Le battute finali della vita di un professore reso folle dalla morte del figlio, al punto da far uccidere il proprio cane, di cui non sopporta più la vista. Una nottata di bisboccia tra amici negli anni Trenta in un piccolo paese dell'Appennino tosco-emiliano. La "caduta" di una famiglia contadina e della fattoria che la ospitava. Tre storie fra la Padania e l'Appennino che sanno di stagioni, di spighe, camini, bevute, mangiate, strade e stranieri. Storie di amici e forse storie d'amicizia. Un protagonista, l'inverno, la stagione che più porta a respirare le atmosfere dell'introspezione. E personaggi, situazioni, paesaggi che hanno i tratti e i colori dell'Emilia, l'odore del fuoco di legna, lo stupore a bocca aperta delle stalle dove passavano d'inverno narratori strepitosi. Tre celebri personaggi, tre diverse carriere. E il piacere di raccontare, sulle corde che a ognuno sono più familiari.
Francesco Guccini Books
Francesco Guccini stands as one of Italy's most significant Cantautori, celebrated for his poetic and literary lyrical depth, which has even been recognized in educational settings as modern poetry. Beyond his music, Guccini is also a novelist, crafting autobiographical and noir narratives, and a visual artist known for his comics. His distinctive style and intellectual approach have cemented his status as an iconic figure, resonating deeply with both critics and fans.






Schlechte Saison
- 348 pages
- 13 hours of reading
Als der alte Wilderer Adùmas im Wald ein Wildschwein mit einem Fuß im Maul vorbeilaufen sieht, glauben die Bewohner des Bergdorfs im Apennin an eine Alkolhol-Fantasie. Doch dann werden zwei Mitarbeiter einer Baufirma ermordet aufgefunden. Forstinspektor Marco Gherardini beschließt kurzerhand, Ordnung in seinen Wald zu bringen, und sieht sich bald großer Gefahr ausgesetzt.
Gli sbudellati. Tra la Via Emilia e il jazz
- 124 pages
- 5 hours of reading
Non so che viso avesse
- 288 pages
- 11 hours of reading
Montanaro di pianura, nato a Modena, diffidente, avaro di sé, sobrio e bevitore, pigro e serissimo, ma chiacchierone instancabile, Francesco Guccini ha scelto, per la prima volta, di raccontare la sua vita. E ci è riuscito, in questo libro bello e bizzarro, nell'unico modo per lui fingendo di parlare d'altro, per dire tutto di sé. Per farlo, Guccini organizza una Pavana col mulino degli avi, i nonni, le nonne e i bisnonni, il bosco, il fiume, la montagna. Modena, odiata e amata, piccola città bastardo posto. Bologna, l'eletta, in via Paolo Fabbri, una vecchia signora dai fianchi un po' molli col seno sul piano padano e il culo sui colli. E poi gli altri luoghi e i loro le osterie, il giornale per sbarcare il lunario (perché cantare non è mica un mestiere), e le balere, dalla via Emilia al West, con gli orchestrali, le giacche con i lustrini, il rock and roll. E l'amore per il cinema, con gli amici Luciano Ligabue e Leonardo Pieraccioni, per le chitarre, per i fumetti e per l'ottava rima. E il concerto, il luogo dell'incontro col pubblico, secondo una liturgia ritualizzata che comincia con il c'era una volta di "Lunga e diritta correva la strada" di "Canzone per un'amica" per finire con l'epos trionfale di "Non so che viso avesse" della "Locomotiva".
Trübe Aussichten
- 320 pages
- 12 hours of reading
Der Geologe Pierluigi Antonelli hat sich in dem kleinen Bergdorf Casedisopra einquartiert, um, wie er den neugierigen Einheimischen erklärt, an einem offiziellen Gutachten zur Bodenbeschaffenheit der Umgebung zu arbeiten. Eines Tages ist er spurlos verschwunden. Als wenig später bei Aufräumarbeiten nach einem Erdrutsch seine Leiche gefunden wird, nimmt sich Marco Gherardini, Inspektor der Forstpolizei, des Falls an. Die Obduktion ergibt, dass Antonelli erschlagen wurde. Was hatte er in dem Bergdorf wirklich zu suchen?
