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David Lynch (1946) è uno dei massimi cineasti statunitensi degli ultimi decenni, vincitore di due Palme d’Oro a Cannes, due César e un Leone d’Oro alla carriera. Con film come <i>Eraserhead</i> e <i>Inland Empire</i>, passando per <i>The Elephant Man</i>, <i>Velluto blu</i>, <i>Twin Peaks</i> e <i>Mulholland Drive</i>, Lynch ha affermato negli anni un proprio personalissimo stile fatto di ambiguità, mistero, perversione, di situazioni vissute in un confine indistinguibile fra sogno e realtà. Gli autori di queste ventiquattro interviste – che ripercorrono l’intera carriera del grande regista, dal 1977 fino a oggi – scavalcano abilmente il riserbo quasi maniacale di Lynch sul significato dei propri film, riuscendo a farlo aprire a risposte mai scontate ma sempre penetranti, con ampie digressioni sulle altre forme artistiche che ama: dalla pittura alla musica, al design. Fra notazioni tecniche, aneddoti dal set, ricordi personali e vere e proprie dichiarazioni di poetica, queste pagine offrono un indimenticabile ritratto in presa diretta di uno dei registi più visionari e geniali della storia del cinema.
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Perdersi è meraviglioso. Interviste sul cinema, David Lynch, Richard A. Barney, Francesco Graziosi
- Language
- Released
- 2012
- Binding
- (Paperback)
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- Title
- Perdersi è meraviglioso. Interviste sul cinema
- Language
- Italian
- Publisher
- minimum fax
- Released
- 2012
- Format
- Paperback
- Pages
- 433
- ISBN10
- 887521445X
- ISBN13
- 9788875214456
- Series
- Tags
- Non-Fiction, Biographies, Art, Film, Media Tie-In
- Description
- David Lynch (1946) è uno dei massimi cineasti statunitensi degli ultimi decenni, vincitore di due Palme d’Oro a Cannes, due César e un Leone d’Oro alla carriera. Con film come <i>Eraserhead</i> e <i>Inland Empire</i>, passando per <i>The Elephant Man</i>, <i>Velluto blu</i>, <i>Twin Peaks</i> e <i>Mulholland Drive</i>, Lynch ha affermato negli anni un proprio personalissimo stile fatto di ambiguità, mistero, perversione, di situazioni vissute in un confine indistinguibile fra sogno e realtà. Gli autori di queste ventiquattro interviste – che ripercorrono l’intera carriera del grande regista, dal 1977 fino a oggi – scavalcano abilmente il riserbo quasi maniacale di Lynch sul significato dei propri film, riuscendo a farlo aprire a risposte mai scontate ma sempre penetranti, con ampie digressioni sulle altre forme artistiche che ama: dalla pittura alla musica, al design. Fra notazioni tecniche, aneddoti dal set, ricordi personali e vere e proprie dichiarazioni di poetica, queste pagine offrono un indimenticabile ritratto in presa diretta di uno dei registi più visionari e geniali della storia del cinema.