Come imparare a essere niente
- 152 pages
- 6 hours of reading




Una scuola, in un luogo chiamato Tragedistan. E in questa scuola, sede dei soliti stanchi riti e delle solite riunioni interminabili, un giorno qualcuno finalmente ha un’idea, che darà vita a un grande progetto: riscrivere i classici della tradizione letteraria per renderli attuali e appetibili alle nuove generazioni. I professori si mettono al lavoro e creano versioni aggiornate dei Promessi Sposi, dell’Ortis e della Vita Nuova. Gli studenti non gradiscono e finiscono per passarsi sottobanco, come carbonari, i testi classici in versione originale.Questa è la trama di Scusi, prof, ho sbagliato romanzo, un libro in cui l’estro creativo di Alessandro Banda riesce a esprimere, attraverso esilaranti parodie, il disagio di una classe insegnante attanagliata da una burocrazia sempre più assurda e invasiva, e la delusione di giovani consapevoli che una società non meritocratica mai potrà permettersi una scuola meritocratica.
Sono almeno duemila anni che ci si lagna della scuola. Con un’impressionante costanza di argomentazioni, espressioni e perfino parole singole. L’insegnante di lungo corso Alessandro Banda, con estro e brio narrativo, passa in rassegna tale esteso lamento bimillenario. A partire da testi di Orazio, Petronio, Giovenale, Sant’Agostino, Dante, attraverso le opere di Rabelais e Montaigne, per arrivare fino a Thomas Mann, ci mostra come nel corso dei secoli gli insegnanti siano sempre stati malpagati, le strutture insufficienti, gli studenti ribelli e somari e le lezioni noiose. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole, insomma. E forse non ci sarà mai… Perché al termine della scorribanda storico-letteraria, erudita quanto divertente, il professore trae le sue conclusioni: la scuola non cambia perché non può e non deve cambiare. È meglio tenerla così com’è. Una tesi del tutto fuori dal coro che non mancherà di trovare oppositori feroci e di far sospirare ad altrettanti: «Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo».