Il naufragio
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Ogni estate, migliaia di stranieri dall'Africa e dall'Europa dell'Est si recano nel Tavoliere delle Puglie per raccogliere pomodori e altri frutti. Questi nuovi braccianti vivono in condizioni disumane, in casolari fatiscenti o baraccopoli, affrontando un sistema agricolo arcaico. Diventano vittime di caporali che, in accordo con i proprietari terrieri, li smistano in tutta la regione. Molti di coloro che hanno tentato di ribellarsi sono scomparsi o sono morti in circostanze misteriose. Nel 2005, tre ragazzi polacchi riescono a fuggire e raggiungono il consolato di Bari, il che porta a un blitz dei carabinieri e a un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, culminando con l'arresto di decine di caporali. L'autore ha incontrato le vittime e studiato le biografie dei nuovi kapò, interrogando magistrati, avvocati, medici e sindacalisti che si oppongono allo sfruttamento. Racconta un Sud in equilibrio tra arretratezza e modernità, all'avanguardia nel nuovo mercato del lavoro. Un Sud dinamico e immutabile, dove la terra è lavorata come un secolo fa, quando i braccianti pugliesi subivano simili sorti.