Giochi crudeli
- 198 pages
- 7 hours of reading
Italian
Oscar bestsellers - 1229: Questo sangue che impasta la terra
- 250 pages
- 9 hours of reading
Due avvenimenti misteriosi sullo sfondo degli anni Settanta. Un giovane viene scaricato morente da una jeep davanti all'ospedale di un paese dell'Appennino; una ragazza scompare misteriosamente nella Bologna della contestazione studentesca. L'ex maresciallo Santovito indaga. Anche se ormai in pensione non se la sente di deludere le due donne che gli hanno chiesto aiuto. Domenica, madre del giovane adolescente, e Patrizia, una sua amica in ansia per la scomparsa della figlia. Forse tra i due avvenimenti c'è un legame... Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli raccontano una storia appassionante fondendo gli elementi classici della detection con la ricostruzione della storia più recente e controversa.
Frassinelli narrativa italiana: Gotico rurale
- 192 pages
- 7 hours of reading
Italian
Il maresciallo Santovito torna, dopo vent'anni, in un tranquillo borgo appenninico, che però trova completamente cambiato. La locanda è scomparsa, ora c'è il bar con il juke-box e si vedono i primi villeggianti. Anche il maresciallo è cambiato, e decide di prendersi una vacanza, spinto dai ricordi. Con lui arrivano una giovane insegnante e un misterioso turista tedesco. Ma proprio allora il borgo tranquillo si risveglia: un ragazzo salta su una mina, un altro scompare ed è poi trovato morto, e le vecchie del paese ricordano le leggende della Borda, la strega delle acque, e i tesori misteriosi...
Una raffica di mitra segna la fine della vita del partigiano Bob, giustiziato non dai nazifascisti, ma dai suoi stessi commilitoni. Accusato di aver sterminato la famiglia del Patriarca, Bob è stato giudicato rapidamente da un tribunale partigiano. Il Patriarca, Bernardi, ha suscitato rancore, ma il massacro di civili non può essere giustificato, rischiando di alienare il sostegno della popolazione ai partigiani. La sentenza di morte viene eseguita immediatamente, ma dettagli inquietanti sul massacro portano a una nuova indagine affidata a Benedetto Santovito, un ex soldato tornato partigiano. Tuttavia, il conflitto impedisce a Santovito di completare la sua indagine. Anni dopo, nel 1960, una lettera lo costringe a tornare sul caso. I giovani partigiani di un tempo sono cambiati, alcuni premiati, altri sconfitti, e la loro evoluzione riflette i mutamenti del Paese. Santovito deve confrontarsi con queste trasformazioni e, per scoprire segreti dolorosi, si affida all'intuito di Raffaella, un'insegnante determinata. Con una narrazione complessa e corale, il romanzo affronta un periodo cruciale della storia, rivendicando ideali spesso dimenticati.
Lo spirito e altri briganti
- 235 pages
- 9 hours of reading
Un animale misterioso si aggira per i boschi. E nelle tenebre, tra lugubri lamenti, scivola un fantasma. Sono molti i misteri custoditi dall'Appennino, monti aspri che il maresciallo Santovito ha imparato a rispettare e amare da quando, sul finire degli anni Trenta, vi si è trasferito. Col tempo è diventato uno del posto, ormai è uno dei vecchi, e ha visto cambiare più volte il paese. Soprattutto ha sentito e raccontato tante storie di banditi e briganti. E ora, memoria storica e narratore, rievoca spaziando tra gli anni e le epoche quelle storie "gialle" e le investigazioni "anomale".
1938, Appennino tosco-emiliano. Un prete viene ritrovato morto in un fiume. Sembra un incidente, ma un maresciallo dei carabinieri dovrà affrontare altre morti inquietanti prima di risolvere un mistero che affonda le sue radici in un passato di dolori e miserie. Un eclettico cantautore e un noto giallista danno vita a un indimenticabile romanzo poliziesco.
Vola golondrina
- 282 pages
- 10 hours of reading
Storia di altre storie
- 139 pages
- 5 hours of reading
Volti, oggetti, odori, suoni sono i protagonisti di queste pagine. Ma anche l'America (quella sognata e quella vista), l'Italia (della guerra, del boom, del Sessantotto, di oggi), i fumetti, le parole. Capiterà di incontrare Chaplin e astuti cercatori di funghi, Pasolini e avvocati stregati dal jazz, Dylan e montanari che citano Dante, un ragazzino che si ribella alla timidezza e un altro che insegue indiani e cowboy per le praterie dell'Appennino pistoiese, una vecchia radio sempre sul punto di esplodere, più pericolosa di una molotov, e un insegnante di spagnolo inguaiato dall'ipocrisia del politically correct. Giocando al gioco della memoria, Guccini e Cerami hanno ripercorso la loro storia.
