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“Perché fai ciò che fai? Perché scrivi in una lingua che pochi capiscono?”. La domanda dello scrittore basco Bernardo Atxaga ricorre nelle riflessioni e nei testi di autori diversi, accomunati dall’uso di una lingua periferica. L’osservazione comparata di queste esperienze diventa così un viaggio tra dialetti, lingue locali e voci, luoghi, parole lasciate ai margini del canone letterario. Un’esplorazione che, integrando discipline diverse (dalle neuroscienze alla semiotica, dalla geografia all’antropologia), traccia nuove mappe, dove la periferia, linguistica e letteraria, possa esistere al di fuori del rapporto totalizzante con il centro. In questo spazio relazionale, dove emerge la rete di relazioni che unisce chi vive e racconta il margine, si rende possibile l’incontro tra chi, come la scrittrice chicana Gloria Anzaldúa, è attraversato dalla frontiera, o chi, come Gëzim Hajdari, esule e migrante, la attraversa o chi, come Claude Vigée o Mariano Baino, la abita.
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Topologia del discorso letterario periferico, Herbert Natta
- Language
- Released
- 2019
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- Title
- Topologia del discorso letterario periferico
- Language
- Italian
- Authors
- Herbert Natta
- Publisher
- Meltemi
- Released
- 2019
- Pages
- 256
- ISBN10
- 8883539982
- ISBN13
- 9788883539985
- Series
- Description
- “Perché fai ciò che fai? Perché scrivi in una lingua che pochi capiscono?”. La domanda dello scrittore basco Bernardo Atxaga ricorre nelle riflessioni e nei testi di autori diversi, accomunati dall’uso di una lingua periferica. L’osservazione comparata di queste esperienze diventa così un viaggio tra dialetti, lingue locali e voci, luoghi, parole lasciate ai margini del canone letterario. Un’esplorazione che, integrando discipline diverse (dalle neuroscienze alla semiotica, dalla geografia all’antropologia), traccia nuove mappe, dove la periferia, linguistica e letteraria, possa esistere al di fuori del rapporto totalizzante con il centro. In questo spazio relazionale, dove emerge la rete di relazioni che unisce chi vive e racconta il margine, si rende possibile l’incontro tra chi, come la scrittrice chicana Gloria Anzaldúa, è attraversato dalla frontiera, o chi, come Gëzim Hajdari, esule e migrante, la attraversa o chi, come Claude Vigée o Mariano Baino, la abita.


