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Chi ha inventato la tombola? Gli antichi romani. Chi faceva andare su e giù uno yo-yo? I bambini romani. Molti giochi e abitudini risalgono a quell'epoca e sono ancora presenti oggi. L'autore, nato a Roma, ha trascorso i suoi primi dodici anni lì e, raccogliendo informazioni sui giochi dei bambini dell'antica Roma, ha scoperto che erano simili a quelli della sua infanzia. I giochi includevano la palla, la moscacieca, le bambole, le trottole, il cerchio, l’aquilone e lo yo-yo. Anche i giochi di abilità, come quelli con le bilie, erano praticati. Sebbene usasse palline di vetro, i romani giocavano con noci, ma il concetto era simile. Questa familiarità ha reso facile per l'autore ambientare le sue storie in un paesaggio a lui noto e immedesimarsi nei bambini e nei loro giochi. Le usanze, le feste, le celebrazioni, i monumenti e le strade dell'antica Roma fanno da cornice alle storie di quei bambini, così lontani nel tempo ma vicini nel cuore. Le storie sono frutto di fantasia, ma la ricostruzione dei giochi, degli ambienti (come terme e circo) e delle celebrazioni (come naumachie e corse dei carri) si basa su ricerche accurate.
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Piccole storie di Roma antica, Stefano Bordiglioni, Fabiano Fiorin
- Language
- Released
- 2013,
- Book condition
- Very Good
- Price
- €1.99
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- Title
- Piccole storie di Roma antica
- Language
- Italian
- Authors
- Stefano Bordiglioni, Fabiano Fiorin
- Publisher
- Einaudi Ragazzi
- Released
- 2013
- Pages
- 115
- ISBN10
- 8866560790
- ISBN13
- 9788866560791
- Series
- Tags
- Description
- Chi ha inventato la tombola? Gli antichi romani. Chi faceva andare su e giù uno yo-yo? I bambini romani. Molti giochi e abitudini risalgono a quell'epoca e sono ancora presenti oggi. L'autore, nato a Roma, ha trascorso i suoi primi dodici anni lì e, raccogliendo informazioni sui giochi dei bambini dell'antica Roma, ha scoperto che erano simili a quelli della sua infanzia. I giochi includevano la palla, la moscacieca, le bambole, le trottole, il cerchio, l’aquilone e lo yo-yo. Anche i giochi di abilità, come quelli con le bilie, erano praticati. Sebbene usasse palline di vetro, i romani giocavano con noci, ma il concetto era simile. Questa familiarità ha reso facile per l'autore ambientare le sue storie in un paesaggio a lui noto e immedesimarsi nei bambini e nei loro giochi. Le usanze, le feste, le celebrazioni, i monumenti e le strade dell'antica Roma fanno da cornice alle storie di quei bambini, così lontani nel tempo ma vicini nel cuore. Le storie sono frutto di fantasia, ma la ricostruzione dei giochi, degli ambienti (come terme e circo) e delle celebrazioni (come naumachie e corse dei carri) si basa su ricerche accurate.