Cittanòva blues
- 217 pages
- 8 hours of reading
Con il suo stile ricco di echi e di sfumature, ora lirico e ora comico, Francesco Guccini racconta la vita picaresca dei ragazzi e delle ragazze nella Bologna fine anni '50 e inizio anni '70, con tutti i loro luoghi, i loro miti e i loro sogni: la prima Cinquecento, la naia, le osterie dove si fa mattino a parlare di musica e poesia davanti a un bicchiere di vino, i viaggi, i primi complessi e i primi amori... Ma la protagonista è lei, quella Bologna "Parigi in minore" che fa da sfondo all'educazione sentimentale del protagonista: grande e umana, simbolo di un tempo e una cultura in cui tutti i sogni sembravano possibili. È un canto, quello di Guccini, su una città, un'epoca e un mondo che non ci sono più. Un canto dal respiro ampio, felice, liberatorio, come quello del blues, che offre il ritratto di una generazione che ha molto lottato, molto sognato e molto sbagliato e che si ritroverà in una foto nient'affatto in posa.
I Narratori: Cròniche epafániche
- 184 pages
- 7 hours of reading
"Sono storie di Pavana il mio paese, che si dipanano sul filo della memoria. Il racconto parte dalla vecchia casa dove abitavo, un mulino ad acqua. Come genere letterario potrei definirlo un falso minimalismo". F. Guccini
"La ballata più lunga e appassionata di Francesco Guccini. Guccini lascia la chitarra e si fa acompagnare dal fiume. Per attraversare lingue musicali e misteriose, un popolo allegro e ribelle, un'isola favolosa in pochi metri d'acqua, che forse esistono ancora appena fuori delle nostre città" (Stefano Benni)
Tre cene (l'ultima invero è un pranzo)
- 180 pages
- 7 hours of reading
Accompagnati dalla voce di Francesco Guccini, seguiamo gli amici protagonisti in una notte d'inverno, mentre la neve cade, fino alla prima delle locande dove trascorreranno una notte di buon cibo e molto vino, di risate e un po' d'amore; una di quelle notti in cui l'amicizia e la sazietà aiutano a non ascoltare i presagi della vita che corre. Questa prima cena ha luogo prima dell'ultima guerra nell'Appennino tra Bologna e Pistoia, la successiva ci racconta lo stesso mondo quarant'anni dopo, l'ultima #x96; che non è invero una cena, bensì un pranzo di mezza estate che si protrae fino a un grande falò notturno #x96; si svolge nel giorno di un'eclissi di sole. Dai poveri anni Trenta alla disillusa fine del Novecento, passando dalle speranze dei Settanta, nelle tre compagnie di amici che si avvicendano, nei loro scherzi, nelle loro sbronze, nei cibi che scelgono di mangiare ritroviamo il sapore del nostro passato e rileggiamo noi stessi con divertimento e malinconia. Francesco Guccini inanella tre storie che diventano una sola e dà vita a nuovi, memorabili, bizzarri eroi della sua epica del tempo perduto
Malastagione
- 305 pages
- 11 hours of reading
Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c'è grappa o crepuscolo che tenga: davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo... Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco. Ma gli tocca scoprire subito che le relazioni e gli affari tra i notabili del luogo creano un groviglio di interessi più pericoloso e inestricabile di un roveto.
Nuovo dizionario delle cose perdute
- 148 pages
- 6 hours of reading
Da quando è uscito il primo Dizionario delle cose perdute , Francesco Guccini non può fare un passo, per strada, senza che qualcuno lo fermi per suggerirgli con entusiasmo e commozione qualche oggetto "del tempo andato" che merita di essere ripescato dal veloce oblio dei nostri anni e celebrato dalla sua penna. Dall'idrolitina ai calendarietti profumati dei barbieri, dal temibile gioco del Traforo alle cabine telefoniche, dal deflettore all'autoradio passando per i "luoghi comodi" e i vespasiani, le letterine di Natale piene di buoni propositi da mettere sotto il piatto del babbo, le osterie (quelle vere, senza la H davanti per darsi un tono) e molto altro, Guccini torna a scavare nel passato che ha vissuto in prima persona per riportarcelo intatto e pieno di sapore. E con questo suo catalogo delle cose perdute dà vita a un personalissimo genere letterario nel quale l'estro del cantautore - capace di condensare in poche strofe un universo intero di emozioni -, la sua passione storica e filologica e la sua vena poetica trovano sintesi piena: regalandoci pagine in cui ogni oggetto, ogni situazione, suscita intorno a sé un intero mondo, sempre illuminato dalla luce di un'insuperabile ironia.
