Explore the latest books of this year!
Bookbot

Maschere per un massacro

Parameters

  • 167 pages
  • 6 hours of reading

More about the book

«Ci fu un attimo di silenzio e si sentirono solo le cicale. Poi dalla gola di Drago uscì un lungo grido "Ma come cazzo fa un cristiano a proteggere gli infedeli?". L'uomo in mimetica si mise a battere il calcio del mitra sul terreno. Fermo sull'uscio, Gojko guardava muto, con le mutande abbassate. Dentro, qualcuno piangeva, probabilmente donne. Quando partì la raffica e il vecchio si accasciò di traverso sulla stuoia con la scritta Dobrodošli, "benvenuti", l'espressione di disarmato stupore gli si era già fissata, definitivamente, sulla bocca e sugli occhi. [...] Drago e il vecchio Gojko divennero per me l'immagine stessa del dualismo chiave di quella la spavalda astuzia del male e l'inerme cecità del bene. Da allora, tutto ciò che avevo visto in Bosnia si illuminò di significato nuovo e semplice. Ricordai improvvisamente di avere incontrato molte altre volte, in mezzo alle moltitudini, quei due inconfondibili tipi umani. La maggioranza era come Gojko, con lo stesso sguardo di sorpresa. In gran parte erano ne avevo visti passare tanti, in quella surreale primavera del 1992. Pensai che di animali da preda come Drago, invece, ne avevo incontrati pochissimi. Sì e no una decina. Ne trassi una doppia il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo».

Book purchase

Maschere per un massacro, Claudio Magris, Paolo Rumiz

Language
Released
1996
Binding
(Paperback),
Book condition
Good
Price
€17.49

Payment methods

No one has rated yet.Add rating

Title
Maschere per un massacro
Language
Italian
Released
1996
Format
Paperback
Pages
167
ISBN10
8835940311
ISBN13
9788835940319
Series
Description
«Ci fu un attimo di silenzio e si sentirono solo le cicale. Poi dalla gola di Drago uscì un lungo grido "Ma come cazzo fa un cristiano a proteggere gli infedeli?". L'uomo in mimetica si mise a battere il calcio del mitra sul terreno. Fermo sull'uscio, Gojko guardava muto, con le mutande abbassate. Dentro, qualcuno piangeva, probabilmente donne. Quando partì la raffica e il vecchio si accasciò di traverso sulla stuoia con la scritta Dobrodošli, "benvenuti", l'espressione di disarmato stupore gli si era già fissata, definitivamente, sulla bocca e sugli occhi. [...] Drago e il vecchio Gojko divennero per me l'immagine stessa del dualismo chiave di quella la spavalda astuzia del male e l'inerme cecità del bene. Da allora, tutto ciò che avevo visto in Bosnia si illuminò di significato nuovo e semplice. Ricordai improvvisamente di avere incontrato molte altre volte, in mezzo alle moltitudini, quei due inconfondibili tipi umani. La maggioranza era come Gojko, con lo stesso sguardo di sorpresa. In gran parte erano ne avevo visti passare tanti, in quella surreale primavera del 1992. Pensai che di animali da preda come Drago, invece, ne avevo incontrati pochissimi. Sì e no una decina. Ne trassi una doppia il bene prevale numericamente sul male, ma non sa fiutare il pericolo».