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Stavanger, Norvegia. Sigvaldi giace supino sul marciapiede. Come nuvole in perenne movimento e mutazione, avanti ai suoi occhi scorrono frammenti di memoria, persone amate, conoscenti, rimorsi, gioie, incomprensioni, tradimenti e lettere mai spedite: tutti i brandelli di una vita che avrebbe potuto essere ma non è stata. Ora immobilizzato a terra e incapace di alzarsi, si ricorda dell’uomo che era trent’anni prima in Islanda: sereno, solido e senza paura, un gran lavoratore che usciva in mare d’inverno e durante l’estate faceva l’imbianchino. La sua prima moglie Helga, selvaggia e poetica, quando ancora era bella come Liz Taylor, profondamente innamorata di lui eppure consumata dall’inquietudine. Poi l’abbandono, la fatica, l’alcol, la follia. E la figlia Ásta, la secondogenita, la più amata, la più dolce, ma afflitta, in fondo agli occhi, da un malessere senza nome. Con la prosa incantata che gli è valsa migliaia di lettori e decine di premi in tutto il mondo, con la sua palette di colori infinita per dipingere la tragedia, il calore, l’insensatezza e la gioia più sfrenata della vita, Jón Kalman Stefánsson scrive per ricordare le cose che contano, per regalare una briciola di eternità a vicende e persone che altrimenti, per la sorte ingiusta che tocca a ognuno, cadrebbero nell’oblio.
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Storia di Ásta, Jón Kalman Stefánsson
- Language
- Released
- 2018
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- (Paperback)
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- Title
- Storia di Ásta
- Language
- Italian
- Authors
- Jón Kalman Stefánsson
- Released
- 2018
- Format
- Paperback
- Pages
- 479
- ISBN10
- 8870916006
- ISBN13
- 9788870916003
- Series
- Tags
- Fiction, Romance, Historical Fiction, Contemporary Fiction, Contemporary Romance, Happiness, Iceland, Misfortune
- First published
- 2017
- Original title
- Saga Ástu
- Rating
- 4.15 out of 5
- Description
- Stavanger, Norvegia. Sigvaldi giace supino sul marciapiede. Come nuvole in perenne movimento e mutazione, avanti ai suoi occhi scorrono frammenti di memoria, persone amate, conoscenti, rimorsi, gioie, incomprensioni, tradimenti e lettere mai spedite: tutti i brandelli di una vita che avrebbe potuto essere ma non è stata. Ora immobilizzato a terra e incapace di alzarsi, si ricorda dell’uomo che era trent’anni prima in Islanda: sereno, solido e senza paura, un gran lavoratore che usciva in mare d’inverno e durante l’estate faceva l’imbianchino. La sua prima moglie Helga, selvaggia e poetica, quando ancora era bella come Liz Taylor, profondamente innamorata di lui eppure consumata dall’inquietudine. Poi l’abbandono, la fatica, l’alcol, la follia. E la figlia Ásta, la secondogenita, la più amata, la più dolce, ma afflitta, in fondo agli occhi, da un malessere senza nome. Con la prosa incantata che gli è valsa migliaia di lettori e decine di premi in tutto il mondo, con la sua palette di colori infinita per dipingere la tragedia, il calore, l’insensatezza e la gioia più sfrenata della vita, Jón Kalman Stefánsson scrive per ricordare le cose che contano, per regalare una briciola di eternità a vicende e persone che altrimenti, per la sorte ingiusta che tocca a ognuno, cadrebbero nell’oblio.