La pioggia fa sul serio. Romanzo di frane e altri delitti
- 276 pages
- 10 hours of reading
La frenesia della città sembra all’improvviso lontanissima, i tornanti si snodano in mezzo a una fitta vegetazione, il segnale telefonico si interrompe: e poi, dietro una curva, ecco una radura dominata da una quercia maestosa e da un’antica casa in pietra. A Maurizio e a Marta sembra che quella casa sia lì ad aspettarli da sempre. A dire il vero Maurizio, da buon scrittore di romanzi, qualche sospetto per le case isolate nel bosco lo nutre, ma l’entusiasmo della moglie vince ogni resistenza. E così i due approdano tra gli Appennini, poco desiderosi di stringere amicizia con i ruvidi abitanti del paese vicino e determinati a godersi il loro incantevole buen retiro. Però non sono soli: dalle profondità della cantina – che i locali chiamano “l’inferno” – emerge un grosso gatto che si considera il vero padrone di casa e che, in virtù del suo pelo nerissimo, accetta l’epiteto di Minosse con felina condiscendenza. Ma non è tutto. Una notte dopo l’altra, a far loro compagnia si susseguono strani accadimenti: ombre fruscianti in giardino, luci che si accendono nel buio, Minosse che gonfia il pelo come se qualcosa lo avesse terrorizzato… Guccini e Macchiavelli, cantori dell’Appennino dimenticato, giocano con i fantasmi per rendere omaggio allo spirito misterioso e inafferrabile delle loro amate montagne.
Le stagioni si susseguono sempre uguali a Casedisopra, tra la tabaccheria della Nerina e le caserme dei Carabinieri e della Forestale, che vigilano invano sulla trattoria-bar di Benito, dove il maiale servito ha un curioso retrogusto di cinghiale anche in bassa stagione. Tuttavia, qualcosa sta cambiando: ragazzi e ragazze dagli abiti colorati, con sandali di cuoio intrecciati, iniziano a comparire in paese, vendendo prodotti del bosco. Sono gli Elfi, che vivono in comunità isolate sulla montagna, praticando il baratto e accogliendo chiunque senza domande. Potrebbero essere loro a prendersi cura del territorio appenninico, sempre più trascurato, mentre la Forestale rischia di essere assorbita dai Carabinieri. Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale, si perde in questi pensieri quando risuonano due spari, in un momento in cui nemmeno i cacciatori avrebbero licenza di sparare. Poco dopo, viene trovato un cadavere ai piedi di un dirupo: è un giovane elfo. Inizia per Poiana l'indagine più difficile della sua carriera, che potrebbe essere l'ultima. Dovrà sospettare degli amici più cari, riconoscere l'intuito femminile come un'arma potente e, per trovare la giusta direzione, sarà pronto a perdersi nel bosco.
Dizionario delle cose perdute
- 142 pages
- 5 hours of reading
C'era una volta... cosa c'era una volta? C'era la banana, non il frutto, ma l'acconciatura arrotolata che i bambini subivano e detestavano, considerata imprescindibile dai genitori. Questi, per gustare un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un "caffè caffè", altrimenti avrebbero bevuto caffè d'orzo. Per scrivere, non c'erano sms o e-mail; si doveva combattere con i pennini e uscire da scuola imbrattati d'inchiostro. Si poteva andare dal tabacchino e comprare una sola sigaretta, fumandola dove si voleva, senza divieti, mentre i non fumatori erano malvisti. I bambini non cambiavano guardaroba ogni stagione, indossando braghe corte anche d'inverno e costumi di lana d'estate. Senza la Playstation, si giocava per strada, divertendosi forse di più. Al cinema, pioveva... Con nostalgia, poesia e ironia, l'autore osserva oggetti, situazioni ed emozioni di un passato che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme a oggetti come il telefono di bachelite. È un viaggio nella vita di ieri, che si legge come un romanzo, rivelando un'archeologia "vicina" di noi stessi che ci commuove e ci diverte, parlando di come siamo diventati.
