Anime
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La vita di Grisha si estende per quattrocento anni, iniziando nel XVII secolo in un villaggio ebraico dell’Europa orientale. Da allora, si reincarna, muore e rinasce, attraversando secoli e luoghi. Marina, la madre di Grisha, legge di nascosto le memorie del figlio e aggiunge i suoi ricordi, sostenendo che «di vita ce n’è una sola» e che tutto il resto è una metafora. Madre e figlio si contendono il cuore del lettore con due narrative opposte, ognuna con i propri brividi, dolori e gioie. Il libro si muove tra epoche, paesaggi e fisionomie, combinando il romanzo storico con elementi soprannaturali, emozioni del memoir e il ritmo del testo teatrale. Racconta il senso di smarrimento e solitudine che caratterizza ogni anima, sempre in viaggio alla ricerca di un’ultima, definitiva assoluzione. Le recensioni lodano l’opera come selvaggia, innovativa e ricca di umorismo ebraico, descrivendola come un viaggio emozionante e sorprendente, capace di affrontare ogni aspetto da angolazioni imprevedibili.
