Berlin, July 1944, a few weeks before the attempted assassination of Hitler by
Claus von Stauffenberg. Bora is ordered to investigate the murder of a
dazzling clairvoyant, a major star since the days of the Weimar Republic, with
deep connections to those in power. But there is more at stake: Bora and
Stauffenberg inevitably meet.
Martin Bora, investigatore per i servizi segreti della Wehrmacht, si trova a Mosca, a poche settimane dall'attacco di Hitler alla Russia. Incaricato di una strana missione da Beria, deve recarsi a Creta per procurare sessanta bottiglie di vino cretese. Tuttavia, all'arrivo nell'isola, segnata da un recente bagno di sangue, si trova di fronte a un compito ben diverso: indagare sul massacro di una famiglia di civili, apparentemente uccisi da paracadutisti tedeschi. I servizi vogliono chiarire la situazione non solo per scagionare i soldati accusati di crimini di guerra, ma anche per evitare un incidente diplomatico e prevenire l'intervento della Croce Rossa. La vittima principale è un residente svizzero, esperto di antichità e membro dell’Ahnenerbe, la società di Himmler dedicata alla ricerca sulla razza ariana. Bora si addentra in un'indagine complessa, esplorando piste di spionaggio, vendetta tra caporioni del regime e misteri legati al nazismo magico. La sua battaglia interiore tra il dovere e la repulsione verso il nazismo rispecchia il conflitto di molti ufficiali tedeschi. In questo contesto storico e politico, si sviluppa un dramma esistenziale che ritrae un eroe nobile e delicato, circondato dalla morte e dalla tragedia.
Intervista sul Terzo Reich, la magia e le culture rimosse dell'Occidente
191 pages
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Hannah Arendt, prendendo spunto dal processo Eichmann, definiva il nazismo "la banalità del male". Ora, se la manifestazione del male può essere considerata tragicamente ordinaria, a non esserlo, di certo, è la sua genesi più riposta. Una conferma in tal senso ci viene dallo stesso nazismo, il quale non è spiegabile fino in fondo con gli strumenti classici delle scienze umane. Ne è persuaso ormai da un trentennio Giorgio Galli, il famoso politologo italiano e il precursore degli studi sui rapporti tra magia e politica. In questo libro-intervista, Galli raccoglie, scompone e ricompone tutti gli elementi che lo hanno convinto della "centralità" dell'esoterismo nel pensiero e nella prassi nazista: Hess, Rosenberg e Himmler non rappresentano solo il lato ferocemente grottesco di un regime in cerca di un retaggio mistico-razziale che lo nobiliti, ma qualcosa di assai più importante; una cultura "magica" in grado, nel solco di una plurisecolare tradizione di pensiero "alternativo" (dai miti arcaici alla caccia alle streghe), di influenzare concretamente i processi decisionali della politica, con esiti di grandissima rilevanza storica. Scorrevole e incalzante, "La svastica e le streghe" è un viaggio nel cuore occulto della storia europea, alla ricerca di tutte quelle risposte sulla "banalità del male" che il razionalismo positivista non è capace di fornire appieno.