Romana Petri crafts narratives that explore the intricate interplay between disparate elements, revealing deeper truths about the human condition. Her prose is characterized by a sharp psychological insight into her characters' inner lives and struggles. Petri skillfully weaves complex narrative threads that illuminate universal themes of love, loss, and the search for meaning. Her distinctive literary style is both poetic and piercing, offering readers a rich and resonant experience.
Sull'isola di Pico, tra il cielo percorso da nuvole in movimento e le scogliere di pietra lavica, una donna passa l'estate. E' sola e il suo soggiorno sull'isola è come un tempo sospeso, una parentesi nella vita. La sua solitudine si popola di personaggi: gente che è partita, è emigrata lontano e ora fa ritorno a una terra da cui non è mai riuscita veramente a staccarsi. Ognuno racconta la sua storia di esilio e di abbandono, di amori perduti e mai dimenticati. E ogni storia nasconde un mistero che forse è il mistero stesso della vita, o quello dei luoghi di quest'isola dove tutto sembra possedere un'anima.
Figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio. Sono diversissimi, accomunati unicamente dall'amore insoddisfatto per il padre Giovanni, una figura possente, passionale ed egocentrica, che ha abbandonato la madre di Germano perché la sua nuova donna aspettava un figlio, Emilio, per poi abbandonare poco dopo anche lei come tutte le altre donne della sua vita. Germano, pur essendo sempre stato il preferito del padre, non ha mai perdonato al fratello minore di essere la causa del divorzio dei genitori. Emilio, cresciuto sapendo di essere il figlio non voluto, ha sempre cercato, invano, l'affetto del padre e del fratello. Nei pochi giorni che trascorreranno insieme, le antiche rabbie e il richiamo del sangue riemergeranno furiosi.
I libri sui padri spesso affrontano il tema della perdita, ma questo testo unico combina romanzo e memoir familiare, iniziando dal giorno della nascita del padre e reinventando la sua storia. Romana Petri narra i sessantatré anni di vita di un uomo, dal 1922 al 1985, e riflette anche sulla storia italiana, dal fascismo alla ricostruzione e al boom economico. Si esplora l'infanzia nell'Italia rurale vicino a Perugia, seguita da un'adolescenza vivace in una città che stava crescendo, caratterizzata da serenate e scazzottate con soldati alleati. La narrazione si sposta poi su una Roma promettente, dove il protagonista vive esperienze di benessere e successo. Tuttavia, la realtà porta anche a cadute e crisi, richiedendo resilienza.
Mario Petri, soprannominato “Ciclone”, è un padre imponente, dotato di una sensibilità profonda e un'anima cavalleresca. Il suo futuro è legato al mondo dello spettacolo, e la sua vita incrocia figure celebri come Maria Callas e Sergio Leone. La figlia percepisce anche il suo lato vulnerabile, scoprendo un padre che, pur forte, ha bisogno di protezione emotiva. Con uno stile evocativo, Petri risveglia la memoria di un'Italia passata ma vibrante, raccontando una storia vera che riflette la sua infanzia felice e la speranza nel bene della vita, un tema che risuona profondamente nel lettore.