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Le storie degli altri

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  • 277 pages
  • 10 hours of reading

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Barnaby Gaitlin è sempre stato nei guai, sin dall’adolescenza, quando aveva l’«abitudine» di introdursi nelle case degli altri. Non per rubare, ma per leggere la posta, sbirciare negli album di fotografie, magari appropriarsi di qualche oggetto personale di scarso valore. Ora, a trent’anni, agli occhi dei suoi benestanti genitori di Baltimora, Barnaby è un fallito: un divorzio alle spalle, una figlia che ormai chiama papà qualcun altro e, come gli rimprovera la madre, «una stanza d’affitto, un lavoro non qualificato, amici inetti, nessun obiettivo né ambizione». Ma Barnaby non dispiace lavorare alla «Due braccia per te», un’associazione per l’assistenza agli anziani, e i suoi «clienti» – nonne preoccupate di far bella figura con i nipoti, pensionati impigriti, vecchiette con gli acciacchi – lo adorano, gli aprono volentieri la porta di casa e i cassetti dei ricordi. Per loro è proprio quel «bravo ragazzo» che Barnaby non è mai stato, e che forse sta aspettando il momento giusto, o la persona giusta, per cominciare a vivere la propria vita. Un altro personaggio memorabile di quella galleria di figure attraverso le quali la Tyler sembra riuscire a cogliere, come pochi altri narratori, lo spirito del nostro tempo.

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Le storie degli altri, Anne Tyler, Laura Pignatti

Language
Released
2001
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(Paperback)
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3.6
Very Good
278 Ratings

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Language
Italian
Publisher
TEA
Released
2001
Format
Paperback
Pages
277
ISBN10
8878189502
ISBN13
9788878189508
Series
First published
1998
Original title
A Patchwork Planet
Rating
3.6 out of 5
Description
Barnaby Gaitlin è sempre stato nei guai, sin dall’adolescenza, quando aveva l’«abitudine» di introdursi nelle case degli altri. Non per rubare, ma per leggere la posta, sbirciare negli album di fotografie, magari appropriarsi di qualche oggetto personale di scarso valore. Ora, a trent’anni, agli occhi dei suoi benestanti genitori di Baltimora, Barnaby è un fallito: un divorzio alle spalle, una figlia che ormai chiama papà qualcun altro e, come gli rimprovera la madre, «una stanza d’affitto, un lavoro non qualificato, amici inetti, nessun obiettivo né ambizione». Ma Barnaby non dispiace lavorare alla «Due braccia per te», un’associazione per l’assistenza agli anziani, e i suoi «clienti» – nonne preoccupate di far bella figura con i nipoti, pensionati impigriti, vecchiette con gli acciacchi – lo adorano, gli aprono volentieri la porta di casa e i cassetti dei ricordi. Per loro è proprio quel «bravo ragazzo» che Barnaby non è mai stato, e che forse sta aspettando il momento giusto, o la persona giusta, per cominciare a vivere la propria vita. Un altro personaggio memorabile di quella galleria di figure attraverso le quali la Tyler sembra riuscire a cogliere, come pochi altri narratori, lo spirito del nostro tempo.