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Nicola Rainò

    Gli Iperborei - 189: L'allegra apocalisse
    Homo ridens. La dimensione comica dell'esperienza umana
    De huisman
    • 2010

      Gli Iperborei - 189: L'allegra apocalisse

      • 315 pages
      • 12 hours of reading

      La Terra non ci sopporta più. E basta un'enorme sbronza collettiva a New York per i festeggiamenti del nuovo Millennio e uno sciopero dei netturbini di Manhattan a scatenare una disastrosa catastrofe ecologica. Ah, mondo infame! Sarà arrivata l'Apocalisse? Parigi è finita sotto sei metri d'acqua e i pesci si aggirano per le strade e i caffè di Montparnasse, a San Pietroburgo esplode una centrale nucleare, nel mondo stravolto si scatena la Terza guerra mondiale, mancano le fonti di energia e l'economia globale è crollata. Ma in mezzo ai boschi del Kainuu, nella Finlandia centrale, Asser Toropainen, un vecchio comunista "grande bruciachiese", in punto di morte ha destinato tutti i suoi beni per costruire un tempio. E tutt'attorno quest'improbabile santuario è cresciuta una comunità silvestre di gente laboriosa e gaudente che vive di caccia pesca e giardinaggio, in autarchia e prosperità, indifferente alla catastrofe universale. Un gruppo di strampalati personaggi paasilinniani tanto geniali quanto testardi, che naviga in mezzo ai marosi di un pianeta che va in malora con l'incoscienza di un'Utopia senza tempo. Paasilinna immagina un passato e un futuro nemmeno così lontani, contemplando la vanità delle ideologie e del consumismo, e le farneticazioni della nostra civiltà inutilmente complicata. E se l'Apocalisse deve venire, che venga pure. Paasilinna non è certo il tipo da farsene un problema.

      Gli Iperborei - 189: L'allegra apocalisse
    • 2009

      Een man heeft zijn vrouw geslagen, waarna zij vertrekt met hun kind. De man wil alles doen om haar terug te krijgen. Haar droom is steeds geweest om in een vrijstaand huis te wonen. De man wil haar droom, kost wat kost, realiseren. Hij gaat hiervoor heel, heel ver....

      De huisman
    • 1999

      La dimensione comica evoca un mondo distinto da quello ordinario, operante secondo regole diverse. Il comico rappresenta una sospensione della quotidianità, aprendo squarci verso una realtà trascendente. L'autore, incoraggiato da suo padre, un appassionato raccontatore di barzellette, si sente spinto a scrivere questo libro. Si scusa con i librai, immaginando le loro angosce nel decidere dove collocarlo: umorismo, religione o sociologia? La parte sulla comicità ebraica potrebbe suggerire la sezione Ebraismo, mentre la difesa di Oscar Wilde potrebbe far pensare alla sezione Omosessualità. La tesi centrale è che il comico rappresenta una sospensione della quotidianità, suggerendo che se esiste un paradiso, deve essere un luogo dove si ride, dove approdano coloro che scampano all'inferno della mancanza di humour e al purgatorio della seriosità. Solo un "grande vecchio" poteva scrivere un'opera del genere, e l'autore si sente vicino alla soglia della senilità. Tuttavia, ci invita a immaginarlo come un luterano-zen, ispirato da giovanile curiosità, amante delle barzellette yiddish, del cabaret e del sorriso di Buddha.

      Homo ridens. La dimensione comica dell'esperienza umana