“Quando partii per l’Italia immaginavo che la mia nuova vita sarebbe stata pulita e semplice come le nuvole che vedevo scorrere sotto l’aereo. Ma ero molto lontano dalla verità.” Yvan Sagnet, descritto come il Mandela dei braccianti, racconta la sua storia vera, quella di un giovane ventenne che lotta per verità e giustizia. Arrivato in Italia nel 2007 per studiare, Yvan è attratto dal paese sin da bambino, ammirando il calcio e il design. Dopo aver superato l’esame di lingua e ottenuto una borsa di studio al Politecnico di Torino, si adatta alla vita nel freddo nord, lavora in un supermercato e si interessa alla politica italiana. Nel 2011, per mantenersi, si trasferisce a Nardò, in Puglia, dove scopre il mondo dei caporali che sfruttano i braccianti agricoli. Qui, Yvan affronta la dura realtà dello sfruttamento, dei diritti negati e della lotta per condizioni di lavoro dignitose. Quando i caporali chiedono di intensificare il lavoro, Yvan e altri braccianti organizzano il primo grande sciopero autonomo di braccianti stranieri in Italia. Questa rivolta segna l'inizio della sua lotta per la libertà e la giustizia, un percorso che continua ancora oggi. Yvan racconta il suo “sogno” italiano, la sete di verità e il valore della dignità.
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