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Pietro Grossi

    April 19, 1978
    Martini
    Pugni
    • Pugni

      • 188 pages
      • 7 hours of reading

      «A me la faccenda della boxe piaceva parecchio. Non so cos’era. Forse anche la formidabile sensazione che c’era un luogo dove avevo qualche numero, o dove comunque potevo battermi ad armi pari». Il Ballerino e la Capra sembrano destinati a incontrarsi, con una vita che si intreccia tra passato e futuro. Il Ballerino, studioso e goffo, pratica pugilato per riappropriarsi della sua esistenza, ma la madre gli vieta di salire sul ring. La Capra, sordo e povero, combatte con determinazione e scala la vittoria, cercando di scoprire se è davvero il più forte. Boxe, il primo dei tre ritratti, esplora i temi di palestre, sacrifici e rivelazioni sul senso della vita, creando una tensione palpabile. Cavalli, il secondo racconto, segue due fratelli che ricevono due cavalli dal padre, segnando il loro destino divergente: uno cerca avventure in città, l'altro resta per avviare un allevamento. Una ferita aperta li riunisce, rivelando chi è già uomo e chi deve ancora diventarlo. Infine, La scimmia affronta la fragilità umana attraverso un amico che decide di diventare una scimmia, mostrando un lato oscuro della vita. Pietro Grossi, giovane scrittore, crea un’epica del quotidiano, con personaggi legati da doppi legami che lottano per un’unità dell’esperienza.

      Pugni
      4.4
    • Martini

      • 64 pages
      • 3 hours of reading

      Con la grata nostalgia di chi sa di aver compiuto l'incontro irripetibile della vita, Frank - voce narrante di questo racconto - ricorda il "grande" Martini, l'amico trovato e perduto. Era andato a intervistarlo, giornalista alle prime armi, nel lussuoso albergo dove Thomas J. Martini, già acclamato scrittore di un primo capolavoro, era sceso per le solite tournée del successo. Era subito scoccata la scintilla dell'amicizia. I due s'erano capiti nel il giornalista aveva letto la condanna finale di quella grandezza, del destino di essere "tutto ciò che chiunque avrebbe voluto essere", così come l'artista aveva intuito la verità nella solitudine del suo "Tu vedi le cose, Frank". E nel corso del tempo, attraverso un altro paio di incontri casuali, s'era preparata una specie di silenziosa intesa. Poi Martini, improvvisamente, era uscito dal suo mondo luccicante, e Frank aveva continuato a cercarlo, per scoprire forse che non era una fuga, che non era un rifiuto, ma un più completo abbandono all'autenticità di una vocazione. "Non era lei che spariva. Ero io". Delle storie di Grossi colpisce sempre l'intensità, la massa narrativa, la forza attrattiva di condensare in poco temi e sviluppi molteplici e carichi di simbolismi. Esperienze avventurose tessute dai fili esili degli eventi quotidiani, che sollevano pensieri tanto tenaci, insistenti, quanto oggi troppo alti per dedicarvisi.

      Martini
      3.3