Contiene: Ma non e una cosa seria Bellavita La patente L'altro figlio Liola O di uno o di nessuno Non si sa come Trovarsi Quando si è qualcuno All'uscita La nuova colonia Lazzaro La favola del figlio cambiato I giganti della montagna
"Tecnicamente, è un romanzo "ben fatto", senza ingorghi e dispersioni. Una tecnica così sicura; un tempo, un ritmo tanto vigilato e costante... a lettura finita, e anche nel ricordo più lontano, i personaggi stanno tutti sullo stesso piano, nella stessa cruda luce, equamente indimenticabili così come equamente necessari ed importanti..." (Leonardo Sciascia)
The Tigers of Mompracem are a band of rebel pirates fighting for the defense of tiny native kingdoms against the colonial powers of the Dutch and British empires. They are led by Sandokan, the indomitable “Tiger of Malaysia”, and his faithful friend Yanez De Gomera, a Portuguese wanderer and adventurer. Orphaned when the British murdered his family and stole his throne, Sandokan has been mercilessly leading his men in vengeance. But when the pirate learns of the extraordinary “Pearl of Labuan” his fortunes begin to change…
A cura di Sergio Campailla, Edizioni integrali esplora l'umanità dei vinti, coloro che sono inesorabilmente falciati dalla storia, un tema centrale nel verismo di Giovanni Verga. La sua straordinaria capacità di rappresentare la condizione umana in una Sicilia vissuta in prima persona emerge chiaramente. In un romanzo corale, una famiglia di pescatori di Aci Trezza esprime un attaccamento alla tradizione familiare, che sembra l'unica salvezza, ma si avvia verso un triste naufragio. Mastro-don Gesualdo racconta il cambiamento sociale di classi in decadenza e in ascesa, illustrando la storia di un muratore arricchito che dedica le sue energie a un amore sterile per la “roba”. Temi ricorrenti nella novellistica verghiana, non solo siciliana, includono la lotta disperata per la sopravvivenza, il conflitto per il possesso e il desiderio di elevarsi, che si rivela vano di fronte a un destino segnato. Tra le pagine più riuscite di Verga ci sono Rosso Malpelo, Ciàula scopre la luna e La roba. Nato nel 1840 a Catania e attivo a Firenze e Milano, il suo ritorno in Sicilia e l'incontro con la dura realtà meridionale hanno orientato la sua produzione verso un'analisi oggettiva della vita. Morì a Catania nel 1922.
Le altre donne del paese la temono perché è spregiudicata e disinibita. Gli uomini la guardano con un misto di paura e lussuria. Tutti la chiamano "la lupa", per quel suo spirito anticonformista così raro nella Sicilia ottocentesca. Una storia fatta di sentimenti fortissimi che sorprende il lettore per la sua intensità e per il suo climax drammatico ed avvincente.
Dopo i primi romanzi, l'arte del Verga evolve, rappresentando il mondo degli umili e dei diseredati con una drammatica verità. La prima novella, Nedda (1874), è seguita da raccolte come Primavera e altri racconti (1876), Vita dei campi (1880), Novelle rusticane (1883), Per le vie (1883), Vagabondaggio (1887), I ricordi del capitano d'Arce (1891) e Don Candeloro e C.i (1894). Queste opere esplorano sentimenti elementari e situazioni esasperate che culminano in catastrofi: Nanni Lasca uccide la Lupa, Alfio elimina il rivale, e Jeli il pastore affronta il signorino che gli ha rubato Mara. Come osserva Luigi Russo, "le passioni di questi primitivi" ruotano attorno alla casa, con le sue leggi di onore e lavoro. Non si tratta più di passioni nomadi o di sognatori, ma di una gente che investe tutto in un mondo e in una religione. I loro drammi emergono come drammi religiosi, in cui amore, desiderio, onore e vendetta trascendono le persone, richiamandosi a un'etica elementare ma rigorosa nelle sue leggi. Indice: - Novelle - Vita dei campi - Novelle rusticane - Per le vie.