dopo aver vissuto a San Francisco fino al 2004. Cinque anni in Cina sembrano un secolo per i rapporti di forza tra Asia e Occidente. Al suo ritorno, trova un'America segnata dalla crisi economica più grave dopo la Grande Depressione, mentre la Cina ha evitato il collasso grazie al suo capitalismo di Stato. L'Asia sembra dominare il XXI secolo, con la Cina che si proietta verso una modernizzazione rapida, mentre l'America fatica a risollevarsi. Il declino degli Stati Uniti è evidente, simile a quello di altri imperi, dove l'espansione e l'ambizione hanno portato a vulnerabilità interne ed esterne. L'America che l'autore osserva è afflitta da debito pubblico e infrastrutture fatiscenti, in netto contrasto con le moderne metropoli asiatiche. Tuttavia, l'America si trasforma in un laboratorio di nuovi stili di vita e sostenibilità. Il libro si presenta come un mosaico di esperienze tra Est e Ovest, esplorando un futuro ricco di scenari politici ed economici, ma anche di innovazioni ecologiche e culturali. L'autore percepisce New York come il centro del mondo, dove ogni evento acquista visibilità globale. Nonostante il declino, questa "magnifica decadenza" potrebbe portare benefici a tutti.
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Strade Blu: Occidente estremo, Federico Rampini
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