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Gigi Proietti

    S. Francesco Seconno Noantri
    Decamerino
    Tutto sommato
    Prove per un libro
    • Prove per un libro

      Materiali, schegge, frammenti meta-teatrali e meta no

      • 217 pages
      • 8 hours of reading
      Prove per un libro
      4.0
    • Tutto sommato

      Qualcosa mi ricordo

      • 248 pages
      • 9 hours of reading

      “Ibsen, Shakespeare, Brecht…” Quando gli insegnanti del Centro universitario teatrale gli sottoposero una lista di autori da portare in scena, il giovane Luigi Proietti per poco non svenne: non ne aveva mai sentito nominare nessuno. Come tanti ragazzi cresciuti nella periferia della capitale, all’ombra del boom economico, Proietti pensava soprattutto alla musica e guardava all’America. Per lui l’unico palco era quello dei night club, dove suonava e cantava insieme agli amici di sempre. Si era iscritto per gioco a quel corso di recitazione, spinto dalla voglia di qualcosa di diverso: non poteva immaginare che quel “gioco” gli avrebbe cambiato la vita. Il “cantante dalla voce ritmico-melodica- moderna” dimostra subito una versatilità senza precedenti, un potenziale che esprimerà al meglio in <i>A me gli occhi, please</i> e negli altri one-man show scritti con Roberto Lerici, dei tour de force nei quali salta dal dramma al varietà lasciando il pubblico a bocca aperta. E in cinquant’anni di carriera Proietti ha conquistato generazioni di spettatori, contaminando la cultura “alta” e quella “bassa” senza pregiudizi. In <i>Tutto sommato</i> ci restituisce quella voglia di mischiare le carte in tavola, intrecciando le gioie della vita a quelle del palco e lasciando sempre sullo sfondo la sua Roma, città eterna e fragile, tragica e ironica, cinica e innamorata.

      Tutto sommato
    • Decamerino

      Novelle dietro le quinte

      • 171 pages
      • 6 hours of reading

      C’era una volta una grande tenda da circo, che un giorno si trasformò in un teatro. Non si udirono più i ruggiti dei leoni, ma il frastuono di uno spettacolo che richiedeva pantaloni neri, una camicia bianca e una cassa colma di personaggi, storie e sonetti. Alcuni di questi approdarono sulla scena, mentre altri rimasero nel camerino. Si narra della grande rappresentazione sacra di Giubileo, e si intrecciano storie di figure come Gaetanaccio ed Edmund Kean. Attraverso aneddoti dietro le quinte, si rivelano battibecchi tra sarte e giovani attori, e squarci di cronaca, come la decisione di un sindaco di sostituire S.P.Q.R. con RoMe&You. Tra un racconto e l’altro emergono sonetti e poesie, annotati in fretta prima di cambiare costume e riaggiustare il trucco. Il risultato è un racconto nel racconto, che mescola pensieri confusi, atti unici, odori e abitudini, segnando il ritorno di un grande narratore capace di far sorridere e commuovere con le sue cronache di romanità. Questo diario-de-camerino offre uno sguardo ravvicinato sul lavoro dell’attore, rivelando la meticolosità maniacale e l’incanto che trasforma la finzione in realtà per ogni spettatore.

      Decamerino