Dalla campagna Francesco si trasferisce in città. Arriva in una stazione sconosciuta e in una casa nuova, dove impara una nuova pronuncia per non essere straniero, perché in città sono tutti signori e i padri d'inverno indossano i cappotti. Il futuro è la nuova periferia. La nebbia, la Padania con i suoi cibi e bevande, zamponi e lambruschi, e poi la scuola con il bidello, le tabelline di Suor Carmelina che porta tutti in chiesa, Coppi e Bartali, i primi balli, i 45 e i 33, il gruppo col quale suonare nelle balere, basso, chitarra e sax. Storie, personaggi e ricordi formano una saga popolare-contadina con un linguaggio assai curioso e sanguigno.
Così eravamo. Giornalisti, orchestrali, ragazze allegre e altri persi per strada
- 192 pages
- 7 hours of reading
Una raccolta di racconti ironici e nostalgici che catturano, attraverso piccoli momenti di vita, i cambiamenti di un'epoca ormai lontana.Guccini racconta cinque episodi che vanno dall'infanzia alla giovinezza, ognuno legato a esperienze personali e collettive. Si parte da un bambino che perde un compagno di scuola, per arrivare a un gruppo di giovani alle prese con un lavoro difficile, scherzi crudeli e sfide sociali. Ogni storia si intreccia con il cambiamento della società, dalla nascita della televisione alle trasformazioni delle città.I racconti sono costellati da piccoli dettagli che diventano simboli di una vita passata, come un portacenere rosso – gadget di una famosa bibita pop - o la musica di una balera. Così Guccini riporta alla luce le emozioni di un tempo trascorso, mostrando con malinconia ma anche con affetto i momenti felici vissuti tra l'Appennino e Modena, tra la guerra e il dopoguerra.
Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto
- 283 pages
- 10 hours of reading
Radici è uno dei primi album di Francesco Guccini, e rappresenta il cuore della sua ispirazione artistica. Le radici lo legano a Pavana, un piccolo paese tra Emilia e Toscana, dove si trova il mulino di famiglia, un luogo ormai quasi disabitato e silenzioso. Qui, il narratore evoca i suoni di un tempo lontano, quando la montagna era viva e accogliente per chi la rispettava. Rinascono così personaggi, mestieri e speranze: gli artigiani al lavoro, i primi sguardi scambiati con le ragazze in vacanza, i giochi e i frutti della terra, creando un orizzonte piccolo ma aperto all'infinito della fantasia. Tra elegia e ballata, queste pagine cercano le parole giuste per nominare ricordi e persone del passato; la malinconia è temperata dalla capacità di sorridere delle cose umane e dalla precisione con cui vengono rievocati gesti e atmosfere di vite non illustri ma significative. Anche se Francesco Guccini non canta più, la sua voce si leva di nuovo, alta e piena di poesia, per offrirci un'opera che è testamento e testimone, in attesa di una nuova aurora.
Le parole di Francesco Guccini
Romanzi, poesie, storie e ballate nelle canzoni di un poeta cantautore
- 207 pages
- 8 hours of reading
Tod im Apennin
- 378 pages
- 14 hours of reading
In einem abgelegenen Gebirgsdorf im Appenin geschehen tragische Unglücksfälle, die Kriminalkommissar Santovito in einen mysteriösen Fall ziehen. Alte Mythen und Aberglauben werden aufgefrischt, während er sich mit der unvollendeten Vergangenheit auseinandersetzt. Ein spannender Krimi mit Rückblenden und einer ungewöhnlichen Liebesgeschichte.
In den dichten Wäldern des Apennins lebt eine Ökokommune von Aussteigern, deren Mitglieder sich selbst »Elben« nennen. Fernab von der Zivilisation haben sie sich in verlassenen Dörfern niedergelassen, leben einfach und ohne Strom vom Tauschhandel und gewähren jedem, der um Obdach bittet, Einlass. Forstinspektor Marco Gherardini beobachtet das Treiben mit Interesse. Eines Tages hallen zwei Schüsse durch den Wald, und am Fuße eines abschüssigen Geländes wird ein Toter gefunden. Es ist ein Elbe. Gherardini beginnt zu ermitteln – in seinem dritten und bisher spannendsten Fall.



























