Proprietà privata
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A powerful account of the early days of the Spanish Civil War, seen through the eyes of a young girl.
Il commissario Maigret, nelle sue Memorie, racconta in modo esilarante di come abbia fatto visitare i locali della Polizia giudiziaria a uno scrittore, Georges Sim. In realtà, fu Xavier Guichard, il direttore della polizia, a invitare Simenon, già autore di diversi romanzi su Maigret, a trascorrere alcuni giorni al Quai des Orfèvres per rendere più verosimile il suo personaggio. Simenon colse l'occasione per scrivere articoli, ma come già emerso nei precedenti volumi di reportage, il romanziere spesso sovrasta il giornalista. Così, non solo annota spunti per futuri romanzi, ma racconta anche celebri inchieste e casi giudiziari, offrendo uno spaccato della Parigi dell'epoca. La narrazione rivela la fauna dei quartieri malfamati, gli immigrati delle periferie, i borghesi delle strade eleganti e i piccoli artigiani dei quartieri più poveri, presentando una città in profonda trasformazione, oggi quasi scomparsa. Simenon descrive anche la polizia dell'epoca, mostrando i suoi ultimi esemplari e rivelando un certo rimpianto per i metodi sbrigativi ma efficaci di quel tempo. Con una Nota di Ena Marchi.
«La follia e l'orrore hanno attanagliato la mia vita» scriveva Carrère, e questo tema pervade i suoi libri. Dopo aver completato l'"Avversario", decide di sfuggire a queste ombre, trovando un nuovo amore e accettando di realizzare un reportage su un prigioniero di guerra ungherese dimenticato in un ospedale psichiatrico russo. Si reca in una cittadina a ottocento chilometri da Mosca, dove attende che accada qualcosa, e qualcosa accade: un delitto atroce lo riporta nel vortice della follia e dell'orrore. Anche la sua vita amorosa viene travolta da un racconto erotico scritto per gioco, che si trasforma in un incubo devastante. Nel frattempo, il viaggio in Russia lo costringe a confrontarsi con le sue origini e il rapporto con la lingua della madre. Inizia così a indagare su ciò che gli è stato «proibito raccontare»: la storia del nonno materno, scomparso nel 1944 dopo una vita segnata da fallimenti e umiliazioni, probabilmente ucciso per aver collaborato con l'occupante. Questo segreto, un fantasma che ossessiona la sua famiglia, lo spinge a intraprendere un percorso oscuro nell'inconscio di due generazioni, portandolo a confrontarsi con un retaggio di paura e vergogna, e a cercare una riconciliazione con la figura materna, segnando una temporanea vittoria su quel nemico che lo perseguita.
La storia racconta di una bambina nata ad Alessandria d'Egitto, che vive un'infanzia felice, esplorando un mondo in cui coesistono la Storia e la decadenza, con una curiosità vivace. A differenza delle sue coetanee, ama le battaglie navali e conosce a menadito la differenza tra i cannoni, trovando ispirazione in figure come Lawrence d'Arabia. La narrazione si evolve in un'avventura, poiché la protagonista è costretta a lasciare la sua terra, abbandonando un Oriente affascinante per cercare un Occidente altrettanto intrigante. La storia si concentra sulla sua trasformazione in una donna forte, che affronta le umiliazioni dell'esilio e i rischi di essere sempre la straniera, mentre cerca di superare la nostalgia. Con tenacia e ironia, riesce a diventare ciò che ha sempre sognato: un ammiraglio, completando il suo viaggio come Ulisse. Tuttavia, non perde mai quella malinconia tipica dell'esule, che la porta a interrogarsi costantemente se sia davvero al posto giusto.