Paolo Bertinetti Book order (chronological)





Piccola Biblioteca Einaudi - 1: Storia della letteratura inglese
Dalle origini al Settecento
- 412 pages
- 15 hours of reading
Muovendo dalle prime espressioni letterarie nella lingua che diventerà l'inglese, il volume segue i percorsi dei fenomeni culturali e degli autori che, a partire dall'alto Medioevo, hanno dato vita a una delle letterature più ricche e affascinanti dell'Occidente: dall'anonimo estensore del Beowulf all'opera di Chaucer, dai poeti e drammaturghi elisabettiani con al centro la figura grandissima di Shakespeare - agli scrittori dell'età giacomiana e carolina, da Milton e Dryden a Bunyan e ai commediografi della Restaurazione, per concludersi con la produzione letteraria del Settecento, vista nei suoi aspetti peculiari - il neoclassicismo, la nascita del romanzo - e nelle sue componenti anticipatrici di una sensibilità, per certi aspetti, non solo romantica ma già moderna. Un viaggio straordinario, dunque, che dai kennings dei canti dei bardi nordici conduce all'eleganza e alla raffinata ironia dei romanzi di Jane Austen.
Il volume si apre con la riflessione sul contributo altissimo che i romantici inglesi hanno saputo dare alla poesia e alla cultura europea, segnando al tempo stesso uno dei momenti cruciali dello sviluppo della letteratura nazionale. Segue poi l'esame della produzione dell'età vittoriana, che guarda non solo ai risultati dei suoi autori maggiori, ma alla varietà dei generi letterari che caratterizzano la scena culturale dell'Ottocento inglese, sottolineando l'intreccio fecondo con le trasformazioni sociali e le teorie scientifiche del secolo «dell'industria e del progresso». Ampio spazio è dedicato al Novecento, con la stagione decisiva del modernismo, con l'opera di giganti della letteratura europea quali Conrad e Lawrence, Beckett e Joyce, con la piú ricca produzione drammatica di tutto il teatro del secondo Novecento.Il volume si chiude con il capitolo dedicato alle letterature dei paesi dell'ex Impero britannico, a quelle culture letterarie - è ormai indispensabile riconoscerlo - da cui sono emersi quasi tutti i maggiori scrittori di lingua inglese contemporanei.
Waiting for Godot
- 96 pages
- 4 hours of reading
From an inauspicious beginning at the tiny Left Bank Theatre de Babylone in 1953, followed by bewilderment among American and British audiences, "Waiting for Godot" has become one of the most important and enigmatic plays of the past fifty years and a cornerstone of twentieth-century drama. As Clive Barnes wrote, "Time catches up with genius. . . . "Waiting for Godot" is one of the masterpieces of the century." The story revolves around two seemingly homeless men waiting for someone--or something--named Godot. Vladimir and Estragon wait near a tree, inhabiting a drama spun of their own consciousness. The result is a comical wordplay of poetry, dreamscapes, and nonsense, which has been interpreted as mankind's inexhaustible search for meaning. Beckett's language pioneered an expressionistic minimalism that captured the existential post- World War II Europe. His play remains one of the most magical and beautiful allegories of our time.
Raven is an ugly man dedicated to ugly deeds. His cold-blooded killing of a European Minister of War is an act of violence with chilling repercussions, not just for Raven himself but for the nation as a whole. The money he receives in payment for the murder is made up of stolen notes and when the first of these is traced, Raven becomes a man on the run. As he tracks down the agent who has been double-crossing him and attempts to elude the police, he becomes both hunter and hunted: an unwitting weapon of a strange kind of social justice. In doing so, he sets the stage for Greene’s next novel, Brighton Rock. This Penguin Classics edition features an introduction by Samuel Hynes.